
La Fregata Federico Martinengo è appena arrivata a Cipro, dopo essere stata inviata dal ministro Guido Crosetto a difesa dell'isola mediterranea. La nave della Marina Militare Italiana era salpata da Taranto lo scorso venerdì, con un equipaggio di 160 marinai: adesso, mentre la guerra in Iran prosegue, la fregata opererà coordinandosi con le imbarcazioni di Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ma quali sono le caratteristiche tecniche di questa nave, dotata anche di missili anti-aerei e siluri?
Le caratteristiche della fregata italiana Martinengo: missili, cannoni e siluri
Una fregata non è altro che un'imbarcazione che svolge funzioni di scorta di altre navi: la Federico Martinengo è stata varata nel 2017 dopo quasi tre anni di lavori presso gli stabilimenti di Riva Trigoso e Muggiano. Si tratta di un'imbarcazione militare che misura 144 m di lunghezza per 19,7 di larghezza e un'altezza massima dalla linea di chiglia di 44,8 metri. A pieno carico il dislocamento è di 6900 tonnellate ed è in grado di mantenere una velocità continuativa massima di oltre 27 nodi – equivalenti circa a 50 km/h. Per quanto riguarda l'equipaggio, il mezzo è in grado di ospitare 168 militari, per un totale di 201 posti letto.
Un aspetto particolarmente interessante di questa imbarcazione è il suo sistema di combattimento: sono presenti cannoni sia a medio che a piccolo calibro oltre che a missili anti-aerei, superficie-superficie e aria-superficie (imbarcabili su elicotteri). Ma non solo: il mezzo è anche dotato di siluri, i Lightweight Torpedo MU90.
Tutto questo permette al mezzo di avere un impiego multimissione: dalla sicurezza marittima alla sorveglianza, passando per la possibilità di trasportare civili e beni di valore.
Chi era Federico Martinengo, da cui prende il nome la nave della Marina Militare
Federico Martinengo nacque a Roma nel 1897 e intraprese presto la carriera militare presso l'Accademia Navale di Livorno. Durante la Prima Guerra mondiale si distinse come pilota dell'Aviazione di Marina, abbattendo cinque idrovolanti nemici e guadagnandosi due medaglie d'argento. Negli anni successivi ricoprì ruoli di comando in Cina, nell'Egeo e a bordo dell'incrociatore Muzio Attendolo.

Il 9 settembre 1943, per sottrarre le unità italiane alla cattura tedesca, lasciò La Spezia a bordo della Vedetta Anti-Sommergibile 234. All'altezza dell'isola di Gorgona affrontò due motosiluranti nemiche in un combattimento impari, nel quale perse la vita. Per questo gesto gli fu conferita la medaglia d'oro al valore militare alla memoria.