0 risultati
video suggerito
video suggerito
7 Marzo 2026
16:30

Modesta Valenti a Roma, la via virtuale di residenza per chi è senza dimora fissa

Via Modesta Valenti è una via di Roma che non esiste fisicamente, ma solo burocraticamente. Infatti questa via dà la possibilità alle persone senza dimora di avere una residenza fissa, potendo così accedere a diritti e servizi fondamentali.

Ti piace questo contenuto?
Modesta Valenti a Roma, la via virtuale di residenza per chi è senza dimora fissa
via modesti valenti senzatetto

Via Modesta Valenti è l’indirizzo di residenza fittizia istituito dal Comune di Roma per consentire l’iscrizione anagrafica alle persone senza fissa dimora o in condizioni di grave precarietà abitativa. Si tratta di una via che non esiste fisicamente, ma questo paradosso è solo apparente: questo indirizzo permette anche a chi non abita in una casa di ottenere la residenza e quindi di accedere ugualmente a diritti fondamentali come l’assistenza sanitaria, documenti d’identità e servizi sociali.

In Italia, l’indirizzo di residenza è la chiave d’accesso a numerosi diritti come:

  • Iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per avere un medico di base
    Senza residenza sono garantite solo le prestazioni di pronto soccorso, ma non l’assistenza continuativa (medico di famiglia, CSM, SERT, consultori).
  • Ottenere o rinnovare la carta d’identità, indispensabile anche per aprire un conto corrente e tutelare eventuali risparmi.
  • Accedere all’assistenza sociale, e poter usufruire di bonus e sussidi statali.
  • Ottenere la pensione e alcune altre prestazioni di previdenza sociale
  • Esercitare il diritto di voto.

In altre parole, la residenza non è solo un dettaglio burocratico, ma uno strumento di inclusione sociale. Non significa infatti solo ricevere la posta, ma poter esercitare diritti costituzionali. All'opposto, senza iscrizione anagrafica, una persona rischia di trovarsi intrappolata in un vero e proprio limbo amministrativo.

L’Istituto Nazionale di Statistica, con la Circolare n. 29 del 1992, ha stabilito che ogni Ufficio Anagrafe debba registrare anche le persone senza fissa dimora nel registro della popolazione residente. Se manca un domicilio stabile, il Comune deve quindi istituire una via fittizia, valida solo ai fini anagrafici, che consenta l’accesso ai diritti collegati alla residenza.

Ad esempio, dal 2022 a Roma esiste via Modesta Valenti, un indirizzo virtuale in memoria di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora morta nel 1983 nei pressi della Stazione di Roma Termini dopo che un’ambulanza si rifiutò di soccorrerla a causa delle sue precarie condizioni igieniche. Intitolare a lei l’indirizzo anagrafico dei senza dimora è stato un gesto simbolico e civile: trasformare una storia di esclusione in uno strumento di tutela.

A livello pratico, sui documenti dei romani a cui viene assegnano questo indirizzo comparirà come via di residenza Via Modesta Valenti, mentre il numero civico corrisponde al Municipio che rilascia l’iscrizione e la posta può essere ritirata presso il servizio di fermo posta dedicato.

Ma chi può iscriversi in Via Modesta Valenti?

Nel Comune di Roma, l’iscrizione è prevista per persone in condizioni di forte disagio socio-abitativo:

  1. Persone senza fissa dimora “in senso proprio”: chi, per scelta o lavoro, non risiede stabilmente in un luogo, come artisti itineranti, circensi, artigiani ambulanti e girovaghi.
  2. Persone in precarietà abitativa, come:
  • Senza tetto: persone che vivono in strada, in sistemazioni di fortuna o che utilizzano dormitori e strutture di accoglienza notturna.
  • Senza casa: ospiti di centri di accoglienza per persone senza dimora, donne vittime di violenza, migranti, ecc.
  • Sistemazione insicura: persone che vivono in abitazioni dove sono a rischio di violenza domestica, quando la situazione è attestata dalle autorità giudiziarie.

Roma non è però un caso isolato. In molte città italiane sono state istituite vie virtuali per consentire la residenza anagrafica ai senza dimora.

A marzo 2019 anche il Comune di Alghero ha adottato una via fittizia intitolata a Modesta Valenti, mentre in altre città, l’intitolazione ricorda altre persone legate a storie locali. Ad esempio:

  • A Bologna esiste via Mariano Tuccella, dedicata a un senzatetto picchiato selvaggiamente da tre ragazzi mentre dormiva in strada nel capoluogo iniziale e morto nel 2007 dopo alcuni mesi di coma.
  • A Salerno e Torre del Greco troviamo via Gli amici di Jarek, in memoria di un senzatetto polacco dai modi gentili che nel 2013 fu stroncato da un infarto fulminante all’uscita da un centro per l’accoglienza notturna.
  • A Pistoia è stata istituita via Remo Cerini, poeta che visse a lungo sotto i loggiati della città.
  • A Reggio Calabria la residenza virtuale è via Filemon, dal nome del primo bambino nato a Casa Anawim (un appartamento confiscato alla mafia che ospitava vittime di violenza)

Altri Comuni hanno invece scelto denominazioni simboliche o istituzionali come “via del Comune”, “via dell’Anagrafe”, oppure nomi evocativi come “via della Speranza”, “via della Solidarietà”, “via dell’Accoglienza” ma anche “via delle Stelle”, “Strada della Fantasia”, “via della Fortuna”, “via Sogni di Gianni Rodari n.1000”.

Aldilà del nome scelto, tutte queste vie inesistenti sulla cartina geografica dimostrano come l’amministrazione pubblica possa diventare uno strumento concreto di inclusione. Perché senza un indirizzo si rischia di perdere molto più di una casa e una via, anche se solo simbolica, può fare la differenza tra invisibilità e cittadinanza.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views