
Tradizionalmente, con “Giorni della Merla” si intendono il 29, 30 e 31 gennaio, che secondo le credenze popolari sarebbero i più freddi dell'anno, anche se il picco del freddo invernale in Italia non cade necessariamente in quei tre giorni, soprattutto al Sud.
Ci sono varie versioni della leggenda popolare che dà origine al nome e alla tradizione: la più conosciuta vede una merla nascostasi in un comignolo il 28 gennaio per sfuggire al freddo, uscendone il 1° febbraio. Esiste anche una sorta di proverbio legato ai Giorni della Merla: se sono freddi, la primavera sarà mite; se sono miti, la primavera sarà più fredda. Ma questa saggezza popolare non trova necessariamente un riscontro diretto nelle statistiche meteorologiche italiane.
Cosa sono e quando cadono i tre Giorni della Merla
I Giorni della Merla non sono quindi un concetto meteorologico vero e proprio: si tratta di una tradizione rituale popolare che sostanzialmente associa il termine della fase più rigida dell'inverno alla fine di gennaio, assegnando agli ultimi tre giorni di questo mese (29, 30 e 31 gennaio) il “colpo di coda” del freddo invernale prima che la stagione viri verso condizioni più primaverili.
Per certi versi si tratta quindi di un analogo della cosiddetta “estate di San Martino”, che associa l'11 novembre (giorno di San Martino) a una temporanea sospensione del freddo autunnale. Mentre una parentesi di tepore a cavallo tra le prime due decadi di novembre nel territorio italiano è un fenomeno più sistematico e ben riconoscibile nelle statistiche meteo, però, i Giorni della Merla non trovano un riscontro diretto con le effettive dinamiche meteorologiche di questo periodo dell'anno e pertanto vanno intesi più come un fenomeno di folklore, legato probabilmente a un bisogno collettivo di segnare un momento che indichi l'avvicinarsi della primavera.
Le origini della leggenda e il significato del nome
La simbologia della merla come anticipatrice della primavera esisteva già nella mitologia greca, in particolare nel mito di Persefone. Il dio dell'oltretomba Ade, invaghitosi di Persefone, la rapì portandola con lui negli inferi sottraendola alla madre Demetra. Grazie a un intervento di Zeus, padre di Persefone, si raggiunse però un accordo tra Ade e Demetra: Persefone sarebbe stata con lui per sei mesi dell'anno, e con la madre negli altri sei mesi. Questo mito è di fatto un'allegoria dell'alternanza delle stagioni e, in questo senso, il ritorno di Persefone simboleggia l'arrivo della primavera. Nel racconto mitologico, Persefone annuncia a Demetra il suo ritorno con l'invio del suo animale messaggero: una merla. Ecco quindi che questo uccello viene associato all'anticipazione della bella stagione. Il mito greco viene poi assorbito dalla cultura latina (in cui Persefone prende il nome di Proserpina), e da lì nella cultura italiana.
Una volta entrato nel folklore, il simbolo della merla dà origine a diverse versioni di una leggenda che collega questo uccello agli ultimi tre giorni di gennaio. La versione più diffusa di questa leggenda racconta di una merla e dei suoi pulcini, dal piumaggio bianco, che si sarebbero nascosti in un comignolo il 28 gennaio, per sfuggire al freddo invernale. Si sarebbero quindi sporcati di fuliggine e, una volta usciti il 1° febbraio, sarebbero risultati completamente neri.
In un'altra versione della leggenda, la merla (questa volta da sola) si nasconde nel comignolo per la maggior parte di gennaio e ne esce solo alla fine, pensando di essere riuscito a sfuggire all'inverno, sbeffeggiando quest'ultimo e vantandosi. L'inverno non la prende bene e, per darle una lezione, chiede in prestito a febbraio tre giorni, nei quali fa tornare freddo, neve e ghiaccio.
Una storia diversa viene proposta da Sebastiano Pauli nel suo Modi di dire toscani ricercati nella loro origine (1740) e ha per protagonista un cannone chiamato “la Merla”. I suoi possessori avrebbero dovuto aspettare gli ultimi giorni di gennaio per poterlo trasportare da una riva all'altra del Po. Solo in quel frangente, infatti, il fiume si sarebbe ghiacciato a causa del freddo gelido.
