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12 Maggio 2026
18:30

Perché si formano le crepe e cosa c’entrano con le resine espandenti

Alcune crepe non possono essere semplicemente stuccate: bisogna risolvere il problema a partire dalle fondamenta. Ed è qui che entra in campo la tecnologia delle resine espandenti.

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Perché si formano le crepe e cosa c’entrano con le resine espandenti
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Spesso le consideriamo solo un fastidio estetico, una riga sottile da coprire con un po’ di stucco e una mano di vernice. Eppure, una crepa nel muro a volte può essere il segnale che l'edificio ci invia per dirci che qualcosa si sta muovendo nelle fondazioni. Ma come si fa a capire se possiamo stare tranquilli o se siamo di fronte a un problema strutturale serio? In questo video capiamo qual è la differenza tra crepe superficiali e strutturali e quanti e quali tipi esistono, ma soprattutto vi spieghiamo come intervenire in caso di crepe pericolose come quelle causate dai cedimenti strutturali – con una tecnologia innovativa che non ha nemmeno bisogno di scavi,  che è stata inventata proprio qui in Italia: quella delle resine espandenti.

I tipi di crepe

Non tutte le crepe sono uguali. Quelle superficiali interessano solo l'intonaco e sono superficiali e sottilissime (massimo 1-2 mm) e facili da riparare: basta stuccare, carteggiare e, se necessario, applicare una rete in fibra per rinforzare.

Il discorso cambia se la fessura coinvolge la muratura e cresce nel tempo in lunghezza o larghezza: in questo caso siamo di fronte a una crepa strutturale.

La forma e la direzione della fessura sono i primi indizi per una diagnosi:

  • Verticali: spesso indicano cedimenti del terreno o carichi eccessivi.
  • Orizzontali: possono segnalare spinte del terreno o cedimenti verticali.
  • Diagonali: frequenti agli angoli di porte e finestre, sono spesso causate da terremoti o cedimenti differenziali del terreno.

Al di là delle differenze, il concetto da capire è che un muro non si rompe da solo, e la crepa appare come conseguenza di qualcosa che sta accadendo sotto le fondamenta.

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La causa profonda: i cedimenti differenziali

Il terreno su cui poggiano gli edifici è un sistema complesso fatto di particelle solide, acqua e aria, e basta poco per alterarne la stabilità in maniera significativa: una siccità prolungata, una tubatura rotta o le vibrazioni di un cantiere vicino.

Nei terreni argillosi, per esempio, le piogge prolungate aumentano il volume del suolo riducendone la resistenza. La siccità invece fa l'opposto, contraendo le particelle e facendo cedere le fondazioni.

Quando una parte della fondazione perde appoggio o il terreno sotto la stessa si compatta di più in una zona rispetto ad un'altra, allora si parla di cedimento differenziale: non scende tutta la casa, ma solo una parte. Per intenderci, quando si vede una crepa su un muro portante significa che il terreno è ceduto di diversi centimetri. Un fenomeno lento e silenzioso in cui la crepa sul muro è solo la punta dell'iceberg.

La soluzione tecnologica: le resine espandenti

Oggi esistono soluzioni innovative e poco invasive per consolidare le basi di un edificio senza dover ricorrere a degli scavi. Una di queste è stata inventata dall’azienda italiana Uretek, ed è a base di resine espandenti.

Il funzionamento, come potete vedere nel video, è semplice: la resina viene iniettata allo stato liquido sotto le fondazioni tramite delle cannule inserite in dei piccoli fori. In pochi secondi, grazie a una reazione chimica, aumenta di volume e passa allo stato solido, espandendosi. Ed è in questo modo che, facendo pressione, va a riempire tutti i vuoti che trova nel terreno e poco a poco lo comprime.

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L'intervento è monitorato da sensori laser ad altissima precisione che segnalano ai tecnici l'esatto momento in cui il terreno ha raggiunto la massima compressione e la struttura inizia a sollevarsi verso l’alto, così da sapere quando smettere di iniettare resina. Una volta completata la reazione, il materiale diventa così rigido e resistente da sostenere carichi enormi senza deformarsi.

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Dopo l'intervento, la stabilità dell'edificio viene verificata per mesi tramite dei fessurimetri digitali, strumenti di precisione che monitorano ogni minimo assestamento.  Quando la struttura è stabile, allora si possono finalmente riparare le crepe con reti specifiche abbinate a malta fibrorinforzata.

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Questo contenuto è a scopo divulgativo e non sostituisce il parere di tecnici esperti. Se notate crepe importanti, quindi, rivolgetevi sempre a dei professionisti del settore.

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Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
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