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20 Marzo 2026
11:29

Aumento dei casi di epatite A a Napoli: cosa dice l’ISS sul virus e le misure di prevenzione del contagio

Nella Regione Campania è stato registrato un aumento di casi di epatite A, arrivati a 133: si tratta di un'infiammazione del fegato causata dal virus HAV. L'Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli ha però confermato che «non sussiste alcuna emergenza», mentre il Comune di Napoli ha vietato il consumo di frutti di mare crudi. Vediamo cosa dice l'ISS su sintomi e misure di prevenzione.

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Aumento dei casi di epatite A a Napoli: cosa dice l’ISS sul virus e le misure di prevenzione del contagio
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A Napoli è stato registrato un aumento dei casi di epatite A.

La città di Napoli e la Regione Campania stanno registrando un aumento dei casi di epatite A: come spiegato dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'epatite A è un'infiammazione del fegato, diffusa in tutto il mondo, ed è causata dal virus HAV, che si trasmette attraverso l'ingestione di cibo e acqua contaminati o tramite il contatto diretto con una persona infetta. Secondo quanto riportato dai due Istituti, in genere la malattia dura 1-2 settimane e si manifesta con febbre, malessere, nausea o dolori addominali.

La Regione Campania ha comunicato che, al 18 marzo 2026, i casi registrati in tutta la Campania sono complessivamente 133, «con un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare»: per avere un'idea, nei primi 6 mesi del 2025 (ultimi dati disponibili) l'ISS aveva riportato 247 casi di epatite A in tutta Italia.

L'Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli ha però confermato che al momento «non sussiste alcuna emergenza», con «la situazione al pronto soccorso che si mantiene complessivamente stabile. Il flusso di nuovi accessi si mantiene al momento moderato, senza evidenze di criticità nella gestione clinica e organizzativa».

Il Comune di Napoli ha comunque adottato una serie di misure per il contenimento del virus, raccomandando ai cittadini una serie di indicazioni per ridurre la possibilità di contrarre la malattia, come evitare il consumo di frutti di mare crudi o lavare bene gli alimenti vegetali sotto acqua corrente e con l'utilizzo di soluzioni disinfettanti.

Disclaimer: questo articolo è puramente divulgativo, non vuole dare alcuna indicazione medica o terapeutica. Vi invitiamo a rivolgervi al vostro medico curante per qualsiasi consiglio di tipo terapeutico.

Che cos'è il virus responsabile dell'epatite A e i possibili sintomi secondo OMS e ISS

Come riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'epatite A è un'infiammazione del fegato causata dal virus HAV. Questo virus si diffonde principalmente «quando una persona non infetta (e non vaccinata) ingerisce cibo o acqua contaminati dalle feci di una persona infetta». Più nello specifico, l'Istituto Superiore di Sanità evidenzia come il contagio avvenga generalmente «per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi crudi (o non cotti a sufficienza), soprattutto molluschi, allevati in acque contaminate da scarichi fognari contenenti il virus».

Ecco perché l'epatite A è più comune nei Paesi a basso e medio reddito dove ci sono scarse condizioni igienico-sanitarie e pratiche igieniche inadeguate.

Dal punto dei vista dei sintomi, l'ISS evidenzia come la malattia, che dura 1-2 settimane, si manifesta con sintomi come «febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da elevazioni delle transaminasi e della bilirubina» anche se una quota delle infezioni rimane asintomatica, specialmente se contratte in giovane età. In caso di contagio, la gestione dell'epatite A generalmente non richiede il ricovero ospedaliero, a meno di malattia grave o insufficienza epatica acuta. Tra l'altro, a differenza dell'epatite B e C, non causa malattie epatiche croniche: i pazienti, quindi, guariscono completamente senza mai cronicizzare.

La vaccinazione resta comunque la misura più efficace di prevenzione: in Italia due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione già dopo 14-21 giorni. L'ISS raccomanda la vaccinazione nei soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica o coloro che sono affetti da malattie epatiche croniche.

Le misure di prevenzione per la popolazione rilasciate dal Comune di Napoli

Nel caso specifico della città di Napoli, il Comune ha adottato una serie di misure per fronteggiare l'incremento dei casi di epatite A, dopo che il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio. I dati epidemiologici, infatti, hanno evidenziato un'escalation soprattutto nella città di Napoli: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi al 19 marzo (in totale 133 casi per tutta la Regione Campania).

Per tutelare la salute pubblica e annullare il rischio di contagio, il Comune di Napoli ha quindi stabilito il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato.

Al tempo stesso, sono state pubblicate delle raccomandazioni alla cittadinanza, che includono:

  • Non consumare frutti di mare crudi, nemmeno presso il proprio domicilio.
  • Conservare i frutti di mare tra gli 0° e i 4 ° C, in una ciotola coperta da un panno umido, mai in acqua.
  • Tenere separati i cibi cotti da quelli crudi.
  • Pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi.
  • Lavare bene i vegetali sotto acqua corrente, utilizzando anche soluzioni disinfettanti per alimenti.
  • Consumare i frutti di bosco surgelati sempre cotti, facendoli bollire a 100 ° C per almeno 2 minuti.
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Le indicazioni rilasciate dal Comune di Napoli per il contenimento dell’epatite A. Credit: Comune di Napoli

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità sui casi di epatite A nel 2024 e 2025

Per avere un confronto, in tutto il 2024 in Italia il Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute coordinato dall’ISS ha registrato 443 casi di epatite A. L'ultimo bollettino rilasciato dall'Istituto Superiore di Sanità – relativo ai primi sei mesi del 2025, dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 – ha invece riportato un totale di 247 casi di epatite A, in aumento rispetto ai 159 casi segnalati nello stesso periodo del 2024 e i 105 relativi al 2023.

L'Istituto, infatti, ha segnalato un aumento di casi a partire dal 2023, sia a livello italiano che europeo. Più nello specifico, il fattore di rischio riportato più frequentemente è rappresentato dal consumo di frutti di mare (47,1%), mentre il 23% ed il 24% dei casi riportavano viaggi in area endemica e consumo di frutti di bosco.

Dal punto di vista geografico, le Regioni che hanno segnalato il maggior numero di casi sono state Lombardia (18,6%), Emilia-Romagna (16,6%) e Lazio (15,8%), mentre guardando alla popolazione il 64% dei casi si è verificato in uomini, con la classe di età maggiormente affetta che corrispondeva a quella 35-54 anni (35,2% dei casi).

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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