Un ultimo racconto tratta la storia di due giovani sposi, Merlo e Merla, costretti ad attraversare il Po per tornare a casa. Anche in questo caso siamo a fine gennaio e il fiume è ghiacciato. Purtroppo nel passaggio di Merlo la lastra cede sotto il peso del giovane che cade in acqua e muore. La giovane sposa, sopravvissuta ma vedova, piange così tanto che i suoi lamenti diventano parte del fiume. Si narra, infatti, che ancor oggi sia possibile udire il suo pianto nelle notti di fine gennaio.
Il proverbio dei giorni più freddi dell’anno secondo la scienza
Nella cultura popolare, le temperature dei Giorni della Merla fanno un po' da “indicatore” della rapidità con cui arriverà la primavera. Un noto proverbio associato a questo periodo dell'anno dice infatti che se i Giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà bella e mite; se sono caldi, invece, la primavera arriverà tardi e sarà rigida.
Concettualmente, questo rientra nella categoria dei proverbi legati a previsioni meteorologiche sulla base di segnali anticipatori, un po' come «Rosso di sera bel tempo si spera» o «Cielo a pecorelle pioggia a catinelle». Mentre questi sono proverbi su previsioni a poche ore di distanza, e infatti sono considerati affidabili da un punto di vista scientifico, nel caso dei Giorni della Merla è molto difficile trovare una giustificazione a una previsione fatta a una così lunga distanza. È infatti sostanzialmente aleatorio mettere in correlazione le temperature di fine gennaio con quelle di fine marzo.
Statistiche meteorologiche dei Giorni della Merla
In Italia il periodo più freddo dell'anno va pressappoco dal 15 gennaio al 15 febbraio, a seconda della zona e della latitudine. In qualche modo, la tradizione dei Giorni della Merla va quindi a “fare una media” della climatologia della Penisola ponendo il picco del freddo a metà di questo periodo, cioè negli ultimi tre giorni di gennaio.
Il motivo di questo “spread” sta nel fatto che l'Italia è circondata dal mare, e i suoi effetti climatologici sono più sentiti nelle regioni meridionali che in quelle settentrionali. Al Nord infatti il clima è più simile a quello continentale, mentre quello del Centro-Sud è più marittimo.
Dopo il solstizio d'inverno l'irraggiamento solare aumenta gradualmente, in termini sia di calore ricevuto sia di durata del dì. Questo di per sé porterebbe a un generale aumento delle temperature, ma dobbiamo tenere conto che il mare ha un'enorme inerzia termica: a dicembre-febbraio incorpora ancora parte del calore accumulato durante il semestre più caldo, raggiungendo un minimo termico superficiale solo a febbraio-marzo. Questo significa che a gennaio il mare ha ancora un effetto mitigatore che influisce più sulla climatologia del Sud Italia, dove il minimo di temperature si registra tendenzialmente più a febbraio che a gennaio.
Ecco i dati MeteoExpert sulle decadi di minimo delle temperature nelle macroaree italiane nel periodo climatologico di riferimento 1991-2020:
- Nord-Ovest: seconda-terza decade di gennaio (temperatura minima media: 1,2 °C; temperatura massima media: 8,3 °C);
- Nord-Est: seconda-terza decade di gennaio (temperatura minima media: 0,9 °C; temperatura massima media: 8,0 °C);
- Centro: terza decade di gennaio – prima di febbraio (temperatura minima media: 3,0 °C; temperatura massima media: 11,5 °C);
- Sud: prima-seconda decade di febbraio (temperatura minima media: 6,0 °C; temperatura massima media: 13,2 °C);
- Sardegna: prima-seconda decade di febbraio (temperatura minima media: 7,7 °C; temperatura massima media: 14,0 °C);
- Sicilia: prima-seconda decade di febbraio (temperatura minima media: 8,9 °C; temperatura massima media: 14,8 °C).
Insomma, se è vero che i Giorni della Merla cadono effettivamente attorno al periodo in cui si registrano le temperature minime in Italia, non è detto che il 29, 30 e 31 gennaio giorni siano effettivamente i più freddi dell'anno, soprattutto nel Meridione e nelle isole maggiori. Comunque, non in tutta Italia e non limitatamente ai questi soli tre giorni.