0 risultati
video suggerito
video suggerito
9 Marzo 2026
7:00

Fusione nucleare e Italia, in che modo stiamo contribuendo: dal progetto ITER al DDT a Frascati

Ricerca, industria e tecnologie italiane stanno contribuendo ai grandi progetti internazionali (come ITER) e ai reattori a fusione nucleare del futuro. A Frascati, per esempio, è un costruzione il tokamak DDT.

Ti piace questo contenuto?
Fusione nucleare e Italia, in che modo stiamo contribuendo: dal progetto ITER al DDT a Frascati
cina fusione gen 23

Quando si parla di fusione nucleare, spesso si pensa a grandi laboratori internazionali, primo tra tutti ITER in Francia. In realtà, l’Italia è uno dei Paesi che sta contribuendo di più allo sviluppo di questa tecnologia. Non solo con la ricerca scientifica, ma anche con un tessuto industriale capace di produrre componenti che pochi al mondo sanno realizzare. In Italia è in costruzione anche un tokamak “nostrano”, il Divertor Tokamak Test (DDT) per testare la gestione di plasma ad altissime temperature. Capire come il nostro Paese partecipa alla corsa alla fusione aiuta a vedere un quadro più ampio: quello di un settore in cui competenze, innovazione e collaborazione internazionale sono fondamentali.

Il ruolo dell’Italia nei grandi progetti internazionali sulla fusione nucleare: il progetto ITER

L’Italia è membro fondatore di ITER, il più grande esperimento di fusione al mondo. Il Paese contribuisce allo sviluppo di parti cruciali del reattore, come magneti superconduttori e sistemi di riscaldamento del plasma.

Immagine

Al progetto partecipa, ad esempio, l’ENEA, ovvero l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. È uno dei principali centri di ricerca pubblici italiani, insieme a CNR e INFN. Inoltre partecipa il Consorzio RFX di Padova, consorzio pubblico che riunisce alcune delle principali istituzioni italiane impegnate nella fisica dei plasmi e nelle tecnologie per la fusione.

Vi sono poi aziende ed eccellenze italiane come Thales Alenia Space Italia, Ansaldo Nucleare, ASG Superconductors e molte altre che forniscono componenti ad altissima precisione.

Queste collaborazioni permettono al Paese di essere competitivo in un settore dove servono materiali avanzati, criogenia, elettronica di potenza e capacità di lavorare su scala millimetrica e al tempo stesso gigantesca.

Gli esperimenti italiani, dal RFX-mod2 al Divertor Tokamak Test

Vediamo ora brevemente quali sono i principali esperimenti italiani in questo settore.

RFX-mod2

Sempre all’interno del Consorzio RFX di Padova si studia il confinamento magnetico del plasma, con un approccio alternativo al Tokamak. L’esperimento RFX e la sua evoluzione – RFX-mod2 è uno dei più grandi dispositivi al mondo di tipo Reversed Field Pinch. Questo progetto permette di testare la stabilità del plasma, il controllo magnetico avanzato e diversi materiali e diagnostiche.

rfx fusione
Ugo Paccagnella, CC BY–SA 4.0 , via Wikimedia Commons

PRIMA / NBTF (Neutral Beam Test Facility)

Sempre all’interno dello stesso sito di Padova, vi è una seconda infrastruttura che serve a testare i sistemi di iniezione neutra ad altissima energia destinati a ITER e al sistema giapponese JT‑60SA. Comprende due grandi esperimenti: SPIDER, la più grande sorgente di ioni mai costruita, e MITICA, prototipo in scala reale dell’iniettore da 1 MeV di ITER.

DTT (Divertor Tokamak Test)

A Frascati, vi è il nuovo tokamak italiano attualmente in costruzione, progettato per studiare il divertore, la parte del reattore nucleare che deve sopportare i flussi di calore più intensi. Serve per testare materiali avanzati, sviluppare soluzioni per DEMO – la futura centrale europea – e creare un polo di ricerca internazionale. Il DTT è considerato un passo chiave verso la fusione industriale.

Laboratori ENEA – Frascati, Brasimone, Portici

ENEA è uno dei protagonisti europei della fusione. Nei suoi centri si studiano materiali per alte temperature, superconduttori, sistemi di riscaldamento del plasma, diagnostiche e componenti per ITER. Frascati è la sede storica della fusione italiana dagli anni ’60, ma esistono altre sedi come, ad esempio, quella di Brasimone (Bologna) e Portici (Napoli).

Euroatom e EUROfusion

L'Italia è parte attiva di progetti europei che finanziano la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie nell'ambito della fisica dei plasmi e della fusione.

Euratom è la Comunità Europea dell’Energia Atomica, fondata nel 1957. Euroatom finanzia e coordina la ricerca nucleare europea, stabilisce norme di sicurezza per il nucleare, sostiene programmi su fissione e fusione, gestisce accordi internazionali, come la partecipazione europea a ITER. In pratica, Euratom è il quadro legale e finanziario che permette all’Europa di lavorare sul nucleare in modo coordinato.

EUROfusion è un consorzio scientifico europeo creato nel 2014. È un’alleanza di oltre 30 istituti di ricerca e università europee che coordina la ricerca europea sulla fusione nucleare, gestisce i fondi Euratom destinati alla fusione, sviluppa la strategia europea verso la centrale dimostrativa DEMO, coordina esperimenti come JET, W7‑X, JT‑60SA e DTT, e supporta ITER con ricerca, simulazioni e sviluppo tecnologico.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views