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6 Marzo 2026
6:00

Quale dovrebbe essere lo stipendio medio in Italia oggi se fosse cresciuto con il costo della vita?

Quanto dovrebbe guadagnare oggi un lavoratore medio se gli stipendi fossero cresciuti come i prezzi? Usando i dati ISTAT su inflazione e salari, dovremmo guadagnare almeno 2100 euro netti al mese.

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Quale dovrebbe essere lo stipendio medio in Italia oggi se fosse cresciuto con il costo della vita?
con il contributo di Valentina Calderoni
Consulente finanziaria
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Vi avevamo raccontato quanto guadagniamo in Italia, fornendovi una fotografia dello stipendio medio e dei divari tra i lavoratori a seconda di area geografica, percorso di studi, settore, età, sesso, dimensioni dell’azienda e così via. Vi avevamo anche raccontato di come in Italia gli stipendi non siano in maniera assoluta i più bassi d’Europa, ma di come abbiano un potere d’acquisto inferiore e di come non siano aumentati a sufficienza rispetto alla crescita del costo della vita e dei prezzi: questo ha fatto sì che i salari reali (cioè quelli con cui concretamente una persona può fare la spesa) e il nostro potere d’acquisto si siano addirittura abbassati negli ultimi anni.

Ci avete scritto domandandoci: ma se negli ultimi anni lo stipendio medio italiano fosse aumentato al passo con i prezzi, a quanto dovrebbe ammontare oggi? Per capirlo dobbiamo prima spiegare con dati ufficiali quanto guadagnano gli italiani oggi e quanto sono aumentati i prezzi negli ultimi anni.

Quanto si guadagna oggi in Italia e quanto si guadagnava nel 2010

Come avevamo già analizzato, la retribuzione netta media in Italia è di circa 23mila euro l’anno, con variazioni che dipendono da vari fattori: dai titoli di studio al genere dei lavoratori, dall’area geografica alle dimensioni dell’azienda. Importante: con retribuzione media non si intende che tutti in Italia guadagnano mediamente questa cifra, ma che sommando tutti gli stipendi – dai più alti, che spettano a pochi, ai più bassi, percepiti da molti – e dividendo il totale per il numero di lavoratori, quello è il valore che si ottiene.

Molti lavoratori, purtroppo, percepiscono stipendi molto più bassi rispetto alla media statistica. Mensilmente, quindi, la media netta (cioè la cifra che arriva mediamente in tasca ai lavoratori dopo aver pagato tasse e contributi) è di circa 1770 euro – con una media leggermente più alta per i dipendenti del settore pubblico.

Facendo un salto nel passato di 15 anni, nel 2010, lo stipendio medio mensile netto di un lavoratore dipendente in Italia era di circa 1.286 euro al mese (dati ISTAT), 16.718 euro netti all’anno, facendo un calcolo su 13 mensilità. Il costo della vita, però, era più basso e dal 2010 a oggi è cresciuto in maniera molto più rapida rispetto agli stipendi.

Quanto sono aumentati i prezzi?

Per capire quanto dovrebbero essere aumentati gli stipendi, dobbiamo guardare quanto sono aumentati i prezzi dei beni e dei servizi in Italia negli ultimi anni. Come dato ufficiale possiamo utilizzare l’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo (NIC) pubblicato dall’ISTAT, che misura l’inflazione in Italia. Di seguito la media per anno nel nostro Paese dal 2010, calcolata su un paniere standard di beni e servizi per tutte le famiglie italiane.

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L’aumento cumulato dei prezzi dal 2010 al 2025

Come calcoliamo l’aumento cumulato dei prezzi dal 2010 a oggi? Non con la somma delle percentuali anno per anno, ma con una somma “composta”: la capitalizzazione composta comporta che quando qualcosa cresce ogni anno di una certa percentuale, l’anno successivo la percentuale non si applica più al valore originale, ma al valore aggiornato.

Facciamo un esempio: considerando che nel 2021 i prezzi sono aumentati dell’1,9% e nel 2022 dell’8,1% (dati ISTAT, raccolti nella tabella qui sopra), immaginiamo che nel 2020 un panino al bar della scuola costi 100 centesimi, cioè 1 euro, useremo 100 centesimi per facilitare i conti.

Nel 2021 l’inflazione è +1,9% quindi il prezzo rispetto all’anno 2020 aumenterà un po’: 100 centesimi diventeranno 101,9 centesimi. Nel 2022 l’inflazione è +8,1% rispetto al 2021 quindi ora l’aumento si applicherà su 101,9, non più su 100: 101,9 centesimi diventeranno 110,15 centesimi.

