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4 Aprile 2026
16:30

Il sistema Martingala è un’illusione matematica: come funziona il metodo del raddoppio alla roulette

La strategia della martingala per vincere alla roulette consiste nel raddoppiare la posta dopo ogni perdita finché si vince. In teoria, questa strategia sembra garantire guadagni certi alla roulette. In realtà, funziona solo se si hanno soldi infiniti e non ci sono limiti di puntata.

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Il sistema Martingala è un’illusione matematica: come funziona il metodo del raddoppio alla roulette
roulette strategie vittoria

Tra chi gioca alla roulette circola un metodo che sembra offrire una garanzia matematica per vincere: la martingala, nota anche come “metodo del raddoppio”. Questa strategia consiste nel puntare su un colore (rosso oppure nero) e, in caso di perdita, tentare nuovamente raddoppiando la puntata. In teoria, grazie a questa strategia si ha la certezza matematica di terminare le proprie giocate con un bilancio positivo. In realtà, questa strategia funziona solo se si ha un conto corrente infinito e se non ci sono limiti sulla puntata massima.

La martingala appartiene a una famiglia di strategie diffuse tra gli scommettitori francesi del XVIII secolo. L’origine del nome non è del tutto certa, ma una delle ipotesi lo collega all’espressione “jouga a la martegalo” usata per indicare un modo di giocare assurdo e irrazionale. Nel tempo, queste strategie sono state formalizzate e studiate, fino a diventare oggetti matematici veri e propri, che mantengono tuttora lo stesso nome.

Vediamo allora come funziona nel dettaglio questa strategia, perché sembra garantire il successo in condizioni ideali e perché, invece, nella realtà porta rapidamente al fallimento.

Cos’è la Martingala e come funziona

La strategia della martingala funziona così: immaginiamo di essere al tavolo della roulette francese, composta da 37 numeri, 18 neri, 18 rossi e 1 zero verde. Nelle scommesse sui colori, il banco paga il doppio della puntata in caso di vittoria.

Scommettiamo quindi 1€ sul nero. A questo punto possono verificarsi tre casi:

  • vinciamo 1€, se esce un numero nero. In questo caso, infatti, incassiamo 2€, ma 1€ era la puntata iniziale, quindi ne abbiamo effettivamente “vinto” solo 1;
  • perdiamo 1€, se esce un numero rosso;
  • perdiamo metà della puntata o la recuperiamo al turno successivo, se esce lo zero. Queste regole, però, non sono valide in tutti i casinò, nella maggior parte dei casi si perde semplicemente la puntata.

Se perdiamo, la martingala suggerisce di raddoppiare la puntata, quindi scommettere 2€ di nuovo sul nero. Se vincessimo ora, il banco restituirebbe il doppio di quanto abbiamo puntato, cioè 4€. A questo punto abbiamo speso in totale 3€ (1€ al primo giro e 2€ al secondo), e una vincita da 4€ ci lascerebbe con un guadagno netto di 1€.

E se perdessimo? Dovremmo raddoppiare di nuovo puntando 4€. In questo modo avremmo speso in totale 7€ (1€ al primo turno, 2€ al secondo, 4€ al terzo) e in caso di vittoria incasseremmo 8€, con un bilancio positivo di 1€.

Se anche ora non vincessimo, dovremmo continuare a raddoppiare la posta, giocando 8€, poi 16, poi 32, 64,128… e avanti così, fino a quando non esce un numero nero, che permette di recuperare tutte le perdite precedenti e chiudere comunque con profitto di 1€.

Vista così, questa strategia sembra infallibile: prima o poi il nero uscirà e permetterà di recuperare tutto. In realtà, questa strategia nasconde delle insidie.

Se abbiamo soldi infiniti, la strategia della martingala funziona

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Esempio di martingala: Andrea punta sempre sul nero, Beatrice sempre sul rosso, entrambi iniziano puntando 10€ e usano la strategia della martingala. Dopo 4 giocate in cui è uscito sempre nero, esce finalmente rosso e Beatrice recupera tutto.

