
Passiamo da robot bracci meccanici fissi a macchine con intelligenza artificale incorporata: la robotica umanoide potrebbe essere una rivoluzione. Grazie all'unione tra intelligenza artificiale e corpo meccanico nasce la "Physical AI", una tecnologia in cui l'intelligenza artificiale integrata nei robot umanoidi li rende capaci di agire nel mondo reale, apprendere osservando e collaborare direttamente nei processi produttivi e domestici. Lo scopo è di liberarci dalle mansioni più faticose e ripetitive.
Il mercato globale della robotica umanoide ha già superato i 2,7 mld di euro nel 2025 e si stima raggiungerà i 70 mld entro il 2035. L'Italia è in prima linea, posizionandosi come il secondo Paese in Europa per densità di robot.
Oltre la macchina, robot umanoidi e Physical AI
Siamo stati abituati a considerare i robot poco più che elettrodomestici intelligenti, come quelli che puliscono i pavimenti o servono vassoi nei ristoranti, o ai bracci meccanici fissi nelle catene di montaggio. Ma oggi siamo davanti a un vero salto evolutivo, siamo davanti a dei robot umanoidi dotati di Physical AI (Intelligenza Artificiale Fisica), che rappresentano la frontiera tecnologica del 2025-2026, segnando il passaggio dell'intelligenza artificiale (IA) dal software al mondo reale”.
Non parliamo più solo di macchine che camminano su due gambe o di solo aspetto antropomorfo, ma di versatilità e capacità cognitiva, una tecnologia che unisce corpo e mente digitale. Oggi, grazie all'integrazione con la robotica, l' entra nel mondo reale. Fino a ieri, l'IA era confinata dietro uno schermo. Abbiamo intervistato il Prof. Bruno Siciliano, Professore Ordinario di Automatica e Robotica all’Università di Napoli Federico II, ci ha spiegato che siamo alla nascita di quella che potremmo definire "Physical AI" o "Act-GPT": un sistema che non si limita a generare testi, ma impara a compiere azioni fisiche e a interagire con l'ambiente in modo empatico e naturale. Il futuro lo intravede "Phygital": un ponte dove, grazie ai "gemelli digitali", ogni movimento viene simulato alla perfezione prima di essere eseguito nel mondo reale, rendendo i robot collaboratori sempre più sicuri e naturali.

Un mercato da 70 mld: l'Italia protagonista in Europa nella robotica umanoide
Lo scenario che ieri era confinato ai laboratori di ricerca è oggi una realtà economica travolgente. Il mercato globale dei robot umanoidi ha superato i 2,7 mld di euro nel 2025 e si prepara a toccare i 70 mld entro il 2035, con una crescita impressionante del 2.500%. In questa rivoluzione, l'Italia occupa una posizione privilegiata: con oltre 8.700 nuovi robot installati nell'ultimo anno, il nostro Paese è il secondo in Europa per densità robotica. Non parliamo più di bracci meccanici fissi, ma di sistemi mobili e adattabili capaci di assemblare componenti con precisione millimetrica nelle fabbriche, accogliere ospiti negli hotel o pattugliare aree industriali rilevando anomalie in tempo reale.
Tra 5 o 10 anni, vedere un umanoide nelle nostre case potrebbe essere normale quanto lo è oggi avere uno smartphone. La sfida non è l'uomo contro la macchina, ma la creazione di un modello di collaborazione dove la tecnologia diventa uno strumento di crescita e sicurezza per tutti noi.
Collaborazione uomo-robot-AI: liberare il talento umano
Ma i robot ci ruberanno il lavoro? Nonostante i timori comuni, il Prof. Siciliano ci rassicura: la robotica umanoide non nasce per sostituire l'uomo, ma per elevarne il ruolo. Il vero obiettivo di questa tecnologia è il cosiddetto empowerment: delegando alle macchine le mansioni più faticose, ripetitive e stressanti, potremo finalmente recuperare tempo per la nostra intelligenza creativa naturale. Più spazio alla creatività, ai sentimenti e al talento. Immaginate un chirurgo che, supportato da una precisione robotica millimetrica, può concentrarsi esclusivamente sulla strategia dell'intervento senza stress fisico. Il futuro non è l'uomo contro la macchina, ma un modello in cui la tecnologia diventa un sarto che cuce soluzioni su misura per potenziare le capacità umane.
