25 Agosto 2022
8:30

La Seconda Guerra Mondiale in breve. Cause, principali avvenimenti e conseguenze

La Seconda Guerra Mondiale è stato il conflitto più imponente della storia: ha provocato oltre sessanta milioni di morti, ha stravolto le relazioni internazionali e i sistemi socio-politici di mezzo mondo. Ma perché scoppiò la guerra e come si svolse?

A cura di Erminio Fonzo
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La Seconda Guerra Mondiale in breve. Cause, principali avvenimenti e conseguenze
Avanzata carri armati nella steppa

La Seconda Guerra Mondiale, durata dal 1939 al 1945, coinvolse ogni angolo del globo in maniera più o meno diretta. Il conflitto si può dividere in due grandi fasi: la prima, durata dal 1939 al 1942, nella quale l’avanzata dei Paesi dell’Asse (Germania, Giappone e Italia, alla fine sconfitti) sembrava inarrestabile; la seconda, fino al 1945, nella quale gli Alleati (Francia, Regno Unito, USA e URSS, insieme ad altri Paesi) contrattaccarono fino a ottenere la vittoria finale.

Le origini del conflitto

Le origini profonde della Seconda Guerra Mondiale vanno rintracciate nella conclusione della Prima. Nel 1919 i Paesi vincitori ridisegnarono la carta dell’Europa e imposero pesanti sanzioni agli Stati sconfitti. La crisi economica del 1929, inoltre, rese molto più difficili le condizioni socioeconomiche di alcuni Paesi tra i quali la Germania. Questi fattori spiegano, almeno in parte, perché il popolo tedesco affidò i suoi destini a un dittatore come Hitler e perché in molti Paesi si affermarono regimi autoritari, desiderosi di rivalsa.

La causa più immediata e concreta della Seconda Guerra Mondiale, d'altra parte, fu l’espansionismo della Germania nazista che tra il 1938 e il 1939 occupò l’Austria, una vasta porzione della Cecoslovacchia e altri territori, divenendo un pericolo per la stabilità europea.

Immagine
Mussolini e Hitler

Prima fase: Francia e Regno Unito contro Germania e Italia

Il primo settembre 1939 la Germania attaccò la Polonia, rivendicando il corridoio di Danzica, una striscia che divideva il territorio tedesco in due parti. Francia e Regno Unito, principali potenze europee, si resero conto che l’unico modo per fermare il nazismo era l’uso della forza e il 3 settembre dichiararono guerra alla Germania, dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale.

Nei primi mesi i tedeschi sembravano imbattibili: oltre a buona parte della Polonia (che fu spartita con l'URSS), conquistarono la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, il Belgio e la stessa Francia.

Germania invasione Polonia

Dal mese di giugno 1940 il Regno Unito rimase da solo contro la macchina bellica nazista ma, anche grazie agli aiuti degli Stati Uniti, riuscì a resistere. Nell’estate del 1940 i tedeschi lanciarono una poderosa offensiva aerea contro la Gran Bretagna, ma non riuscirono a sopraffare l’aviazione britannica.

Il 10 giugno 1940 l’Italia fascista entrò in guerra al fianco della Germania aprendo due nuovi fronti: uno in Nord Africa, con l’offensiva in Egitto contro gli inglesi; uno nei Balcani, con l’attacco alla Grecia dell’ottobre 1940.

In entrambi i casi l’esercito italiano fu costretto a retrocedere, ma in seguito poté avanzare grazie all’intervento tedesco.

Soldati italiani in Grecia (credit archivio privato famiglia Riggio)
Soldati italiani in Grecia (credit archivio privato famiglia Riggio)

Seconda fase: i russi, gli americani e la svolta

Fino alla metà del 1941 la guerra si svolse quasi esclusivamente in Europa e nelle colonie africane dei Paesi europei (senza contare la guerra sottomarina nell'Atlantico). Nella seconda metà dell’anno, però, il conflitto assunse una dimensione mondiale. Il 22 giugno 1941 Hitler lanciò l’operazione Barbarossa, una vasta offensiva contro l’Unione Sovietica, effettuata nonostante dal 1939 fosse in vigore un patto di non aggressione tra le due potenze.

Il 7 dicembre, inoltre, il Giappone attaccò la base americana di Pearl Harbour, nelle Isole Hawaii. I giapponesi intendevano diventare la potenza egemone dell’Asia e del Pacifico e per farlo dovevano mettere fuori gioco gli americani, che avevano grandi interessi nell’area.

Pearl Harbour in fiamme
Pearl Harbour in fiamme

Dopo Pearl Harbour, anche Italia e Germania dichiararono guerra agli Stati Uniti; inoltre fu coinvolta nel conflitto la Cina, che era in guerra contro i giapponesi dal 1937. Nei primi mesi il Giappone conquistò vari territori e si avvicinò pericolosamente all’India e all’Australia.

La svolta a favore degli Alleati, però, si stava per verificare su tutti i fronti. Tre battaglie rappresentarono la svolta.