Consideriamo due giocatori: Andrea e Beatrice. Andrea scommette sempre sul nero, Beatrice sempre sul rosso. Entrambi seguono la strategia della martingala e iniziano con una puntata di 10€.

Al primo giro della roulette esce nero: Andrea guadagna 10€, Beatrice ne perde 10.

Al secondo giro, Andrea continua a puntare 10€, mentre Beatrice, che ha perso, deve raddoppiare la posta, scommettendo 20€. Esce di nuovo nero: Andrea guadagna altri 10€, Beatrice ne perde 20 e il suo bilancio negativo sale a 30€.

Al terzo giro, Andrea resta a 10€, Beatrice raddoppia a 40€. Esce ancora nero: Andrea vince, Beatrice perde e arriva a -70€.

Al quarto giro, Andrea punta di nuovo 10€, mentre Beatrice deve salire a 80€. Esce ancora nero: Beatrice perde altri 80€ e raggiunge una perdita complessiva di 150€ in sole 4 giocate.

Al quinto giro, Andrea continua con 10€, mentre Beatrice deve puntare 160€. Questa volta, però, esce rosso: Beatrice recupera tutte le perdite precedenti e chiude con un bilancio positivo di 10€.

Questo è il meccanismo alla base della martingala: anche dopo una lunga sequenza di perdite, una singola vincita è sufficiente per recuperare tutto e andare in positivo.

Ma cosa succederebbe se i due giocatori potessero continuare a giocare senza alcun limite di denaro o di puntata?

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Esempio di martingala: se non ci sono limiti su quanti soldi e quanto a lungo possiamo giocare, la strategia della martingala ci assicura un bilancio positivo. Beatrice finisce 5mila giocate con 28280€, Andrea con 29415€.

Come si vede dal grafico, in queste condizioni sia Andrea sia Beatrice finirebbero, prima o poi, con più soldi di quanti ne avevano all’inizio (Andrea +28280€, Beatrice +29415€). Entrambi attraversano fasi di forte perdita, i cosiddetti momenti di “rovina del giocatore”, ma riescono sempre a uscirne continuando a raddoppiare la puntata.

Il problema è che questa situazione esiste solo sulla carta. Nella realtà, il denaro sul nostro conto corrente non è infinito e i casinò (sia fisici che online) impongono un tetto massimo alle puntate. Ed è proprio qui che la martingala smette di funzionare: non potendo continuare a raddoppiare la posta all’infinito, non si riesce ad uscire dalle “rovine dei giocatori”.

Nella realtà questa strategia non funziona: la falla matematica

Come abbiamo visto, la strategia della martingala funziona solo se possiamo continuare a raddoppiare la puntata ogni volta che perdiamo. Il problema è che questo richiede somme di denaro che crescono molto rapidamente.

Nell’esempio precedente, in soli cinque giri sfortunati Beatrice si è trovata a puntare 160€. Se la sequenza negativa fosse continuata per altri quattro turni, avrebbe dovuto  scommettere 2560€ per poter recuperare le perdite. Potrebbe sembrare improbabile ottenere così tanti neri di seguito, ma in realtà non è affatto raro. Il 18 agosto del 1913 a Montecarlo, ad esempio, ne uscirono addirittura 26 consecutivi.

Ma vediamo come cambia la situazione quando la rendiamo più realistica. Immaginiamoci che Andrea e Beatrice abbiano 5mila € sul conto, partano da una puntata base di 10€ e che il casinò abbia un limite massimo di puntata pari a 10mila euro. In queste condizioni, il risultato cambia completamente.

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Nella realtà, la martingala non funziona. Sia Beatrice che Andrea finiscono in bancarotta in meno di 5mila giocate.

Continuando a giocare a lungo, entrambi finiscono inevitabilmente in bancarotta. In questo caso, sia Andrea che Beatrice arrivano alla “rovina del giocatore”, rispettivamente in 3190 e 2640 giocate (che corrispondono a qualche ora di gioco), prosciugando il proprio conto in banca.

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