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16 Gennaio 2026
7:00

Perché gli uccelli cantano all’alba?

Questo fenomeno, noto anche come “Coro dell’Alba” rappresenta una vera e propria rete di comunicazione fra individui di una stessa popolazione, una sorta di “gazzettino” che diffonde informazioni utili per marcare il territorio e attrarre un partner prima che inizi un nuovo giorno.

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Perché gli uccelli cantano all’alba?
canto all'alba

Qualcuno all’alba viene svegliato dal furgone della nettezza urbana che carica i rifiuti, qualcun altro è disturbato in modo decisamente più romantico dal canto degli uccelli: molte specie infatti cantano proprio all’alba. Questo fenomeno studiato dalla fine del XIX secolo, è noto fra gli ornitologi (gli studiosi degli uccelli) come “Coro dell’alba” o "Dawn chorus". Il canto all’alba è utile per riattivare la voce dopo il silenzio notturno, per “marcare” il territorio, per attrarre il partner o per richiamare i compagni avvisandoli della presenza di cibo. Nessuno può dimenticare il riferimento Shakespeariano all’allodola, in Giulietta e Romeo, il cui canto al sorgere del sole annuncia l’arrivo del mattino, eppure alcune motivazioni e alcune condizioni che inducono queste vocalizzazioni sono ancora poco chiare agli studiosi. L'attività umana, certo, non aiuta: molti uccelli sono costretti ad anticipare i propri richiami o "alzare il volume" dei loro vocalizzi per adattarsi alla vita e ai rumori di città.

Marcatura del territorio e richiamo del partner i motivi dei vocalizzi

I maschi delle cinciallegre (Parus major) cantano all’alba in modo più intenso se la femmina della coppia si allontana e questo atteggiamento di richiamo del partner  si manifesta in genere in quelle specie in cui maschio e femmina trascorrono la notte insieme. Un gruppo di ricercatori del Centro K. Lisa Yang per la Bioacustica della Cornell insieme al Progetto Dhvani in India ha studiato ben 69 specie di uccelli in ambiente forestale nella catena montuosa dei Ghati Occidentali indiani, un vero hot spot della biodiversità mondiale, posizionando microfoni e registratori di suoni in diversi microambienti della foresta.

I ricercatori hanno rilevato che almeno 20 specie presentano un picco di attività canora proprio all’alba sia allo scopo di marcare il territorio sia per comunicare ai compagni la presenza di cibo. Sono soprattutto gli uccelli altamente territoriali e le specie onnivore a essere attive: i primi in questo modo riaffermano la loro posizione e proteggono il territorio, mentre i secondi, mangiatori di frutta e semi, scambiano comunicazioni con i compagni per segnalare la presenza di cibo o eventuali situazioni di allarme. Qualche specie poi, in altri contesti, sembra assumere questo comportamento per "riattivare" il canto dopo il silenzio notturno.

Secondo gli ornitologi, le condizioni ambientali dell’alba, caratterizzate in genere da una minor ventilazione, da un’umidità più elevata e da bassa rumorosità, a parità di stagione e di condizioni meteo, possono favorire la propagazione dei suoni rispetto ad altri momenti del giorno e, quindi, si ipotizza che gli uccelli cantino all'alba anche per massimizzare la trasmissione del segnale acustico, ma su questa ipotesi le teorie sono ancora contrastanti.

Il ruolo dei fattori antropici che creano disturbo

Molte volte il canto è disturbato da interferenze antropiche rumorose specie in determinati luoghi e così gli uccelli sono costretti ad adattare le loro sonorità o ad adottare varie strategie per far fronte ad altri rumori. Per esempio, il pettirosso in città anticipa l’orario del canto all’alba per precedere l’inizio dei rumori, altre specie aumentano l'ampiezza e la frequenza delle loro vocalizzazioni in risposta a un aumento nel rumore di fondo, mettendo in atto il così detto effetto Lombard (cioè la tendenza che ha una persona a modificare e alzare il tono di voce in un ambiente rumoroso).

Allo stesso modo, sono stati studiati gruppi di uccelli di diverse specie che nidificano nei pressi di  aeroporti europei ed è stato scoperto che cinque specie di uccelli canori su dieci anticipano sensibilmente il canto del mattino rispetto a un sito di controllo più tranquillo, proprio per tentare di rendere efficace il vocalizzo prima dell'aumento del traffico aereo e quindi del rumore.

Quali specie cantano al mattino e in che successione

Numerose sono le specie di avifauna (insieme delle specie di uccelli di un'area) che vocalizzano alle prime luci dell’alba e, se ci mettiamo in ascolto nei boschi, nelle campagne, ma anche nei parchi urbani in Europa, soprattutto nell'area Mediterranea, è facile ascoltare il merlo (Turdus merula), uno dei primi ad avviare il coro, il pettirosso (Erithacus rubecula) dal canto molto vivace e distinguibile all’alba, la capinera (Sylvia atricapilla) e poco più avanti verso il mattino anche il fringuello (Fringilla coelebs) e il cardellino (Carduelis carduelis).

La tecnica con cui vengono studiati i comportamenti canori degli uccelli è il monitoraggio acustico passivo: gli ornitologi utilizzano sensori acustici automatici che vengono opportunamente collocati all'aperto per registrare i suoni e successivamente ascoltano e identificano le specie, applicando inoltre indici acustici per calcolare la complessità dei diversi suoni registrati. È stato osservato che il picco del canto si manifesta proprio al momento dell’alba e subisce un calo al sorgere del sole.

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