Alla fine del 2022 lo stesso panino che prendiamo dal 2020 a scuola costerà 110,15 centesimi; nonostante 1,9 + 8,1 faccia 10, l’aumento totale è stato del 10,15%, perché l’inflazione del secondo anno si applica su un prezzo già aumentato.

È come se salissimo su una scala due gradini: il secondo gradino non partirà da terra, ma dal primo gradino.

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Qual è quindi il rapporto tra inflazione e stipendi?

Per capire il rapporto tra inflazione e stipendi partiamo dalla distinzione tra stipendio lordo (quello che appare nella maggior parte dei contratti) e stipendio netto (quello lordo a cui vengono tolte le tasse e i tributi già in busta paga) che è inevitabilmente più basso del primo.

Analizziamo l’andamento degli stipendi possiamo vedere come nel 2010 quello medio era di 28.243 euro lordi all’anno; prendendo di riferimento lo stesso anno possiamo vedere dalla tabella qui sopra che i prezzi sono aumentati a causa dell’inflazione molto da allora ad oggi: sommando tutti gli aumenti annuali (indice ISTAT), l’inflazione totale è stata di circa 33,97%.

Per mantenere oggi lo stesso potere d’acquisto del 2010, dobbiamo cercare di capire di quanto sarebbero dovuti aumentare anche gli stipendi per andare di pari passo; per fare questo calcolo si usa un numero chiamato “fattore di aumento” che sarebbe semplicemente 1 + la percentuale di aumento espressa in forma decimale.

In questo caso: un aumento del 33,97% si trasforma nel fattore 1,3397, ottenuto facendo 1 + 0,3397. Applicando questo fattore allo stipendio lordo del 2010 si ottiene: 28.243 × 1,3397 = 37.847 euro lordi all’anno.

Questo significa che, per comprare oggi le stesse cose che si compravano nel 2010, lo stipendio medio dovrebbe essere salito da 28.243 a circa 37.847 euro lordi all’anno.

Lo stesso ragionamento si può fare sullo stipendio netto. Nel 2010 il netto medio era stimato intorno a 21.150 euro all’anno. Applicando lo stesso aumento si ottiene: 21.150 × 1,3397 = 28.334 euro netti all’anno.

Per capire quanto sono al mese, consideriamo 13 mensilità, come avviene in molti contratti italiani: 28.334/13 = 2.179 euro netti al mese. Quindi, per mantenere oggi lo stesso potere d’acquisto del 2010, uno stipendio medio dovrebbe essere intorno ai 2.179 euro netti al mese.

Ma in realtà come sono oggi gli stipendi? Oggi lo stipendio medio è intorno ai 32.000/33.000 euro lordi all’anno. Questo significa che, rispetto ai quasi 38.000 euro lordi necessari per stare al passo con l’aumento dei prezzi, mancano all’appello circa 5.000/6.000 euro lordi all’anno. Possiamo quindi ammettere che gli stipendi siano sì aumentati negli anni, ma in misura inferiore, purtroppo, di quanto siano aumentati i prezzi delle cose.

Il recupero del 2025

Per fortuna ultimamente c’è stato un piccolo recupero: a quanto afferma l’ISTAT, secondo i più recenti dati pubblicati dall’ISTAT sulle retribuzioni contrattuali (riferiti al periodo ottobre-dicembre 2025), nel 2025 gli stipendi contrattuali sono cresciuti del 3,1% rispetto all'anno precedente. Nel settore privato l’aumento è stato del +3,2% (trainato soprattutto dall’agricoltura e dall’industria), mentre nella pubblica amministrazione si è fermato al +2,7%. Per il secondo anno consecutivo si è quindi registrato un parziale recupero rispetto all’inflazione, che nel 2025 – misurata con l’IPCA – si è fermata al +1,7%. Come sempre, per chiarezza, precisiamo che l’indice delle retribuzioni contrattuali misura gli aumenti previsti dai contratti collettivi e non necessariamente la retribuzione effettivamente percepita da ogni lavoratore!

Questo significa che negli ultimi due anni gli stipendi sono finalmente cresciuti un po' più dei prezzi. Tuttavia, questo recupero recente non è sufficiente a colmare il divario accumulato tra il 2010 e il 2023. In termini di potere d’acquisto, lo stipendio medio italiano oggi vale circa un 15% in meno rispetto al 2010. Quindi, con esso si può acquistare il 15% in meno rispetto a quello che si poteva acquistare con lo stipendio del 2010, e questo è accaduto perché il costo della vita è aumentato più velocemente degli stipendi.

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