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12 Aprile 2026
6:00

Il sapone di Marsiglia, uno dei più puri al mondo: origini e usi della ricetta chimica con olio d’oliva

Il sapone di Marsiglia è diventato famoso non solo per la sua lunga storia, ma anche per la semplicità della composizione e per la grande versatilità negli usi quotidiani. Tuttavia, non essendo un nome protetto, oggi non tutti i prodotti che lo riportano rispettano il metodo di produzione tradizionale.

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Il sapone di Marsiglia, uno dei più puri al mondo: origini e usi della ricetta chimica con olio d’oliva
sapone di marsiglia

Il sapone di Marsiglia, oggi simbolo di qualità e tradizione e famoso perché prodotto solo con olio d'oliva, ha in realtà radici molto più antiche: già civiltà come i Sumeri producevano sostanze detergenti a partire da oli vegetali. Sono nel Medioevo, però, Marsiglia diventa un centro importante per la sua produzione. A rendere unico questo sapone contribuisce il governo francese che nel 1688 ne regolamenta la fabbricazione, imponendo l'uso di olio d'oliva e un processo di lavorazione specifico. Essendo privo di additivi, il sapone di Marsiglia – che oltre all'olio può avere idrossido di sodio (NaOH), acqua e sale marino – è noto per la sua delicatezza e per essere adatto anche in contesti domestici (per il bucato). Nonostante la fama, però, il nome del sapone di Marsiglia non è protetto ufficialmente, quindi può essere usato anche per prodotti non prodotti direttamente a Marsiglia e seguendo il metodo tradizionale. Per questo alcune associazioni cercano di preservarne il metodo tradizionale di produzione, anche se senza valore legale.

Il sapone di Marsiglia: dalle origini alla composizione

Il sapone di Marsiglia è oggi uno dei saponi più conosciuti al mondo, soprattutto per ragioni storiche e per la rinomanza del suo nome. Tuttavia, la produzione del sapone non nasce in Francia: già antiche civiltà, come i Sumeri, utilizzavano reazioni tra grassi (anche di origine vegetali, come gli oli) e composti basici per ottenere sostanze detergenti, cioè in grado di rimuovere lo sporco.

Il legame tra la città di Marsiglia e la produzione di sapone si sviluppa più tardi, intorno al 1300. Poi, tra il XVI e il XVII secolo, la fabbricazione artigianale si trasforma in una vera e propria industria, soprattutto in risposta alle difficoltà di approvvigionamento di sapone dovute alla chiusura dei traffici nel Mediterraneo. La riduzione dei rifornimento di materie prime spinse infatti i produttori locali ad arrangiarsi e ad aumentare la produzione, organizzandosi in modo diverso per continuare a commercializzare il sapone, richiesto in grandi quantità anche nel nord Europa.

Il contributo francese riguarda quindi la regolamentazione e la standardizzazione del processo produttivo: in un articolo pubblicato sulla rivista European Review of Medical and Pharmacological Sciences, si legge che nel 1688 il Re di Francia Luigi XIV stabilì, attraverso l'Editto di Colbert, precise norme di fabbricazione del sapone di Marsiglia. Questo doveva essere prodotto esclusivamente con olio d'oliva e soda all'interno di grandi caldaie, attraverso un processo noto come saponificazione. Durante queste razioni chimiche, i trigliceridi dell'olio di oliva vengono trasformati in sali sodici di acidi grassi: queste sono sostanze tensioattive, cioè dotate di una testa apolare in grado di legare lo sporco e una testa polare che permette di interagire con l'acqua per favorire la rimozione durante il risciacquo.

Di norma, alla composizione del sapone di Marsiglia non vanno aggiunti additivi (come coloranti o profumi), rendendolo un prodotto semplice e generalmente delicato sulla pelle, caratteristiche che hanno contribuito alla sua ampia diffusione. Inoltre, si tratta di un prodotto versatile: oltre all'igiene personale, può essere impiegato anche per usi domestici, come il lavaggio del bucato.

Il sapone di Marsiglia è un marchio protetto?

Una cosa importante da sottolineare è che il sapone di Marsiglia non possiede una denominazione di origine protetta (D.O.P.): questo significa che il nome in realtà non è legalmente vincolato a un'area geografica specifica né a un unico metodo ufficiale di produzione. Di conseguenza, molti prodotti commercializzati come "sapone di Marsiglia" possono essere realizzati anche al di fuori della Francia e con processi o ingredienti diversi rispetto a quelli tradizionali.

Per cercare di preservare il metodo tradizionale, sono nate associazioni di produttori, come l'Union des Professionnels du Savon de Marseille (UPSM), che hanno definito criteri specifici. Per esempio, sul sito ufficiale dell'UPSM, si legge che il sapone di Marsiglia deve soddisfare determinati requisiti, che si articolano in tre gruppi:

  1. Composizione: deve essere prodotto solo con oli di origine vegetale (almeno il 72%), idrossido di sodio (NaOH, sostanza basica indispensabile per saponificare), acqua e sale marino.
  2. Processo di fabbricazione: avviene a caldo secondo il "procedimento marsigliese", costituito da cinque fasi che comprendono impastamento, rilavorazione, cottura, lavaggio e liquidazione.
  3. Origine geografica: tradizionalmente dovrebbe essere prodotto nel dipartimento di Bouches-du-Rhone, area storica di produzione del sapone di Marsiglia.

Tuttavia, quesiti criteri non rappresentano un disciplinare di produzione e non sono quindi universali. Di conseguenza, sul mercato esistono numerosi prodotti etichettati come "sapone di Marsiglia" che non rispettano tali caratteristiche. Se quindi volete assolutamente un sapone di Marsiglia che sia fabbricato con il "procedimento marsigliese", l'Ufficio del turismo di Marsiglia ricorda di prestare attenzione alle informazioni riportate in etichetta e, soprattutto, alla presenza del logo dell'UPSM.

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