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11 Gennaio 2026
15:00

Il gioco d’azzardo in Italia vale 157 miliardi: dove si gioca di più e perché siamo primi in Europa

Il gioco d’azzardo vale 157 miliardi di euro, rappresenta la terza impresa del paese contribuendo al 7,2% del PIL, cresce online, pesa di più dove il reddito è più basso e l’Italia il primo mercato in Europa.

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Il gioco d’azzardo in Italia vale 157 miliardi: dove si gioca di più e perché siamo primi in Europa
giochi azzardo online

Mentre si spengono le luci sull’ennesima edizione della Lotteria Italia — rito collettivo, televisivo, rassicurante — il gioco d’azzardo in Italia continua a crescere lontano dai riflettori. Nel 2024 la raccolta complessiva, tra canali fisici e online, ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro, un volume economico pari al 7,2% del PIL nazionale, in aumento sistematico dall’inizio del monitoraggio nel 2006. Nel nostro Paese si sono giocati 111,7 miliardi di euro nel 2021, 136 nel 2022, oltre 150 miliardi nel 2023 e più di 157 miliardi nel 2024.

I dati sono raccolti nel Libro Nero dell’Azzardo, pubblicato annualmente dalla CGIL, un prezioso report che permette di sanare lacune importanti nella raccolta dei dati: la mancata pubblicazione di statistiche ufficiali consolidate, i ritardi cronici nella diffusione dei numeri e la qualità decrescente delle informazioni rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Tutti questi elementi producono un paradosso informativo: per lo stesso indicatore — il volume giocato a livello nazionale nel 2024 — risposte ufficiali fornite nello stesso periodo riportano valori “provvisori” differenti, con scostamenti che arrivano a superare i 2 miliardi di euro.

Dietro la facciata immutabile delle lotterie tradizionali, il baricentro dell’azzardo si è ormai spostato. Il canale fisico nel 2024 si ferma a 65,3 miliardi di euro di raccolta, un dato sostanzialmente stagnante e ancora lontano dai livelli pre-pandemia del 2019. A trainare la crescita è invece il gioco a distanza: 92,1 miliardi di euro, in aumento di oltre 10 miliardi in un solo anno (+12,2%), concentrati soprattutto su casinò online, giochi di abilità, scommesse sportive e betting exchange.

La Lotteria Italia resta così il volto pubblico di un sistema che, nei numeri e nelle dinamiche reali, ha già cambiato pelle nelle modalità ma rimane costante a livello geografico.

Il Sud protagonista del gioco d’azzardo online in Italia

La CGIL registra i dati regionali e provinciali solo per l’online: oggi il motore dell’azzardo da remoto si concentra soprattutto nelle regioni del Sud. Nel medio periodo, però, il gioco telematico è destinato a imporsi come modalità prevalente in tutto il Paese, come si legge nel rapporto. La media nazionale di raccolta pro-capite online è di 2.162 euro all’anno. Isernia è la prima provincia con un valore doppio: 4.262 euro all’anno.

Da notare che proprio le zone con un reddito pro capite più basso sono quelle con una media di gioco più alta. Uno studio del 2022 dell’IPSAD (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) del CNR-IFC sottolinea che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti.

Nel 2022 hanno giocato almeno una volta circa 20 milioni di adulti, quasi 800 mila presentavano un profilo di rischio medio-severo; tra i minorenni e i giovani il fenomeno è altrettanto diffuso, con oltre 1,3 milioni di studenti coinvolti e decine di migliaia di casi problematici.

Il livello socio-economico emerge come un fattore chiave: mentre i gruppi più abbienti partecipano più spesso al gioco, le conseguenze negative si concentrano soprattutto tra chi ha meno risorse, con una progressione più rapida dei problemi e minore capacità di assorbire le perdite. In questo quadro, la maggiore concentrazione dell’offerta di azzardo nelle aree economicamente svantaggiate contribuisce a rafforzare il legame tra gambling, disuguaglianze sociali e, in alcuni contesti, infiltrazioni della criminalità organizzata.

In diversi comuni della Campania, della Sicilia e della Calabria la spesa supera stabilmente i 3.500–4.000 euro annui, con picchi particolarmente marcati: Castel San Giorgio arriva a oltre 18 mila euro, mentre realtà come Isernia, Patti, San Cipriano d’Aversa o Galatone superano i 5–6 mila euro.

Italia prima in Europa per ricavi dal gioco d’azzardo

In questo quadro, l’Italia si colloca ai vertici nel panorama europeo dell’azzardo per volumi complessivi dei ricavi. Con 21,5 miliardi di euro nel 2024, è il primo mercato tra quelli considerati, davanti a Regno Unito, Germania e Francia. A distinguere il caso italiano non è solo la dimensione assoluta, ma anche la struttura del mercato: il peso dell’azzardo fisico resta particolarmente elevato (16 miliardi) mentre l’online — pur in forte crescita — si ferma a 5,5 miliardi, risultando meno dominante rispetto a Paesi come Svezia, Olanda o Danimarca, dove il digitale ha già superato stabilmente il canale tradizionale.

Il confronto europeo rafforza quindi una lettura già emersa a livello interno: l’Italia combina volumi molto alti, una diffusione capillare sul territorio e una transizione verso l’online. Un mix che, incrociato con le disuguaglianze sociali e territoriali osservate, rende il sistema dell’azzardo italiano non un’eccezione isolata, ma uno dei casi più complessi e rilevanti del contesto europeo.

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