
Le pelli di foca (o pelli d'arrampicata) sono dei tessuti da applicare sotto gli sci per poter risalire lungo un pendio innevato senza scivolare all'indietro. Sono fondamentali nello sci alpinismo (chiamato anche scialpinismo), la disciplina sportiva che combina salite e discese in montagna, soprattutto nei fuoripista, introdotta per la prima volta nei giochi giovanili di Losanna 2020 ed entrato ufficialmente nei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. I peli di questi tessuti sono orientati in modo da favorire lo scorrimento in avanti e aumentare l‘attrito quando si tende a indietreggiare. Una volta arrivati in cima, vengono tolte prima di ridiscendere sulle piste da sci. Il nome deriva dall'uso storico del manto della foca comune, anche se in passato venivano usate anche le pellicce di altri mammiferi, come le renne. Oggi le pelle sono realizzate con materiali moderni come mohair e nylon. Se state seguendo le gare olimpiche in questi giorni, fate attenzione ai cosiddetti "cambi di assetto", i momenti più concitati e decisivi della gara, in cui gli atleti, arrivati in cima, strappano via queste pelli dagli sci in frazioni di secondo per lanciarsi verso il traguardo a caccia di una medaglia.
A cosa servono le pelli di foca e come funzionano
Il principio chiave per capire il funzionamento delle pelli di foca è l'attrito anisotropo, ovvero una forza di attrito che varia a seconda della direzione considerata. Le pelli sono infatti costituite da peli orientati e inclinati in un determinato verso:
- durante una salita, spingendo gli sci in avanti, i peli si appoggiano sotto il peso della persona e c'è poca resistenza allo scorrimento.
- se si scivola all'indietro, i peli si rizzano e si agganciano alla neve: si viene a formare un maggiore attrito e c'è resistenza nel procedere in discesa.

Uno studio condotto dalla University of Applied Sciences Technikum Wien ha analizzato il comportamento di diverse pelli d'arrampicata valutandone i valori di attrito radente, cioè quella forza di attrito tipica di due superfici a contatto che strisciano l'una sull'altra. Le pelli presentato una glide direction (direzione di scorrimento, quella per procedere in salita) e una grip direction (direzione anti-arretramento, che ostacola lo scivolamento all'indietro). L'obiettivo dell'esperimento era confrontare i risultati delle prove con le caratteristiche dichiarate dai produttori. Dai dati emerge però che i valori ottenuti sono fortemente influenzati dalle condizioni ambientali (in particolare dalla temperatura), rendendo difficile un confronto diretto e univoco.

Credit: Ppong.it, CC BY–SA 3.0, via Wikimedia Commons
Perché si chiamano in questo modo? Significato e origini
Le pelli d'arrampicata sono anche conosciute come pelli di foca perché in passato veniva realmente utilizzato il manto della foca comune (Phoca vitulina), fissato sotto gli sci. Il pelo di questo animale, naturalmente dotato di peli orientati in un'unica direzione, permetteva di avanzare in salita limitando al tempo stesso lo scivolamento all'indietro.
Fonti storiche citano anche pelli di altri mammiferi: in una testimonianza dell'arcivescovo svedese Olao Magno si racconta che i Saami (popolazione indigena che nel sedicesimo secolo abitava nella regione dell'attuale Lapponia) usassero sci con pelli di renna applicate sulla superficie inferiore per evitare di scivolare all'indietro durante le ripide salite innevate.

Oggi vengono utilizzati tessuti sintetici
Oggi le pelli d'arrampicata utilizzate per lo sci alpinismo non derivano più dal manto delle foche, ma si usano altre fibre tessili moderne. Le più comuni sono il mohair, ricavato dalla pelliccia della capra d'Angora e molto simile alla lana sia nella composizione che nelle proprietà, o il nylon, un polimero sintetico apprezzato per l'elevata resistenza.
Un altro ambito che richiede sviluppo tecnologico è quello delle colle adesive che si usano per fissare le pelli sotto gli sci. Queste infatti devono essere sufficientemente resistente da non staccarsi durante la salita, ma al tempo stesso devono essere facilmente rimovibili una volta raggiunta la cima, prima di affrontare la discesa.