
Il famoso ammasso stellare delle Pleiadi nella costellazione del Toro, citate nella mitologia greca come le sette sorelle, potrebbe essere ciò che resta del nucleo di un più grande complesso di stelle noto come Complesso Maggiore delle Pleiadi (Greater Pleiades Complex). Secondo un recente studio apparso sull'Astrophysical Journal, questo vasto sistema di stelle visibile ad occhio nudo sarebbe costituito da migliaia di oggetti nati insieme dalla stessa nube di gas centinaia di milioni di anni fa che si sono poi dispersi col tempo all'interno della Via Lattea, lasciando le brillanti Pleiadi come ricordo del nucleo di questa struttura. La ricerca rappresenta un primo passo nello sviluppo di una nuova metodologia che verra applicata anche ad altri sistemi stellari attorno al Sole, con l'obiettivo di comprendere se anche la nostra stella sia appartenuta in passato ad un complesso maggiore di stelle.
Cosa significa per le Pleiadi: i dettagli dello studio
La scoperta sulla natura delle Pleiadi come nucleo di un complesso più grande di stelle e avvenuta grazie all'ausilio dei dati del satellite Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea e del satellite TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della NASA. Questi due strumenti sono infatti in grado di fornire posizione e velocità di miliardi di stelle nella Via Lattea, nel caso di Gaia, e misure precise della variazione di luminosità di una stella nel caso invece di TESS.
Proprio queste proprietà fisiche sono state cruciali per lo studio in questione. Gli astronomi sono infatti partiti dall'ipotesi che tutte le stelle che un tempo erano vicine alle Pleiadi debbano avere età e composizioni chimiche simili, e probabilmente ancora quasi la stessa velocità di movimento attraverso la galassia. Gli astronomi hanno quindi prima cercato tutte le stelle che si muovono attraverso la Via Lattea ad una velocità che differisce da quella delle Pleiadi di soli cinque chilometri al secondo. Dopodiché hanno ulteriormente scremato questi oggetti cercando quelli la cui età è simile a quella delle Pleiadi (circa 125 milioni di anni). Qui entra in gioco il satellite Tess che ha stimato l'età delle stelle sulla base della loro velocità di rotazione, dal momento che stelle giovani tendono a ruotare più velocemente di quelle più vecchie.
Combinando queste caratteristiche, gli scienziati hanno compilato un catalogo di più di 10,000 possibili membri di quello che hanno ribattezzato come Complesso Maggiore delle Pleiadi (Greater Pleiades Complex), di cui il celebre ammasso aperto rappresenterebbe il nucleo sopravvissuto. Utilizzando la stima attuale di velocità di moto delle stelle, gli astronomi hanno stimato che esse si trovavano tutte a circa 200 anni-luce dal centro delle Pleiadi 75 milioni di anni fa, il che è coerente con il fatto che tutte queste stelle fanno parte di una struttura più grande che è ormai in piena fase di "evaporazione" nella galassia.
Cosa sono le Pleiadi citate nella mitologia greca
Essendo visibili ad occhio nudo, le Pleiadi sono tra gli oggetti celesti più antichi noti all’umanità. Sono citate nella mitologia greca come le sette sorelle (Asterope, Merope, Elettra, Maia, Taigete, Celaeno e Alcyone), sebbene ad occhio nudo solo sei stelle dell'ammasso risultino visibili in direzione della costellazione del Toro (e possibile che due stelle si siano avvicinate nel cielo nel tempo, rendendo difficile separarle). Utilizzando un binocolo è possibile osservare decine di stelle nelle Pleiadi, e centinaia di esse nel caso in cui si utilizzi un telescopio e immagini a lunga esposizione. Il numero osservato cambia quindi a seconda della qualità del cielo e dello strumento utilizzato per osservarle.
Fisicamente, le Pleiadi sono un ammasso aperto giovane, di eta stimata pari a 100 milioni di anni, situato a circa 440 anni-luce dalla Terra, racchiuso in un volume di diametro pari a 40 anni-luce. Le stelle più brillanti sono stelle blu di tipo spettrale B, cioè oggetti più massicci e caldi del Sole, responsabili della tipica luce azzurra dell’ammasso e destinati a vivere solo poche centinaia di milioni di anni. Le nebulosità blu che avvolge l'ammasso, visibile solo attraverso immagini a lunga esposizione, è una cosiddetta nebulosa a riflessione, cioè nubi di gas e polvere interstellare che diffondono la luce delle stelle calde dell'ammasso. Contrariamente a quanto si pensava inizialmente, queste nebulose non sono il gas residuo della formazione delle Pleiadi, ma piuttosto una regione di mezzo interstellare che è solo momentaneamente attraversata dalle Pleiadi.
Il fatto che oggi sappiamo che le Pleiadi rappresentino solo una piccola parte di una struttura molto più vasta le rende ancora più interessanti perchè stiamo in realtà guardando ciò che resta di un enorme evento di formazione stellare, avvenuto più di 100 milioni di anni fa.