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28 Settembre 2026
17:00

Il Canada è il Paese con più laghi al mondo: la classifica dei Paesi, con l’Italia al 56esimo posto

Un solo Paese possiede il 62% dei laghi del pianeta: sono quasi 880.000, più di quanti ne abbiano tutte le altre nazioni sommate. Non è un caso, ma la firma lasciata dall'ultima era glaciale. Ecco la classifica completa dei Paesi con più laghi e la storia geologica che la spiega.

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Il Canada è il Paese con più laghi al mondo: la classifica dei Paesi, con l’Italia al 56esimo posto
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Il Canada, da solo, ha più laghi di tutti gli altri Paesi del pianeta Terra messi assieme. Sono 879.763, pari a circa il 62% di tutti i laghi della Terra considerati da HydroLAKES, cioè quelli naturali con superficie di almeno 0,1 km². Prendendo in considerazione specchi d'acqua ancora più piccoli, il conto dei laghi canadesi salirebbe fino a oltre 2 milioni!

I numeri arrivano da una graduatoria elaborata a partire da HydroLAKES, il database globale sviluppato da Mathis Messager, Bernhard Lehner e colleghi e pubblicato nel 2016 su Nature Communications. Il database raccoglie circa 1,43 milioni di laghi e bacini con una superficie appunto di almeno 0,1 km²; la classifica qui riportata considera i laghi naturali, escludendo i bacini artificiali e quelli regolati dall'uomo. L'Italia si piazza al 56esimo posto. Ma perché proprio in Canada ci sono quasi due terzi dei laghi del mondo? La responsabile è l'ultima era glaciale.

La classifica: i 25 Paesi con più laghi al mondo

HydroLAKES, database di riferimento realizzato dai ricercatori Mathis Messager e Bernhard Lehner (McGill University), mappa 1.420.891 laghi in tutto il mondo, contando solo quelli con una superficie di almeno 0,1 chilometri quadrati (dieci ettari, più o meno quattordici campi da calcio) ed escludendo i bacini artificiali e i laghi regolati dall'uomo. Ecco i primi Paesi in classifica.

Tra il primo e il secondo posto c'è un abisso: il Canada ha oltre quattro volte i laghi della Russia, che è il Paese più esteso del mondo, ma a livello di superficie la distanza si accorcia, con circa 812.700 km² per il Canada e 622.600 km² per la Russia (che include anche il Mar Caspio).

E il terzo classificato, gli Stati Uniti, ha a sua volta il 50% dei laghi rispetto alla Russia, per una superficie totale di circa 317.793 km², dopodiché dal quarto posto in giù si scende sotto i 24.000, cioè meno di un quarantesimo del totale canadese. Il numero di laghi, però, non è detto che rispecchi la classifica per superficie: il Kazakistan, per es., ha circa la metà dei laghi della Svezia, ma la superficie complessiva dei suoi laghi è più del doppio, pari a circa 57.760 km².

E l'Italia? Risulta al 56esimo posto della classifica, con 596 specchi d'acqua considerati.

Come si contano i bacini d’acqua: il paradosso della Finlandia in Europa

Censire i laghi è più complicato di quanto sembri, perché innanzitutto va definita la dimensione di uno specchio d'acqua affinché possa definirsi lago: è un problema che trova in Finlandia, il Paese europeo con più laghi, l'esempio perfetto.

La Finlandia è conosciuta in tutto il mondo come "la terra dei mille laghi", eppure in questa classifica arriva solo al dodicesimo posto, con appena 7.898 laghi. I finlandesi, quando contano i propri laghi, includono anche gli stagni più piccoli, grandi anche 500 metri quadrati: con questo metro di misura arrivano a circa 188.000 laghi. HydroLAKES, che invece considera solo gli specchi d'acqua sopra 0,1 chilometri quadrati, ne conta molti meno.

Vale lo stesso per il Canada: fissando la soglia a specchi d'acqua ancora più piccoli, le stime salirebbero fino a oltre 2 milioni di laghi. Ogni classifica va sempre letta ricordando la regola con cui è stata costruita.

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Grafica a cura di Visual Capitalist a partire dal dataset di HydroLAKES.

