
Terminate le Olimpiadi Invernali, Milano-Cortina si prepara alle Paralimpiadi che si terranno dal 6 al 15 marzo e saranno inaugurate dalla Cerimonia di Apertura nell’Arena di Verona. L'edizione del 2026, la XIV, segna due tappe fondamentali per il movimento paralimpico: 50 anni dai primi Giochi Paralimpici Invernali della storia (Örnsköldsvik 1976) e 20 anni dal debutto del Wheelchair Curling ai Giochi, avvenuto proprio in Italia a Torino 2006. Tra il ghiaccio di Milano e le nevi di Cortina e Predazzo, sono attesi fino a 665 atleti provenienti da circa 50 Comitati Paralimpici Nazionali e saranno assegnate 79 medaglie d'oro (39 maschili, 35 femminili e 5 miste). Scopriamo insieme qualcosa in più sulla storia dei Giochi Paralimpici invernali.
Origine delle Paralimpiadi invernali: la prima edizione
Come già anticipato, le prime Paralimpiadi invernali ufficialmente riconosciute dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) si tennero a Örnsköldsvik, in Svezia, dal 21 al 28 febbraio 1976, sedici anni dopo la prima edizione delle Paralimpiadi estive di Roma 1960. L'ideatore di quest'ultime fu Ludwig Guttmann, neurologo tedesco che, rifugiatosi in Gran Bretagna per sfuggire dalle persecuzioni naziste, pensò di introdurre lo sport nella riabilitazione dei soldati resi paraplegici dalla guerra. Nel 1960, grazie all'amico e collega Antonio Maglio, Guttman portò in Italia le competizioni sportive durante le Olimpiadi romane.
L'uomo a cui si deve l'introduzione delle Paralimpiadi invernali, però, è Sepp Zwicknagl, sciatore austriaco con entrambi gli arti amputati che sperimentò per primo la sciata con protesi. Un’idea da cui nacque nel febbraio 1948 il primo corso di sci a tre piste, con 17 partecipanti da tutta l’Austria. Successivamente negli anni Settanta furono organizzate le prime gare di sci di fondo e nel 1974 il primo campionato mondiale a Grand Bornard (Francia), caratterizzato da gare alpine e nordiche disputate da atleti con amputazione e disabilità visive. L'edizione madre delle Paralimpiadi invernali nel 1976 vide la partecipazione di 198 atleti (161 uomini e 37 donne) provenienti da 16 Paesi, che conquistarono complessivamente 53 medaglie in sole due discipline: sci alpino e nordico. Fino al 1992 le Paralimpiadi invernali si tenevano nello stesso anno di quelle estive, in altre sedi rispetto alle Olimpiadi invernali. Dal 1994, con i Giochi di Lillehammer (Norvegia), le invernali si tengono due anni dopo le paralimpiadi estive, seguendo il ciclo delle Olimpiadi, nella stessa sede.
L'evoluzione delle Paralimpiadi invernali
Come si evince dalla tabella il movimento paralimpico è cresciuto esponenzialmente nel corso degli ultimi 50 anni, triplicando Paesi coinvolti, atleti partecipanti e sport, con questi ultimi che sono passati da due a sei, includendo oltre allo sci (alpino e nordico), il biathlon (dal 1988), l'ice hockey (dal 1994), il wheelchair curling (dal 2006) e lo snowboard (dal 2014). Lo slittino è entrato e uscito dal programma paralimpico due volte prima del Duemila.
Il logo delle Paralimpiadi
Il simbolo delle Paralimpiadi differisce per colori e stile da quello delle Olimpiadi, è conosciuto come "Agitos" ed è stato creato dal designer londinese Sheridan D.G. Davies nel 1994. La parola Agitos deriva dal latino "agito", "mi muovo", e racchiude l’idea di cambiamento, azione e spinta verso il futuro, sottolineando lo sport come motore di trasformazione personale e collettiva. E' composto non dai cinque cerchi classici, ma da tre forme curve, una blu, una rosso e una verde. I colori sono stati scelti perché sono i più utilizzati dalle bandiere del mondo mentre il logo rappresenta il corpo, la mente e lo spirito degli atleti con disabilità.
Tre atleti simbolo delle Paralimpiadi invernali e i loro record
L’atleta paralimpica invernale più medagliata di sempre è una leggenda del Para Cross Country Skiing, ovvero la norvegese Ragnhild Myklebust che ha vinto 27 medaglie, di cui 22 d'oro. Oksana Masters è un'altra icona grazie ai suoi successi con la bandiera a stelle e strisce in molteplici sport sia nelle Paralimpiadi estive (canoa e ciclismo, dove ha vinto cinque medaglie di cui quattro d'oro) che nelle Paralimpiadi Invernali: il bottino in inverno recita cinque ori, sette argenti e due bronzi vinti tra fondo e biathlon nelle ultime tre edizioni. L’ucraino ipovedente Vitaliy Lukyanenko, un altro simbolo di Milano-Cortina, è stato capace di vincere almeno un oro in ogni edizione da Torino 2006 a Pechino 2022, per un totale di otto, nella categoria visually impaired.