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28 Gennaio 2026
13:00

L’incidente aereo a Washington è stato causato da una serie di errori sistemici: l’indagine NTSB

L'incidente che ha causato 67 vittime è stato il prodotto di diversi errori sistematici, dalle rotte di volo mal progettate fino agli avvertimenti sui rischi, ignorati dai gestori del traffico aereo. Vediamo cosa è emerso dall'indagine del National Transportation Safety Board un anno dopo il peggior disastro aereo negli USA degli ultimi 20 anni.

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L’incidente aereo a Washington è stato causato da una serie di errori sistemici: l’indagine NTSB
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Una ricostruzione dell’incidente di Washington. Credit: NTSB

L'incidente aereo di Washington è stato il risultato di una “moltitudine di errori” e di problemi sistemici legati a diverse organizzazioni: è quanto stabilito dal National Transportation Safety Board (NTSB, l'agenzia USA per la sicurezza dei trasporti) sul disastro che il 29 gennaio 2025 causò la morte di 67 persone a seguito dello scontro tra un aereo di linea e un elicottero militare.

L'autorità ha confermato che l'incidente, avvenuto all'aeroporto Ronald Reagan di Washington D.C., era del tutto evitabile e sia da attribuire sia alla decisione della FAA di permettere agli elicotteri di volare vicino all'aeroporto senza adeguate misure di sicurezza (con un solo controllore che gestiva 11 velivoli in arrivo), che all'assenza di un sistema di tracciamento in tempo reale a bordo dei velivoli, che avrebbe garantito ai piloti un tempo di reazione per evitare lo scontro.

La ricostruzione dell'incidente aereo che ha causato la morte di 67 persone

Il 29 gennaio 2025 l'aereo di linea CRJ-700 (volo AA5342), operato da PSA Airlines per conto di American Airlines con 64 persone a bordo, decolla da Wichita, Kansas, diretto all'aeroporto Ronald Reagan di Washington (DCA).

Alle 20:15, l'aereo inizia la sua discesa verso l'aeroporto: alle 20:43:06, il CRJ700 contatta la torre dell'aeroporto DCA, che richiede se l’equipaggio sia disponibile a cambiare avvicinamento e atterrare alla pista 33.

Tre minuti dopo, alle 20:46, la torre di controllo trasmette un'allerta all'elicottero militare UH-60L Black Hawk (PAT 25) segnalando un traffico a 1.200 piedi in fase di avvicinamento alla pista 33. I 3 membri dell'equipaggio rispondono affermativamente, il che significa che a quel punto l’elicottero era responsabile della separazione visiva con il jet in avvicinamento.

Alle 20:47:42, la torre ordina a PAT 25 di passare dietro al CRJ700 per mantenere la separazione, ma appena 18 secondi dopo, alle ore 20:48:00 si verifica la collisione in volo sopra il fiume Potomac a Washington D.C.: entrambi i velivoli precipitano nel fiume, causando la morte di tutte le 67 persone coinvolte.

Cosa rivela l'indagine del National Transportation Safety Board

Secondo gli investigatori, essendo l'aeroporto Ronald Reagan uno dei più trafficati degli Stati Uniti, i controllori di volo erano spesso chiamati a dirigere gli aerei in arrivo sulla pista di riserva, la pista 33, mettendoli così in prossimità degli elicotteri.

Questo portava i gestori del traffico aereo a fare eccessivo affidamento sulla cosiddetta separazione visiva (see and avoid), una procedura per cui i piloti mantengono una distanza di sicurezza da altri velivoli basandosi sull'osservazione visiva diretta, che è stata definita dal NTSB come una pratica che “introduceva un rischio inaccettabile” per lo spazio aereo.

Tuttavia, il comitato non ha ritenuto responsabili i piloti per la collisione, stabilendo che l'equipaggio dell'elicottero aveva richiesto la separazione visiva troppo presto – e quindi non avrebbe fatto in tempo ad accorgersi del secondo velivolo –  mentre i piloti dell'aereo erano troppo impegnati a preparare l'atterraggio per notare l'avvicinamento dell'elicottero, di cui il controllore del traffico aereo non li aveva avvertiti. Quest'ultimo errore è probabilmente legato al fatto che, quella sera, la gestione del traffico di aerei ed elicotteri era stata affidata a una sola persona: l'NTSB ha però concluso che tale mancanza non fosse dovuta all'assenza di personale nella torre di controllo.

Gli investigatori hanno infine sottolineato che se almeno uno dei due velivoli fosse stato dotato di un sistema di tracciamento in tempo reale – noto come ADS-B In and Out –, il pilota dell'aereo avrebbe avuto un preavviso di 59 secondi, mentre l'equipaggio dell'elicottero sarebbe stato allertato 48 secondi prima della collisione. L'agenzia USA per la sicurezza dei trasporti sta ora valutando di rendere questa tecnologia obbligatoria per tutti i velivoli.

La commissione ha inoltre scoperto che il malfunzionamento di alcune apparecchiature a bordo dell'elicottero ha contribuito in modo significativo all'incidente: i piloti dell'elicottero militare credevano di volare circa 30 metri più in basso rispetto alla loro effettiva quota, a causa di una serie di anomalie nelle letture degli altimetri dei Black Hawk, di cui l'esercito era a conoscenza.

Nelle sue conclusioni l'NTSB ha quindi stabilito che l'incidente – che avrebbe potuto evitarsi – è stato causato da una serie di problemi ed errori legati alla gestione del traffico aereo e alle normative della FAA che regolano la separazione visiva.

A questo punto, l'autorità ha emesso più di 70 raccomandazioni, volte a prevenire incidenti simili. Subito dopo il disastro aereo, la FAA aveva già limitato il numero di velivoli che possono sorvolare lo spazio aereo circostante l'Aeroporto Ronald Reagan, riconfigurando le rotte degli elicotteri nell'area e implementando un piano per semplificare il monitoraggio e migliorare la sicurezza del traffico aereo.

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