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24 Marzo 2026
12:05

Ora legale, al via l’iter in Italia per renderla permanente: cosa può cambiare entro il 30 giugno

L'Italia si avvicina verso l'ora legale permanente: la X Commissione della Camera dei Deputati ha approvato un'indagine conoscitiva per valutare l'impatto dell'ora legale permanente sul territorio. L'obiettivo è di concludere la procedura entro il 30 giugno. Tra le motivazioni a favore c'è il potenziale risparmio energetico ed economico.

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Ora legale, al via l’iter in Italia per renderla permanente: cosa può cambiare entro il 30 giugno
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Cosa cambierebbe con l’introduzione dell’ora legale permanente in Italia.

L'ora legale potrebbe diventare permanente in Italia: è stato infatti approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva «sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori» dalla X Commissione della Camera dei deputati (Attività produttive, commercio e turismo), che si dovrebbe concludere entro il 30 giugno 2026.

L'abolizione dell'alternanza tra ora solare e ora legale – in programma nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 – è un tema ampiamente dibattuto, non solo nel nostro Paese ma anche e soprattutto a livello europeo: già nel 2019 il Parlamento Europeo aveva approvato una proposta di direttiva riconoscendo ai singoli Stati membri la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente. Durante la pandemia da Covid-19, tuttavia, l'intera procedura è stata bloccata e mai rilanciata anche a causa della difficoltà di stabilire un calendario orario comune in tutta l'Unione Europea.

Tra le motivazioni a favore dell'ora legale permanente ci sono soprattutto i potenziali risparmi energetici ed economici derivanti dalla riduzione dei consumi. Secondo Terna (la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale), tra il 2004 e il 2025 l'ora legale ha permesso un risparmio complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, pari a un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro.

Cosa dice l'Unione Europea: il dibattito si è arenato

Come accennato, il dibattito sull'abolizione del cambio era già stato avviato dall'Unione Europea nel 2018, anno in cui la Commissione Europea lanciò una consultazione pubblica alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l'84% di questi si espresse a favore dell'eliminazione dell'alternanza di orario due volte l'anno. Visti i risultati, nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva che avrebbe permesso ai singoli Stati Membri la libertà di scegliere quale dei due fusi orari rendere permanente, se l'ora legale o quella solare.

Nonostante i tentativi, l'iter europeo si arenò quasi subito, in primis a causa della pandemia da Covid-19, che di fatto rallentò l'intero processo. Tra i problemi, però, emerse anche la difficoltà di delineare un calendario orario comune in tutta l'Unione Europea: la proposta iniziale consentiva appunto agli Stati membri di scegliere liberamente tra ora legale e ora solare, anche sulla base delle necessità nazionali, rendendo quindi difficile capire come impostare un sistema di “orario fisso” a livello comunitario.

La decisione finale del Parlamento UE sarebbe dovuta arrivare entro il 2021, ma a distanza di 5 anni il dibattito non è ancora stato riaperto.

Lo stato dell'iter parlamentare in Italia

In Italia, invece, a che punto siamo con l'iter di approvazione? Nel nostro Paese il dibattito sull'introduzione dell'ora legale permanente è stato avviato nel novembre 2025, con una proposta di indagine conoscitiva, corredata da 352mila firme, presentata alla Camera dei Deputati e promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), da Consumerismo No profit e dal deputato Andrea Barabotti (Lega).

Lo scorso 11 marzo la X Commissione della Camera dei deputati ha approvato tale proposta, dando inizio all'indagine conoscitiva per valutare l'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale. Nel comunicato rilasciato dalla Commissione si legge che «tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura».

Più nello specifico, per l'indagine è stato richiesto un confronto tra i modelli che prevedono il cambio stagionale dell'orario e quelli che hanno adottato l‘ora legale permanente, così come la valutazione degli effetti socio-economici, delle ricadute sul tessuto produttivo del Paese in termini di potenziale risparmio energetico e aumento della produttività. Al tempo stesso, la Commissione ha suggerito di valutare anche una fase di sperimentazione con proroga dell'ora legale.

A questo punto, come prossimo passo ci saranno le audizioni dei soggetti che saranno chiamati a esprimere un proprio parere e a presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell’ora legale permanente. In questo caso, saranno ascoltati i rappresentanti di istituzioni, Autorità indipendenti, Commissione Europea e Parlamento UE, ma anche organizzazioni internazionali operanti nel settore e associazioni di categoria (tra cui Confindustria, Confcommercio e Confartigianato).

L'obiettivo finale è quello di concludere l'indagine conoscitiva entro il 30 giugno: nel frattempo, il governo sta analizzando i dati del bilancio energetico 2025 per decidere se procedere con un decreto entro l'autunno 2026.

Risparmio energetico ed economico: cosa cambia davvero

A questo punto, però, sorge un dubbio spontaneo: perché si sta valutando l'introduzione permanente dell'ora legale, quando è l'ora solare quella considerata “naturale” (perché segue il moto apparente del Sole)?

Il motivo, come già accennato, è il potenziale risparmio economico ed energetico che si avrebbe spostando in avanti di un'ora le lancette degli orologi: secondo i dati Terna (la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale), tra marzo e ottobre 2025 il sistema elettrico italiano ha consumato 310 milioni di kWh in meno, pari al fabbisogno medio di circa 120.000 famiglie nell'arco di un anno. Nella pratica, tra il 2004 e il 2025 l'Italia ha risparmiato complessivamente oltre 12 miliardi di kWh grazie all'ora legale, il che ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro.

Dal punto di vista degli effetti dell'alternanza oraria sul corpo umano, diversi studi scientifici hanno evidenziato l'impatto negativo del cambio orario sulla salute umana e, in particolare, sull'alterazione del ritmo circadiano del nostro corpo. Nello specifico, il cambio dell'ora due volte all'anno andrebbe a scombussolare il ciclo naturale sonno-veglia, facendoci sentire stanchi, distratti e assonnati  – soprattutto durante il primo giorno di cambio orario – con la possibilità di influire negativamente sul numero di infarti.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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