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13 Ottobre 2026
13:30

Com’è fatta la racchetta da padel e la differenza con quella da tennis: fibra di carbonio e gomma EVA

Senza corde e più corta di quella da tennis, la racchetta da padel nasconde al suo interno una specie di sandwich di materiali come carbonio e gomma EVA. Il regolamento ne fissa le misure ma lascia libero il peso, e i fori tipici che la compongono potrebbero avere un effetto molto limitato.

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Com’è fatta la racchetta da padel e la differenza con quella da tennis: fibra di carbonio e gomma EVA
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L'interno di una racchetta da padel. Immagine generate con AI a scopo illustrativo.

La racchetta da padel non ha corde, al loro posto c'è un piatto rigido e bucherellato che è costruito a sandwich, con due facce esterne in fibra di carbonio o di vetro, un'anima di gomma nel mezzo e un telaio che tiene insieme il tutto.
Il regolamento internazionale stabilisce quanto può essere grande, al massimo 45,5 cm di lunghezza, 26 cm di larghezza e 38 mm di spessore, ma non dice niente su quanto debba pesare. Quanto ai fori (obbligatori), secondo uno studio hanno un effetto quasi nullo sull’aerodinamica della racchetta. Un concentrato di ingegneria dei materiali che in questi giorni si può ammirare ai massimi livelli proprio a Milano, dove i fuoriclasse di questo sport si stanno sfidando in una tappa del circuito Premier Padel.

Di quali materiali sono fatte e quanto misurano

Le regole del padel le scrive la Federazione Internazionale Padel (FIP), che in poche righe descrive la racchetta come composta da una testa e da un manico, il quale non può superare i 20 cm di lunghezza, e nel suo complesso non deve andare oltre i 45,5 cm. Sono oltre 20 centimetri in meno rispetto a una tipica racchetta da tennis. La testa invece può essere larga al massimo 26 cm e spessa al massimo 38 mm, poco meno di quattro centimetri, con una tolleranza del 2,5% sullo spessore.

Nella parte centrale la superficie deve essere attraversata da fori con un diametro tra 9 e 13 mm, senza un limite al loro numero, e le facce devono essere piatte ma non necessariamente lisce. C'è poi il laccetto da legare al polso, obbligatorio, tanto che la coppia perde il punto se un giocatore lo rompe o si lascia sfuggire la racchetta durante lo scambio. Peso e materiali invece restano una scelta dei produttori.

“Aprendo" una racchetta ed esaminandone la sezione si trovano tre parti. Il telaio è il bordo che circonda la testa e deve sopportare i colpi, anche quelli accidentali contro le pareti del campo, per questo solitamente è in fibra di vetro o, nei modelli di fascia alta, in fibra di carbonio o kevlar. In mezzo c'è l'anima, lo strato più spesso, fatto di gomma EVA oppure di schiuma di polietilene. È questa parte a determinare buona parte delle sensazioni durante il colpo: la gomma EVA, un materiale spugnoso e molto flessibile, è un po' più dura e rende più facile il controllo, a scapito di un po' di potenza, mentre chi è alle prime armi usa spesso racchette in polietilene, che possono perdonare maggiormente i colpi imprecisi. A chiudere il sandwich ci sono le due facce, cioè la parte che tocca davvero la pallina, realizzate per lo più in fibra di carbonio, in fibra di vetro o in grafite.

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Misure e struttura di una racchetta da padel. Immagine generata con AI a scopo illustrativo

A cosa servono i fori nelle racchette da padel

I fori non sono una scelta dei produttori ma un obbligo regolamentare. Lo scopo di questi fori è legato al peso, all'aerodinamica e alla rigidità, ma nei fatti non incidono tanto quanto potrebbe sembrare. Ogni foro toglie un po' di materiale, e con decine di fori il risparmio in termini di peso si concentra proprio nella parte della racchetta più lontana dalla mano, che è anche quella che conta di più quando si muove la racchetta. Una testa più leggera rende la racchetta più facile da manovrare, soprattutto nei colpi veloci a rete, e al tempo stesso la rende meno rigida, riducendo lo stress su gomito e spalla.

Sull'aerodinamica invece i pareri sono contrastanti. Nel 2013 i ricercatori di ingegneria meccanica all'Università di Tarragona hanno studiato il comportamento delle racchette evidenziando che i fori incidono pochissimo sulla resistenza dell'aria e che il giocatore difficilmente noterà differenze tra una racchetta forata e una senza fori. Nella pratica i fori servono soprattutto ad alleggerire la testa, e chi progetta una racchetta deve trovare il giusto equilibrio tra quanto materiale togliere e quanta robustezza mantenere.

Forma, peso e differenze con la racchetta da tennis

Le forme più diffuse sono tre: tonda, a goccia e a diamante.
Nella racchetta tonda il peso è al centro, a metà strada tra la superficie di gioco e l'impugnatura, ed è quella più indicata per i principianti. In quella a goccia il peso si sposta leggermente verso la punta ed è la scelta più comune tra i giocatori di livello intermedio, mentre nella forma a diamante si sposta ancora più in alto, dando più potenza ma meno controllo, ed è usata soprattutto da chi gioca ad alto livello. Quanto al peso, le racchette in commercio viaggiano tra 330 e 370 grammi, più di una racchetta da tennis moderna, che si ferma intorno ai 300.

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Forme tipiche di una racchetta da padel. Immagine generata da AI a scopo illustrativo.

Al di là di forme e materiali, tra un modello e l'altro la differenza è più piccola di quanto si pensi. Uno studio del grande negozio online specializzato in attrezzatura da tennis e padel Tennis Warehouse ha misurato in laboratorio 50 racchette, calcolando che lo scarto di potenza tra la più potente e la meno potente nella maggior parte dei casi si ferma tra il 5 e il 7%. Conta molto di più la velocità con cui la racchetta arriva sulla pallina, impressa dal braccio dell’atleta. Durante l'urto, inoltre, la pallina si deforma molto più della racchetta, ed è anche per questo che la pallina da padel ha caratteristiche pensate apposta, a partire da una pressione interna più bassa rispetto a quella da tennis. La scelta della racchetta resta quindi soprattutto una questione di comodità e maneggevolezza, in particolar modo per chi si avvicina a questa disciplina.

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