
A Negrar, in provincia di Verona, una palazzina è crollata a seguito di un'esplosione, avvenuta probabilmente a causa di una fuga di gas: l'incidente ha provocato la morte di una persona, un uomo di 68 anni (proprietario della casa), mentre tre persone sono rimaste ferite. Emergenze di questo tipo, purtroppo, non sono così rare nel nostro Paese: ecco perché i Vigili del Fuoco e il Ministero dell'Interno hanno redatto una serie di linee guida elencando i comportamenti da adottare, con l'obiettivo di favorire una maggiore cultura della sicurezza.
Vediamo quindi cosa bisogna fare immediatamente nel caso in cui si verifichi una fuga di gas e quali sono le azioni da evitare.
Cos’è una fuga di gas e come accorgersene in casa
In Italia l'utilizzo di gas in ambito domestico è ampiamente diffuso, dalla cucina fino alla produzione di acqua calda. In particolare, quelli più utilizzati nelle case italiane sono il GPL (gas di petrolio liquefatti) e il metano: allo stato naturale, entrambi i gas sono inodori e incolori. Per questo, prima di essere distribuiti, vengono messi a contatto con composti chimici odorizzanti (solitamente mercaptani) che conferiscono il caratteristico “odore di gas”, così da poter riconoscere facilmente un'eventuale fuga, ovvero una perdita accidentale di materiale gassoso.
Per riconoscere una fuga di gas in assenza degli appositi strumenti, il metodo più semplice è proprio quello di utilizzare l’olfatto: c'è da dire, però, che in alcuni casi l'odore di gas potrebbe essere collegato al fatto che la bombola sta terminando oppure che, durante l’accensione del fornello, sia uscita una quantità di gas maggiore rispetto al solito.
Per avere la prova di un'eventuale perdita di gas, è quindi possibile utilizzare anche un altro senso, l'udito: se la perdita arriva dalle tubature, infatti, è possibile sentire un leggero rumore come un sibilo.
I gas, tra l'altro, rappresentano la causa più frequente di incendi ed esplosioni altamente distruttive perché spesso vengono utilizzati senza le dovute precauzioni: l’esplosione, però, avviene solo se la percentuale di gas presente nell’aria è quella prevista dal campo di infiammabilità. Per il metano, ad esempio, questo valore è compreso tra il 5 e il 15% – vale a dire che non c’è esplosione se c’è molto gas (superiore al 15%) o poco gas (inferiore al 5%) – mentre per il GPL si aggira dal 2% al 10% circa di gas nell’aria.
Cosa fare e cosa non fare in caso di fuga di gas
Nel caso avessimo il dubbio di una fuga di gas in corso, esistono una serie di comportamenti da adottare e delle azioni sconsigliate per evitare esplosioni o gravi danni: più nello specifico, secondo le linee guida dei Vigili del Fuoco, se si sente odore di gas:
- Non bisogna accendere fiamme né azionare alcun oggetto che possa provocare delle scintille: questo significa che non devono essere accesi interruttori elettrici né utilizzati campanelli, telefoni o altre apparecchiature elettriche nei locali dove c'è il sospetto di una perdita di gas.
- È necessario aprire subito le finestre per ventilare il locale e abbandonare subito l'edificio. Questo perché la concentrazione di gas potrebbe essere maggiore rispetto al limite di infiammabilità delle sostanze: nell'immediato, quindi, non ci sarebbe il rischio di esplosione, ma un ambiente saturato di questi gas è di fatto privo di ossigeno.
- È necessario chiudere il rubinetto principale del gas vicino al contatore oppure il rubinetto della bombola, se presente. In questo caso, la manovra dovrebbe essere insegnata a tutti i membri della famiglia.
- È necessario staccare l’interruttore generale della luce, ma solo se questo si trova all'esterno o comunque in un locale lontano da quello in cui si avverte la presenza del gas.
- Se, nonostante tutto, l’odore di gas persiste, è necessario chiamare i Vigili del Fuoco, digitando il 115 o il numero unico di emergenza, il 112, ma dopo essere usciti dall'abitazione.