
Vi avevamo raccontato quanto guadagniamo in Italia, fornendovi una fotografia dello stipendio medio e dei divari tra i lavoratori a seconda di area geografica, percorso di studi, settore, età, sesso, dimensioni dell’azienda e così via. Vi avevamo anche raccontato di come in Italia gli stipendi non siano in maniera assoluta i più bassi d’Europa, ma di come abbiano un potere d’acquisto inferiore e di come non siano aumentati a sufficienza rispetto alla crescita del costo della vita e dei prezzi: questo ha fatto sì che i salari reali (cioè calcolati in base al costo della vita) e il nostro potere d’acquisto si siano addirittura abbassati negli ultimi anni.
Ci avete scritto domandandoci: ma se negli ultimi anni lo stipendio medio italiano fosse aumentato al passo con i prezzi, a quanto dovrebbe ammontare oggi? Per capirlo dobbiamo prima spiegare con dati ufficiali quanto guadagnano gli italiani oggi e quanto sono aumentati i prezzi negli ultimi anni.
Quanto si guadagna oggi in Italia e quanto si guadagnava nel 2010
Come avevamo già analizzato, la retribuzione netta media in Italia è di circa 23mila euro l’anno, con variazioni che dipendono da vari fattori: dai titoli di studio al genere dei lavoratori, dall’area geografica alle dimensioni dell’azienda. Importante: con retribuzione media non si intende che tutti in Italia guadagnano mediamente questa cifra, ma che sommando tutti gli stipendi – dai più alti, che spettano a pochi, ai più bassi, percepiti da molti – e dividendo il totale per il numero di lavoratori, quello è il valore che si ottiene.
Molti lavoratori, purtroppo, percepiscono stipendi molto più bassi rispetto alla media statistica. Mensilmente, quindi, la media netta (cioè la cifra che arriva mediamente in tasca ai lavoratori dopo aver pagato tasse e contributi) è di circa 1770 euro – con una media leggermente più alta per i dipendenti del settore pubblico.
Facendo un salto nel passato di 15 anni, nel 2010, lo stipendio medio mensile netto di un lavoratore dipendente in Italia era di circa 1.286 euro al mese (dati ISTAT), 16.718 euro netti all’anno, facendo un calcolo su 13 mensilità. Il costo della vita, però, era più basso e dal 2010 a oggi è cresciuto in maniera molto più rapida rispetto agli stipendi.
Quanto sono aumentati i prezzi?
Per capire quanto dovrebbero essere aumentati gli stipendi, dobbiamo guardare quanto sono aumentati i prezzi dei beni e dei servizi in Italia negli ultimi anni. Come dato ufficiale possiamo utilizzare l’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo (NIC) pubblicato dall’ISTAT, che misura l’inflazione in Italia. Di seguito la media per anno nel nostro Paese dal 2010, calcolata su un paniere standard di beni e servizi per tutte le famiglie italiane.

L’aumento cumulato dei prezzi dal 2010 al 2025
Come calcoliamo l’aumento cumulato dei prezzi dal 2010 a oggi? Non con la somma delle percentuali anno per anno, ma con una somma “composta”: l’effetto composto (o capitalizzazione composta) è il principio per cui un incremento percentuale applicato più volte non si somma semplicemente, ma “si moltiplica” nel tempo. Quando qualcosa cresce ogni anno di una certa percentuale, l’anno successivo la percentuale non si applica più al valore originale, ma al valore già aumentato.
Facciamo un esempio: se nel 2021 i prezzi sono aumentati dell’1,9% e nel 2022 dell’8,1% (dati ISTAT, raccolti nella tabella qui sopra), non dovremo sommare queste due cifre (che ci darebbero un 10%), bensì dovremo fare la somma in modo composto. 1,019 × 1,081 ≈ +10,15 % cumulato.

Usando sempre l’indice ISTAT e applicando questo metodo su tutto il periodo compreso tra il 2010 e il 2025, possiamo “sommarne” gli effetti anno dopo anno. Se fissiamo il livello dei prezzi del 2010 pari a 100, applicando l’inflazione ufficiale anno per anno si arriva nel 2025 a un valore di 133,97. Questo numero significa che, in media, un paniere di beni e servizi che nel 2010 costava 100 euro nel 2025 ne costa circa 134. In altre parole, dal 2010 al 2025 i prezzi in Italia sono aumentati complessivamente di circa +33,97 %: questo è l’effetto cumulato ufficiale dell’inflazione italiana nello stesso periodo.
Qual è quindi il rapporto tra inflazione e stipendi?
Partendo dal valore medio di 28.243 euro lordi all’anno e di circa 19.800 – 20.500 euro netti all’anno, proviamo a calcolare un “adeguamento” dello stipendio affinché mantenga lo stesso potere d’acquisto in proporzione all’aumento dei prezzi. Tutti i calcoli sono basati sempre su dati ufficiali ISTAT e su stime consolidate degli stipendi medi (come detto, le situazioni individuali possono variare molto in base a settore, territorio e tipologia di contratto).
28.243 euro x 1,3397 = 37.847 euro lordi all’anno (a parità del potere d’acquisto)
21.150 euro x 1,3397 = 28.334 euro netti all’anno (a parità del potere d’acquisto)
Sempre seguendo questi calcoli, si tratta di circa 2.179 euro netti al mese. Si tratta di una misura teorica, che possiamo riassumere così: se nel 2010 uno stipendio medio era di circa 28mila euro lordi all’anno, per comprare oggi gli stessi beni e servizi quello stipendio dovrebbe essere salito a quasi 38mila euro – ma ne guadagnamo circa 32mila, con una differenza quindi di circa 6mila euro lordi l’anno. Ecco che, per una crescita salariale troppo lenta rispetto all’innalzamento dei prezzi, abbiamo perso potere d’acquisto.
In termini di potere d’acquisto, lo stipendio medio italiano oggi vale circa il 16% in meno rispetto al 2010. Questo, chiariamo, non significa che gli stipendi non siano mai aumentati, ma che non sono cresciuti abbastanza da tenere il passo con il costo della vita. Ed è anche per questo motivo che, anche senza “impoverirsi” sulla carta, molte persone oggi fanno più fatica ad arrivare a fine mese.