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11 Marzo 2026
11:00

Guerra in Iran, il G7 vorrebbe rilasciare le riserve strategiche di petrolio: cosa sono e a quanto ammontano

Il G7 ha chiesto supporto all’AIE (Agenzia Internazionale per l'Energia) per il rilascio di 300-400 milioni di barili di riserve strategiche di petrolio. Si tratta di scorte che i Paesi membri dell'Agenzia devono detenere in previsione di eventuali interruzioni dell'approvvigionamento di petrolio, come sta avvenendo a causa della guerra in Iran.

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Guerra in Iran, il G7 vorrebbe rilasciare le riserve strategiche di petrolio: cosa sono e a quanto ammontano
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Immagine generata con AI.

I ministri delle finanze del G7 hanno chiesto supporto all'AIE per valutare il rilascio delle riserve strategiche di petrolio in possesso dei 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale dell'Energia, dopo che la guerra in Iran ha portato il prezzo del greggio a superare i 100 dollari per la prima volta dal 2022.

Come riportato dalla stessa Agenzia, gli Stati parte sono infatti tenuti a garantire una scorta di petrolio equivalente almeno a 90 giorni di importazioni, destinata ad attutire l’aumento dei prezzi in caso di disastri naturali o conflitti. L'Italia, ad esempio, possiede 2,7 milioni di riserve strategiche di petrolio.

Questo sistema di emergenza collettivo ammonta nel complesso a 1,2 miliardi di barili e secondo i funzionari statunitensi in questa occasione servirebbero 300-400 milioni di barili (il 25%-35% delle scorte totali). Al momento il G7 non ha ancora preso decisioni concrete e la discussione proseguirà in questi giorni.

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L’andamento dei prezzi del petrolio nelle ultime settimane. Credit: Australian Institute of Petroleum

Cosa significa avere scorte di petrolio

L’AIE ha lo scopo di facilitare il coordinamento delle politiche energetiche dei Paesi membri per assicurare la stabilità degli approvvigionamenti energetici, in particolare di petrolio. Il mercato del petrolio è particolarmente vulnerabile nei confronti di eventi quali disastri naturali, incidenti tecnici e tensioni geopolitiche. Per poter rispondere a gravi interruzioni dell’approvvigionamento, i Paesi membri dell’AIE hanno l’obbligo di detenere ciascuno una scorta di petrolio minima, che è stata stabilita sulla base delle importazioni nette giornaliere medie dell’anno solare precedente. In particolare, le scorte petrolifere devono equivalere ad almeno 90 giorni di importazioni nette di petrolio. Le scorte possono essere sotto forma sia di petrolio greggio sia di prodotti raffinati: i Paesi in cui l’industria della raffinazione è particolarmente sviluppata avranno come scorta più petrolio greggio, viceversa quelli che importano la maggior parte dei prodotti della raffinazione avranno scorte di prodotti raffinati. I prodotti raffinati vengono convertiti in equivalente di petrolio greggio, ovvero la quantità di greggio necessaria per produrre una determinata quantità di prodotto.

In quali occasioni si ricorre alle riserve strategiche di petrolio

Quando si verifica una grave interruzione dell’approvvigionamento di petrolio, l’AIE valuta il suo impatto sul mercato avvalendosi del contributo di esperti del settore. Se la situazione viene valutata come sufficientemente grave da compromettere in modo significativo i mercati energetici globali, si procede con una riunione per determinare la necessità di un’azione collettiva dei Paesi dell’AIE. Da quando l’AIE è stata fondata, nel 1974, sono state intraprese cinque azioni collettive: durante la prima guerra del Golfo nel 1991; dopo che gli uragani Katrina e Rita danneggiarono piattaforme petrolifere, oleodotti e raffinerie nel Golfo del Messico nel 2005; in occasione della guerra civile in Libia nel 2011; dopo l’invasione dell’Ucraina per due volte, nei mesi di marzo e aprile 2022.

A quanto ammontano le riserve strategiche di petrolio

Le riserve totali di petrolio dei Paesi membri del G7 alla fine del 2025 erano pari a circa 250-260 miliardi di barili: 163,1 miliardi appartengono al Canada, 83,72 miliardi agli Stati Uniti, 1,5 miliardi al Regno Unito, 67,58 milioni alla Francia, 105,84 milioni alla Germania, 578 milioni all’Italia, 44,11 milioni al Giappone. Di queste riserve, quelle strategiche secondo i dati più recenti ammontano nel complesso a 43,5 milioni di tonnellate (una tonnellata equivale a circa 6,8 barili). L’Italia ne detiene 2,7 milioni, la Francia 5,1 milioni, la Germania 12,6 milioni. Gli Stati Uniti detengono circa 415 milioni di barili, mentre il Giappone 260 milioni. Per quanto riguarda il Regno Unito, le regole indicano scorte necessarie per 90 giorni. Il Canada non ha obblighi in quanto esportatore netto. Per quanto riguarda le riserve strategiche dei 32 Paesi membri dell’IEA, queste ammontano a 1,2 miliardi di barili, che equivalgono a poco più di dieci giorni di produzione mondiale di greggio. A questi si aggiungono ulteriori 600 milioni di barili di scorte industriali detenute in base agli obblighi governativi. Le riserve strategiche complessive mondiali corrispondono invece a circa 8,2 miliardi di barili.

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Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti (fonte: EIA). Credit: Public Domain, Wikimedia Commons
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