  • Isole Midway: nel cuore del Pacifico la flotta degli Stati Uniti inflisse una pesante sconfitta ai giapponesi nel giugno 1942;
  • El-Alamein: sulla costa mediterranea dell’Egitto, nel novembre 1942 l’esercito inglese fermò l’avanzata italo-tedesca e iniziò una controffensiva che l’avrebbe portato a conquistare, insieme agli americani, tutto il Nord Africa e poi a proseguire l’avanzata in Sicilia e in Italia;
  • Stalingrado: (oggi Volgograd, nella Russia meridionale) nel febbraio 1943 l’Armata rossa sconfisse i tedeschi dopo un duro assedio, avviando il contrattacco che l’avrebbe condotta fino a Berlino.

Dopo queste tre battaglie, l’esito della guerra era deciso, anche se all’epoca non era chiaro a tutti.

Stalingrado (credit Bundesarchiv)
Stalingrado (credit Bundesarchiv)

Occupazione e resistenza

I Paesi occupati dalla Germania e dal Giappone sperimentarono condizioni terribili. Tedeschi e giapponesi, convinti di appartenere a una razza superiore, compirono atrocità di tutti i tipi contro le popolazioni civili: massacri, deportazioni, distruzioni di infrastrutture, fino al crimine estremo dell’Olocausto.

Ghetto Varsavia
La foto più simbolica dell’Olocausto: un bambino ebreo si arrende ai nazisti nel ghetto di Varsavia

Pressoché in tutti i Paesi occupati si svilupparono movimenti di resistenza che diedero un importante contributo alla liberazione.

Tedeschi e giapponesi, però, non furono gli unici a commettere crimini: lo fecero anche l’Unione sovietica e, in casi più rari, gli angloamericani e i francesi. Anche l’Italia si rese responsabile di atrocità, soprattutto nei territori jugoslavi occupati nel 1941. Tuttavia, il livello di ferocia di tedeschi e giapponesi non fu raggiunto da nessun altro esercito.

Guerra totale

La Seconda Guerra Mondiale fu una guerra totale, più di quanto lo fosse stata la Prima. Nel conflitto, infatti, non furono coinvolti solo gli eserciti, ma tutta la popolazione dei Paesi belligeranti. Fu una guerra di movimento, con rapide avanzate dei reparti motorizzati, e vastissimi territori subirono l’occupazione di eserciti stranieri. Inoltre, lo sviluppo dell’arma aerea consentì di effettuare bombardamenti devastanti in aree lontane dalle linee del fronte.

Effetti del bombardamento di Dresda (credit Bundesarchiv)
Effetti del bombardamento di Dresda nel 1945 (credit Bundesarchiv)

Il conflitto fu anche una guerra ideologica nella quale si confrontarono tre sistemi politici, tutti convinti della propria superiorità: quello democratico-capitalista, rappresentato dagli angloamericani, quello socialista dell’Unione sovietica e il totalitarismo di destra, rappresentato da Italia e Germania (e in maniera un po’ diversa, anche dal Giappone).

La vittoria degli Alleati

Tra il 1943 e il 1945 le offensive degli Alleati proseguirono su tutti i fronti. Gli angloamericani sbarcarono in Sicilia (luglio 1943) e a Salerno (settembre 1943), dando avvio alla liberazione dell’Italia. Il regime fascista crollò, ma i nazifascisti costituirono nelle regioni del Centro-Nord la Repubblica sociale italiana, che si arrenderà solo nel 1945.

Il 6 giugno 1944 una grande armata angloamericana sbarcò in Normandia e, attraverso sanguinose battaglie, liberò la Francia e attaccò la Germania da ovest.

Mappa dello sbarco in Normandia
Mappa dello sbarco in Normandia

Sul fronte orientale, la Russia continuò la sua offensiva e liberò tutto il territorio nazionale, per poi avanzare nell’Europa orientale e raggiungere il territorio tedesco.

In Europa la guerra terminò nell’aprile del 1945. In Estremo Oriente, invece, il Giappone rifiutò di arrendersi fino ad agosto, quando fu costretto a farlo dall’uso della bomba atomica e dalla dichiarazione di guerra da parte dell’Unione Sovietica. Il 2 settembre 1945, con la firma della resa giapponese, la guerra ebbe fine.

Le vittime e le conseguenze

Il numero complessivo di morti provocati dalla Seconda Guerra Mondiale è stimato tra 60 e 68 milioni, dei quali solo un terzo era composto da soldati e il resto apparteneva alla popolazione civile.

Dopo il conflitto, le carte geografiche di mezzo mondo furono ridisegnate e i regimi nazifascisti scomparvero, lasciando campo libero ai sistemi democratico-capitalista e socialista, che si confrontarono nella Guerra Fredda. Cambiò definitivamente anche il modo di fare la guerra, perché durante il conflitto erano state sperimentate nuove armi (in primismissili e le bombe atomiche). Nelle relazioni internazionali, infine, Stati Uniti e Unione Sovietica divennero le due superpotenze di riferimento riducendo il peso dell’Europa occidentale.

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