
Ronda di notte (1642) è uno dei capolavori del pittore fiammingo Rembrandt, nonché l'opera principale esposta al Rijksmuseum di Amsterdam, il più importante museo per la storia locale, che possiede la più grande collezione di dipinti del Secolo d'Oro olandese (tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Settecento).
Il dipinto, anche noto come "Notte di veglia" o "La guardia civica in marcia", rappresenta la Gilda degli archibugieri di Amsterdam, ed è un vero e proprio simbolo nazionale: è talmente importante che nel 1934, per permettere di nasconderlo in caso di emergenza (come incendi o allagamenti), sotto di esso è stata costruita una botola per consentire di evacuarlo rapidamente dal museo e nasconderlo.

Ma facciamo un passo indietro per spiegare perché questo quadro è così importante per la storia dei Paesi Bassi. Dopo la secessione del Belgio dal regno nel 1830, i Paesi Bassi avevano bisogno di un'opera che rappresentasse la loro arte nazionale e fu scelto questo monumentale olio su tela (parliamo di una dimensione di 359×438 cm).
Soggetto centrale dell'opera è il capitano Frans Banning Cocq, affiancato dalla sua corporazione di archibugieri e dal luogotenente Willem van Ruytenburgh: è proprio il capitano a commissionare l'opera a Rembrandt nel 1639, quando ad Amsterdam arriva in pompa magna Maria de’ Medici, già regina di Francia come seconda moglie di Enrico IV (dal 1600 al 1610) e allora esiliata a Bruxelles da alcuni anni per un tentativo di complotto. Il quadro – che a differenza di tutte le altre opere, non è di proprietà dello Stato ma della città di Amsterdam – è però diventato famoso perché si tratta di uno dei migliori mai realizzati dal famoso artista.
Per questo motivo, quando all'architetto Pierre Cuypers fu commissionata la progettazione dell'edificio del museo nel 1876, ebbe particolare cura della Ronda di notte. Al museo fu dato l'aspetto di una cattedrale, e l'altare maggiore era questo quadro: i visitatori accedono alla sua galleria attraverso un imponente atrio, raggiungendo la tela come se fosse una reliquia.
La stanza che lo ospita ha però una caratteristica insolita: ci sono diverse giunture nel pavimento in parquet davanti al dipinto. Per capire perché bisogna tornare a un momento di grande paura e dolore dei Paesi Bassi: il 1934, un anno dopo l'ascesa al potere di Hitler in Germania, i Paesi Bassi temevano l'invasione. La direzione del museo ha fatto quindi realizzare una botola nel pavimento, una specie di enorme fessura e forma di cassetta postale che avrebbe consentito l'evacuazione dell'opera in caso di emergenza.
Questo taglio nel pavimento sarebbe sfociato nel soffitto del tunnel sotto il museo, oggi usato come passaggio per le biciclette. E infatti ancora oggi, andando a vedere nel tunnel, troverete l'uscita di questa ingegnosa botola.
Ma fu mai usata? Sì, a causa della minaccia bellica, la tela fu portata in salvo attraverso questa uscita di emergenza nel 1939 e per gran parte della Seconda Guerra Mondiale, fu conservata nelle grotte sotto Sint-Pietersberg, vicino a Maastricht.