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15 Febbraio 2026
6:00

La trombetta di carnevale si chiama “Lingua di Menelik”: la storia dietro il nome curioso

Dietro il nome del famoso fischietto-trombetta di Carnevale c'è un pezzo di storia: quella tra l'Italia e l'Etiopia di fine Ottocento. Tutto è nato da una traduzione diplomatica apparentemente sbagliata, che ha portato a una guerra sanguinosa e, appunto, alla "lingua di Menelik".

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La trombetta di carnevale si chiama “Lingua di Menelik”: la storia dietro il nome curioso
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Chi non ha mai soffiato una lingua di Menelik?  Anche noto come "“lingua di Menelicche” o "lingua di suocera", stiamo parlando della linguetta sonora (o fischietto-trombetta) che si vede un po' ovunque durante il carnevale, quella in cui soffiando al suo interno un lungo tubo di carta colorato si srotola e allunga di scatto facendo un rumore molesto per poi arricciarsi nuovamente.

Il nome alquanto curioso di questo oggetto deriva dall'epoca coloniale, ed è nato da un intento denigratorio nei confronti di Menelik II, Negus ("re dei re”) d’Etiopia dal 1889 al 1913. Si diceva infatti che il re etiope avesse la lingua lunga (fastidiosa proprio come il fischietto-trombetta) e fosse ben poco disciplinato a parole.

Ma quanto è vero di questa storia?

Questa diceria si diffuse a seguito di un episodio storico realmente accaduto il 2 maggio 1889, che si rifà alla firma del Trattato di Uccialli (quest'ultima era una località nel nord dell'Etiopia) tra l'Italia e il paese del Corno d'Africa. Si trattava di un trattato di amicizia e commercio tra i due, che il Negus avrebbe stretto con il conte Ugo Antonelli.

Nel documento erano presenti diversi articoli che avevano il compito non solo di regolare il rapporto tra i due Stati, ma anche di mettere nero su bianco le acquisizioni territoriali italiane in Eritrea, che lo stesso Negus riconosceva come colonia italiana.

Il trattato era stato redatto in italiano e in amarico, ma l'articolo 17 risultò diverso nelle due lingue: in italiano, infatti, il Negus delegava all'Italia le sue scelte in politica estera, rendendo così l'Etiopia un suo protettorato. Nel testo etiope, l'Italia appariva unicamente come rappresentante diplomatico. Ancora oggi, non ci è dato sapere se fu un errore di traduzione o se l'Italia si comportò in maniera sleale per indurre l'Etiopia a sottoscrivere il contratto, anche se è più probabile la prima ipotesi. Quello che sappiamo, però, è che per il Negus sarebbe stato impensabile rendere il suo Paese un protettorato italiano, e quando nel 1893 venne a conoscenza della differenza di traduzione, rinunciò immediatamente all'intero trattato.

Questa vicenda incrinò i rapporti tra i due Paesi, e fu tra le cause principali della Guerra di Abissinia, iniziata nel dicembre del 1895 e terminata il 1° marzo del 1896, quando più di 14 mila soldati italiani comandati dal generale Oreste Baratieri vennero attaccati e sconfitti ad Adua dai 120 mila soldati comandati dal Negus Menelik. Proprio al termine di quella guerra tanto sanguinosa vi fu il famoso trattato di pace di Addis Abeba (26 ottobre 1896), che andò a sostituire quello di Uccialli.

Da tutta questa storia, agli occhi degli italiani il Negus risultò un personaggio alquanto sgradevole, la cui lingua "era capace di cambiare forma" proprio come la trombetta carnevalesca.

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Veronica Miglio
Storyteller
Innamorata delle parole sin da bambina, ho scelto il corso di lingue straniere per poter parlare quante più lingue possibili, e ho dato sfogo alla mia vena loquace grazie alla radio universitaria. Amo raccontare curiosità randomiche, la storia, l’entomologia e la musica, soprattutto grunge e anni ‘60. Vivo di corsa ma trovo sempre il tempo per scattare una fotografia!
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