
Sono state identificate le più antiche decorazioni geometriche realizzate da Homo sapiens note fino ad oggi, databili tra i 64.000 e i 59.000 anni fa. Come riportato dal nuovo studio condotto dall'Università di Bologna in collaborazione con La Sapienza di Roma, si tratta di alcune incisioni ritrovate su frammenti di gusci di uova di struzzo, rinvenuti in tre diversi siti dell'Africa Meridionale – tra Sudafrica e Namibia – e caratterizzati da linee incrociate e reticoli, organizzati in pattern coerenti.


I reperti appartengono alla cosiddetta Cultura di Howiesons Poort, espressione delle popolazioni che vissero nell'Africa Meridionale alla fine del Paleolitico Medio, attorno ai 60.000 anni fa. In tre siti, due in Sudafrica e uno in Namibia, sono stati ritrovati 112 frammenti di gusci di uovo di struzzo, che presentano diverse serie di incisioni. Lo studio, che ha come capofila Valentina Decembrini dell'Università di Bologna, ha dimostrato come queste non fossero casuali. Le incisioni sarebbero state eseguite deliberatamente, segnalando come i primi Homo sapiens possedessero già capacità cognitive tali da portare alla realizzazione di forme e motivi geometricamente e spazialmente complessi.

I frammenti dei gusci (in Africa le uova di struzzo sono state utilizzate come contenitori per l'acqua a partire dal Paleolitico Medio, e alcune comunità le utilizzano ancora a questo scopo) sono stati sottoposti prima a una tracciatura digitale di tutti i motivi, e poi a scrupolose analisi geometriche, spaziali e statistiche, che hanno permesso di individuare forme e pattern ricorrenti, nonché la loro incidenza nel campione analizzato. Si è tenuto conto delle curve e degli angoli, ma anche di elementi come il parallelismo, la spaziatura tra le incisioni, le ripetizioni e le variazioni di un determinato schema.

Statisticamente, circa il 79% delle incisioni analizzate è costituita da linee dritte, contraddistinte da una forte presenza di segni paralleli. Inoltre gli angoli di 90° sono assai più frequenti di quanto lo sarebbero se le incisioni fossero casuali. Considerando questi elementi, è assai improbabile che le incisioni sui gusci non siano state realizzate in maniera intenzionale. Le decorazioni sarebbero state eseguite quindi deliberatamente, da individui che possedevano già avanzate capacità cognitive, in grado di generare un pensiero geometrico e spaziale complesso, già 60.000 anni fa.