Il merito dell'ultima era glaciale e della fusione dei ghiacciai

I primi posti sono occupati dai Paesi del Nord del globo: Canada, Russia, Stati Uniti (soprattutto quelli settentrionali), Svezia, Norvegia, Finlandia. Tutti hanno una cosa in comune: fino a circa 12.000 anni fa erano sepolti sotto chilometri di ghiaccio, sotto le grandi calotte dell'ultima glaciazione, che raggiunsero la loro massima estensione circa 20.000 anni fa. Qui l'avanzata e il ritiro dei ghiacci hanno lasciato una straordinaria quantità di depressioni che nel corso della deglaciazione si sono riempite d'acqua.

Il Canada era coperto dalla calotta Laurentide; Scandinavia e Russia nord-occidentale da quella fennoscandica. Questi ghiacci non stavano fermi, ma si muovevano lentissimi e inarrestabili, lavoravano il terreno sottostante in due modi:

  • Il primo è l'escavazione (in gergo esarazione): il ghiaccio in movimento, carico di detriti e massi, raschiava via la roccia e scavava migliaia di conche e depressioni, alcune profonde, altre appena accennate.
  • Il secondo è il deposito: quando il ghiacciaio si ritirava fondendosi, abbandonava enormi quantità di detriti chiamati morene (accumuli disordinati di sassi, ghiaia e argilla trasportati dal ghiaccio), che formavano sbarramenti naturali dietro i quali l'acqua di fusione ristagnava.

Il fenomeno è tanto più evidente in Canada per via dello Scudo Canadese (Canadian Shield), l'immenso nucleo di rocce cristalline antichissime (tra le più antiche del Pianeta) che occupa buona parte del Paese. Qui l'erosione glaciale ha modellato il substrato creando una superficie ricca di depressioni e bacini. Dopo il ritiro dei ghiacci, molte di queste depressioni si sono riempite d'acqua, contribuendo alla straordinaria densità di laghi del Canada.

Inoltre, alcuni dei grandi laghi che vediamo oggi sono i superstiti in miniatura di laghi giganteschi ormai scomparsi. I laghi Winnipeg, Winnipegosis e Manitoba, in Canada, sono ciò che resta del Lago Agassiz, bacino formatosi circa 14.500 anni fa lungo il bordo della calotta Laurentide: era grande più della somma di tutti gli attuali Grandi Laghi nordamericani. Quando, durante la deglaciazione, cambiarono gli sbarramenti e le vie di deflusso, il lago iniziò a drenare attraverso diversi percorsi e il suo progressivo svuotamento lasciò come resti alcuni dei grandi laghi del Manitoba.

Anche i laghi italiani sono nati in questo modo: non siamo nella top 25, perché in proporzione ne abbiamo troppo pochi, ma i grandi laghi prealpini (Garda, Maggiore, Como e Iseo) nascono dallo scavo dei ghiacciai durante le glaciazioni. Nel nostro caso si tratta di poche decine di grandi laghi, mentre in Canada ne sono nate centinaia di migliaia.

Le eccezioni di Brasile e Australia: lagune costiere e laghi salati effimeri

Cosa ci fanno il Brasile (sesto) e l'Australia (decima) tra i primi dieci nomi, visto che si tratta di Paesi caldi e mai coperti da calotte glaciali? Qui entra in gioco una seconda famiglia di laghi: quelli che non nascono dal ghiaccio, ma dall'acqua e dalla forma stessa del territorio. In Brasile contribuiscono alla presenza dei suoi oltre 20.000 diversi ambienti, in particolare le lagune costiere e i laghi di pianura alluvionale, come le distese dell'Amazzonia e del Pantanal, dove i grandi fiumi, esondando ogni anno, lasciano dietro di sé una miriade di specchi d'acqua stagnante.

L'Australia, invece, è il regno dei laghi salati effimeri, come il Lago Eyre, che per gran parte dell'anno è una distesa di sale asciutta e si riempie d'acqua solo dopo piogge eccezionali. E c'è poi una terza via, quella tettonica: laghi lunghi e profondissimi che si formano dove la crosta terrestre si spacca e sprofonda, come i grandi laghi della Rift Valley africana o il Bajkal in Russia, il più profondo del mondo.

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