
Con oltre 120.000 ponti e viadotti superiori ai 6 metri, l’Italia vanta un primato mondiale per numero di infrastrutture presenti sul territorio, diretta conseguenza della sua complessa orografia. Tra le opere imponenti che collegano insieme pianure e rilievi montuosi, garantendo ogni giorno la mobilità di circa 60 milioni di persone, ecco quali sono le cinque più lunghe del Paese.
Viadotto di Coltano (1993) – 9,86 km
È considerato il ponte-viadotto più lungo d’Italia per estensione complessiva. A differenza dei classici viadotti, quello di Coltano è immediatamente riconoscibile per le sue pile a "V". È realizzato interamente in calcestruzzo armato precompresso, tipico della grande scuola ingegneristica italiana del dopoguerra e curiosamente non attraversa una gola o una vallata ma una zona pianeggiante e paludosa. A causa del suolo estremamente cedevole, caratterizzato da sedimenti alluvionali tipici della zona di Coltano, il viadotto è una valida alternativa ai comuni rilevati stradali.

Viadotto Fichera (1972) – 7 km
Al secondo posto abbiamo il viadotto più famoso dell’autostrada A19 Palermo-Catania, costruito negli anni Settanta dal brillante ingegnere Silvano Zorzi. L'opera adotta uno schema statico a piastra continua e soluzioni innovative sulla sommità dei pilastri al fine di compensare efficacemente eventuali cedimenti del suolo. L'estetica strutturale segue fedelmente la distribuzione dei carichi: la sezione trasversale e il profilo longitudinale presentano geometrie variabili, con spessori minimi in campata e che aumentano progressivamente verso i punti di appoggio.
Viadotto di Fadalto – (1995) – 3,7 km
Inaugurato nel 1995 dopo 23 anni di lavoro, il viadotto di Fadalto si sviluppa per quasi 4 km sulla A27 e detiene il primato di ponte in quota più lungo d’Italia. Suddiviso in due carreggiate indipendenti, per i primi 2,2 chilometri presenta campate standard da 55 metri in entrambe le direzioni; nel tratto terminale settentrionale, invece, i tracciati divergono: la carreggiata sud scavalca la parte più profonda della valle del fiume Tesa grazie a dieci campate speciali da 115 metri ciascuna, mentre la struttura in direzione nord raggiunge un'altezza massima di 70 metri.

Viadotto Italia (1974) – 1,16 km
Il Viadotto Italia, opera dei grandi strutturisti Fabrizio de Miranda e Carlo Cestelli Guidi, è uno dei simboli dell’ingegneria stradale italiana. L’infrastruttura si trova lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo e figura tra le opere più imponenti della penisola. Realizzato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, ha mantenuto per decenni il primato di viadotto più alto d’Europa, grazie ai suoi 260 metri di altezza sul fondovalle, record superato soltanto nel 2004 dal Viadotto di Millau, in Francia. La struttura si estende per poco più di un chilometro e si compone di due carreggiate a impalcati separati. Tre le sezioni principali: il tratto centrale a grande luce, costituito da tre campate metalliche che scavalcano il fiume Lao, e i due tratti di accesso a Nord e a Sud realizzati in calcestruzzo armato precompresso.

Ponte sul fiume Adige (2014) – 1,09 km
Lungo l’autostrada A31, l’attraversamento del fiume Adige è affidato a un imponente ponte strallato che, a differenza delle strutture sopra elencate, presenta una campata centrale di 310 m (la più lunga d'Italia al momento della costruzione) e due campate di riva di 135 m. Caratterizzato da piloni a forma di ‘A‘ e un sistema di stralli a ventaglio disposti sull'asse mediano, il ponte impiega un impalcato a monocassone multicellulare metallico largo 30 m. Tra le peculiarità dell’opera spicca la soletta superiore in calcestruzzo, precompressa trasversalmente: una scelta ingegneristica adottata per contrastare le azioni orizzontali e del vento, e garantire, di conseguenza, un’elevata rigidezza sia flessionale sia torsionale.