
Mai così vicini al Sole, almeno per quest'anno: alle 18:15 italiane del 3 gennaio 2026 la Terra raggiungerà il perielio, cioè il punto della sua orbita alla minima distanza dal Sole. Parliamo di una distanza di 147.099.894 km, cioè 4,98 milioni di km in meno rispetto alla massima distanza dal Sole, l'afelio, che quest'anno verrà raggiunto il 6 luglio.
Nonostante la massima vicinanza al Sole, siamo nel pieno dell'inverno, cioè la stagione più fredda. Almeno qui da noi nell'emisfero nord (nell'emisfero sud ora è piena estate). La spiegazione è semplice: la variazione di distanza Terra-Sole durante l'anno è solamente del 3% circa, quindi a ben guardare non molto. L'effetto quindi esiste, ma è completamente sovrastato da quello dovuto al vero motivo per cui esistono le stagioni, cioè l'inclinazione dell'asse terrestre. È questo il fattore da cui dipende quanta energia arriva per metro quadro di superficie e dunque quale sarà la temperatura dell'aria. Ora siamo vicini al solstizio d'inverno, quindi il nostro emisfero riceve i raggi solari praticamente con la massima inclinazione possibile durante l'anno.
Quando la Terra raggiunge il perielio e perché accade
Il perielio terrestre nel 2026 cade alle 18:15 (ora italiana) del 3 gennaio. Da un punto di vista astronomico, la Terra non si trova sempre alla stessa distanza dal Sole perché l'orbita del nostro pianeta (così come ogni altra orbita) non è perfettamente circolare ma leggermente ellittica, cioè “schiacciata”, come stabilito dalla prima legge di Keplero. Questo si aggiunge al fatto (stabilito sempre dalla prima legge del grande astronomo tedesco) che il Sole si trova spostato rispetto al centro dell'ellisse, in uno due punti che in gergo tecnico vengono chiamati fuochi dell'ellisse. Questa situazione geometrica rende conto dei circa 5 milioni di km di differenza tra la distanza Terra-Sole durante l'afelio e il perielio.

Perché è inverno quando il Sole è più vicino
Spieghiamo ora perché non è la distanza dal Sole ma l'inclinazione dell'asse terrestre a determinare l'alternanza delle stagioni. Per capirlo, basta fare qualche calcolo. Come abbiamo visto, la differenza di distanza all'afelio e al perielio è di circa 5 milioni di km, cioè meno del 3,5% rispetto alla distanza media Terra-Sole (149,6 milioni di km). Da un punto di vista dell'energia solare ricevuta sulla Terra, questo si traduce in una +6,5% circa al perielio rispetto all'afelio. Non pochissimo in assoluto, ma nell'emisfero nord il perielio cade in un periodo in cui l'inclinazione dei raggi solari si somma a quella dell'inclinazione terrestre nell'emisfero nord (vd. la parte destra dell'immagine qui sotto).

Ricordiamo infatti che l'asse terrestre è inclinato di circa 23,5° rispetto al piano orbitale della Terra. Quindi, nel pieno dell'inverno dalle nostre parti il Sole a mezzogiorno è ben 47° più basso rispetto al Sole di mezzogiorno nel pieno dell'estate. In termini di irraggiamento, la differenza è del –250% circa, cioè d'inverno l'energia per metro quadro in arrivo dal Sole è 2 volte e mezzo più bassa rispetto a quella che riceviamo in estate. Un effetto quindi molto più potente rispetto al +6.5% dovuto alla minore distanza dal Sole.