Perché le scarpe da calcio hanno i tacchetti e come funzionano

Perché le scarpe da calcio hanno i tacchetti? A cosa servono e come funzionano? Vi spieghiamo la fisica che c'è dietro i tacchetti degli scarpini e le diverse tipologie.

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A cura di Videostorie
26 Gennaio 2024
18:30
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Perché le scarpe da calcio hanno i tacchetti e come funzionano
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A che cosa servono i tacchetti degli scarpini da calcio? E perché hanno questa forma? La risposta è in realtà abbastanza ovvia: i tacchetti servono a non far scivolare i calciatori quando corrono, specie quando il campo è bagnato o fangoso. E non è un dettaglio banale, anzi: i tacchetti in una scarpa da calcio fanno tutta la differenza del mondo! Al giorno d’oggi esistono diverse tipologie di scarpe e di tacchetti che si adattano ad ogni tipo di terreno di gioco: naturale, asciutto, bagnato, sintetico ecc. In passato però, non era affatto così. Pensate che le "antenate" delle scarpe da calcio risalgono addirittura al XVI secolo: erano simili a degli stivali, e le indossavano i reali inglesi che si divertivano a giocare “a palla”. Verso la fine del XIX secolo iniziarono a comparire le prime scarpe da calcio con i tacchetti, che fornivano una miglior aderenza al terreno di gioco. Solo dopo il secondo dopoguerra i tacchetti – così come li conosciamo, nella loro forma più tradizionale – divennero un vero e proprio standard. Il numero dei tacchetti, così come la tipologia, cambia in base alle condizioni del campo. Per esempio, nei campi in erba naturale particolarmente bagnati o fangosi (quindi morbidi) in genere si utilizzano suole con 6 o 8 tacchetti in alluminio – ma a volte ce ne sono anche di più. Nei campi secchi o leggermente umidi, invece, si utilizzano scarpe dagli 11 ai 14 tacchetti in gomma. Ora vediamo qual è la fisica che c'è dietro i tacchetti e come sono fatte le scarpe da calcio.

 A cosa servono e come funzionano i tacchetti

I tacchetti si conficcano leggermente nel terreno e aumentano l’attrito delle suole col campo da gioco. Per capire cos’è l’attrito possiamo rifarci alla prima legge della dinamica di Isaac Newton. “Un corpo – dice Newton – continuerà a muoversi in un moto rettilineo, o rimarrà fermo, se non è soggetto a una forza esterna”. Questa forza di cui parla Newton è proprio l’attrito, che permette a un giocatore di fermarsi e cambiare direzione senza scivolare. L’attrito quindi altro non è che una forza che si oppone al movimento di un oggetto su una superficie: nel nostro caso, la suola della scarpa e il terreno di gioco. Più i tacchetti generano attrito, maggiore sarà la stabilità e l’aderenza al terreno. Ecco perché i tacchetti sono fondamentali per un calciatore. Infatti oggi ne esistono di diverse forme e materiali, come: gomma, alluminio, poliuretano.

Che tipo di tacchetti usano i calciatori: tacchetti conici e lamellari

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Scarpa con tacchetti conici (Credit: Noah Cavanaugh)

Il tacchetto più tradizionale è quello conico (o tondo), perché si adatta perfettamente sia ai terreni naturali che a quelli sintetici. Il tacchetto conico è ideale quando si effettuano dei cambi di direzione. Quando appoggiamo il piede e i tacchetti si conficcano nel terreno, riusciamo a muoverci molto più facilmente proprio grazie alla loro forma circolare. Questa libertà di movimento si traduce in meno stress sulle nostre articolazioni – e quindi minor rischio di farsi male.

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Scarpa con tacchetti lamellari (Credit: Noah Cavanaugh)

L’altro tipo di tacchetto utilizzato nelle scarpe da calcio è quello lamellare, detto anche “a pinna” o “spina di pesce”. I tacchetti lamellari sono costruiti per avere delle superfici più grandi rispetto ai tacchetti conici. In questo modo, durante la corsa, riescono a “trasferire” più energia al terreno: concretamente la superficie più ampia dei tacchetti aiuta a distribuire il peso corporeo in modo più uniforme e migliora l’energia “scaricata” in campo. Tutto questo si traduce in uno scatto più forte e potente. I tacchetti lamellari sono infatti molto aggressivi, e vengono preferiti soprattutto da quei calciatori che fanno dello scatto e della velocità le loro qualità migliori. Il problema dei tacchetti lamellari è la loro minore capacità di ruotare nel terreno rispetto ai tacchetti conici. Questo significa che il piede può rimanere piantato e aumentare il rischio di infortuni. Negli ultimi anni sono stati creati tacchetti lamellari dalle forme più disparate, proprio per risolvere questo problema. In generale, comunque, i tacchetti conici offrono più agilità e stabilità, mentre i tacchetti lamellari più reattività e velocità in campo.

La tomaia

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Scarpa in pelle naturale (Credit: Noah Cavanaugh)

Sopra i tacchetti troviamo poi la tomaia, cioè la parte superiore degli scarpini. Anche le tomaie, come i tacchetti, non sono tutte uguali. Ne esistono di due tipi: in pelle naturale e in pelle sintetica. Tradizionalmente le scarpe da calcio erano in pelle naturale, in cuoio – quasi sempre di canguro o di vitello. Il vantaggio della pelle naturale è ovviamente il comfort: con le scarpe in pelle sembra di giocare scalzi tanto che sono comode. Il problema di queste scarpe è legato alla pioggia. La pelle naturale è un materiale poroso, cioè ha dei piccoli “spazi” vuoti nella sua struttura: quando piove, le molecole d’acqua vanno a depositarsi proprio in questi spazi. Le scarpe in pelle si comportano come una spugna: quando piove, assorbono moltissima acqua, si appesantiscono e rendono più difficile la corsa dei calciatori. Ecco perché oggi la maggior parte degli scarpini indossati dai professionisti è in pelle sintetica, con materiali resistenti all’acqua, che offrono una migliore protezione e – soprattutto – sono molto più leggeri: una scarpa da calcio di ultima generazione non pesa più di 300g.

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