
Per decenni – se non per secoli – è circolata la leggenda secondo cui Isaac Newton sarebbe giunto alla formulazione della sua legge di gravitazione universale solo dopo essere stato colpito in testa da una mela nel 1666. Questo piccolo incidente gli avrebbe fatto capire che la forza che attraeva la mela verso il suolo sarebbe la stessa che permette alla Luna di orbitare attorno al nostro pianeta. Ma quanto c'è di vero in questa storia? In realtà, molto poco.
La vera storia della mela di Newton
Isaac Newton non ha mai scritto nulla di ufficiale in merito al ruolo della mela, né per confermare né per smentire il fatto – fatta eccezione per brevi accenni in alcune sue note, ma troppo vaghi per essere considerati prova certa. Di conseguenza l'unico modo che abbiamo per accertare quanto accaduto è basarci sugli scritti di chi lo conosceva di persona, come ad esempio William Stukeley, un suo amico e biografo.
Dopo cena, dato che il tempo era mite, siamo andati in giardino e abbiamo bevuto del tè all'ombra di alcuni meli. Lui mi disse che si trovava nella stessa situazione in cui si era trovato in precedenza, quando gli era venuta in mente l'idea della gravità. Ciò era stato causato dalla caduta di una mela, mentre era seduto in uno stato d'animo contemplativo. Perché quella mela doveva sempre cadere perpendicolarmente al suolo, pensò tra sé e sé…
Da qui è chiaro come il fisico non sia stato colpito in testa, ma abbia semplicemente osservato una mela cadere. La stessa versione è confermata anche da John Conduitt, suo collega alla zecca di Stato, che nel 1726 scrisse che "Il primo pensiero sul suo sistema di gravitazione gli venne osservando una mela cadere da un albero." Stesso discorso anche per Voltaire che, dopo una conversazione con il fisico inglese, riportò la caduta della mela nella stessa maniera all'interno del suo Éléments de la philosophie de Newton.
Attenzione: è sempre bene tenere a mente che da quando Newton ebbe l'intuizione a quando riuscì a formulare la legge di gravitazione universale passarono letteralmente degli anni. Non dobbiamo quindi immaginare che dopo aver visto una mela cadere avesse già le idee chiare dopo poche ore!
Ma quindi se le prove sono così chiare, come ha fatto a nascere e diffondersi questo mito della mela in testa? La "colpa", per così dire, è di un altro matematico, Leonhard Euler.
Come è nata la bufala della mela in testa
Euler nel 1760 scrisse una lettera che riportava:
Questo grande filosofo e matematico inglese, trovandosi un giorno sdraiato in un giardino sotto un melo, fu colpito da una mela caduta dall'albero, che gli fornì lo spunto per formulare diverse riflessioni.
Non è chiaro se questo errore sia stato fatto di proposito per dare un tocco di colore alla storia o ingenuamente, per un errore di comprensione. E in realtà Euler non fu nemmeno l'unico a riportare la notizia falsa, tant'è che la storia finì anche all'interno di un'opera di Isaac D'Israeli, uno scrittore dell'epoca. Lui inserì questo aneddoto all'interno di Curiosities of Literature, uno dei suoi maggiori best-seller dell'epoca, andando ad alimentare un mito che, ancora oggi, è duro a morire.