
Restano ancora incerte le cause dell'incidente ferroviario che ha coinvolto due treni dell'alta velocità sulla tratta Malaga-Madrid, nel sud della Spagna, causando almeno 39 morti. Secondo il Ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, si è trattato di un episodio «estremamente strano», dato che parte del tratto rettilineo di binari era stato rinnovato lo scorso maggio, mentre il treno Iryo deragliato aveva subito l'ultima ispezione appena 4 giorni fa.
Le ipotesi preliminari si stanno concentrando soprattutto su eventuali guasti ai carrelli ferroviari o all'infrastruttura stessa, come dichiarato dal presidente di Renfe (la compagnia ferroviaria statale) Álvaro Fernández Heredia. Per il momento, infatti, sembrano improbabili le ipotesi dell'errore umano e della velocità elevata, dato che i treni viaggiavano ben al di sotto del limite di 250 km/h stabilito per quella tratta.
Secondo Reuters, che cita un funzionario coinvolto nelle indagini, i tecnici presenti sul posto avrebbero individuato segni di usura alla piastra di giunzione dei binari ferroviari: il giunto difettoso potrebbe aver creato uno spazio tra le sezioni della rotaia, poi allargatosi man mano che i treni continuavano a viaggiare sulla linea.
Per la Spagna si tratta del peggiore incidente ferroviario dal 2013, quando nei pressi di Santiago de Compostela un treno deragliato causò la morte di 80 persone. Ora sarà compito delle autorità accertare le effettive cause del disastro, una volta che le operazioni di soccorso si concluderanno: Fernández Heredia ha sottolineato che potrebbe occorrere un mese per poter ricostruire con certezza la dinamica e accertare le cause del disastro.
La dinamica dell'incidente all'altezza di Adamuz: i fatti noti al momento
Il treno 6189 della compagnia Iryo, un modello Frecciarossa 1000, stava viaggiando sulla linea Malaga-Madrid a una velocità di 205 km/h quando, all'altezza di Adamuz, l'ottavo e ultimo vagone del treno è deragliato, portando con sé anche le due carrozze precedenti, finite sul binario sinistro dove hanno incontrato i primi due vagoni di un treno della compagnia Alvia, che viaggiava in direzione opposta a 210 km/h. I due vagoni del treno Alvia colpiti sono finiti su un terrapieno di circa 4 metri di altezza.
In un'intervista alla Cadena SER, il presidente di Renfe, Álvaro Fernández Heredia, ha detto che l'intervallo di tempo trascorso dal deragliamento all'impatto sarebbe stato di circa 20 secondi. Insomma, nonostante i sistemi di sicurezza abbiano fatto frenare automaticamente il treno deragliato, non ci sarebbe stato il tempo materiale per evitare l'impatto con l'altro treno in arrivo dalla direzione opposte.
Vista la dinamica dell'incidente, Heredia ha scartato l'ipotesi di un errore umano (che avrebbe causato un deragliamento delle carrozze anteriori), decretando come improbabile un deragliamento dovuto all‘alta velocità: la tratta ferroviaria era un rettilineo e il treno viaggiava a una velocità di circa 205 km/h, in una zona dove il limite massimo era di 250 km/h.
Cosa potrebbe aver causato l'incidente: le preoccupazioni per l'infrastruttura
Le ipotesi preliminari, quindi, si stanno concentrando soprattutto su possibili guasti all'infrastruttura o al treno della compagnia Iryo, di cui Ferrovie dello Stato è azionista di maggioranza (51%). Nello specifico, la tratta ferroviaria che collega l'Andalusia a Madrid è stata parecchio discussa negli ultimi mesi, dopo che il sindacato dei macchinisti spagnoli (SEMAF) aveva richiesto – e in seguito ottenuto – l'abbassamento del limite di velocità da 300 km/h a 250 km/h «a causa degli effetti che, secondo la loro denuncia, sono causati dall'accumulo di una serie di imperfezioni sui binari».
Nello specifico, la SEMAF aveva già segnalato ad agosto 2025 le forti vibrazioni dovute al traffico ferroviario più intenso sulla linea, vibrazioni che «potrebbero essere alla base di eventi come la rottura dei carrelli dei treni», scriveva il sindacato all'epoca.
Tra l'altro, l'ultima operazione di rinnovo dei binari risale a maggio 2025 (per un totale di 700 milioni di euro investiti), anche se le condizioni della tratta ferroviaria «dovrebbero essere ottimali», secondo quanto riportato dal presidente di Renfe. Il Frecciarossa 1000, invece, era stato ispezionato il 15 gennaio 2026, appena 4 giorni fa.
Secondo quanto riportato da El Pais, nel 2025 la ADIF (la compagnia statale che gestisce l'infrastruttura) aveva riscontrato una serie di malfunzionamenti tecnici sulla linea, proprio all'altezza di Adamuz, come problemi al sistema di segnalamento e con l'infrastruttura, in quest'ultimo caso segnalato il 26 ottobre 2025. Il 23 dicembre 2025, invece, la compagnia aveva segnalato un guasto agli scambi tra Adamuz e Corbova.
Al tempo stesso, secondo alcune testimonianze dei passeggeri a bordo, prima dell'incidente sono stati avvertiti due sussulti, uno più lieve e il secondo più forte: questo è compatibile con l'ipotesi – ancora da confermare – che l'incidente possa essere stato causato da un problema all'infrastruttura ferroviaria, che avrebbe impedito un corretto appoggio del carrello ferroviario sui binari, finendo per far deragliare la coda del treno subito dopo aver superato uno scambio di binari, esattamente come successo.
Secondo un'indiscrezione riportata da Reuters, che cita un funzionario coinvolto nelle indagini, i tecnici presenti sul posto avrebbero individuato segni di usura a una delle piastre di giunzione dei binari ferroviari: a quel punto, il giunto difettoso potrebbe aver creato uno spazio tra le sezioni della rotaia che si sarebbe allargato man mano che i treni viaggiavano sulla linea.
Nella sua intervista, il presidente Heredia ha inoltre parlato di una componente mancante del carrello ferroviario del treno Iryo, che tuttavia potrebbe essere stata scalzata via durante l'impatto.
In ogni caso, per avere delle certezze sarà necessario attendere lo svolgimento delle indagini da parte delle autorità, che al momento proseguono a rilento per dare priorità alle operazioni di soccorso delle persone ancora intrappolate sotto le lamiere dei treno.