
Siamo andati a Tavullia, nel Ranch di Valentino Rossi dove ogni anno si corrono i 100 km dei campioni, per capire la fisica e la tecnica del traverso, o powerslide, cioè quella tecnica di derapata in curva in cui si fa perdere aderenza alla ruota posteriore della moto. La gara nel Ranch di Valentino infatti si svolge su una pista non asfaltata, dove è presente un mix di sabbie su un fondo di cemento, per cui l'attrito delle ruote è molto diverso da quanto avviene nel MotoGP. Un terreno sicuramente molto più adatto per lanciarsi in derapate acrobatiche e spettacolari. Anche le moto sono diverse da quelle del MotoGP: sono moto da enduro modificate con sospensioni più basse e ruote più adatte alla pista.
Ma come si fa un traverso? Il pilota si presenta alla curva curva ad alta velocità, chiude il gas e frena soprattutto con il freno anteriore. In questo modo il peso della moto e del pilota vengono proiettati in avanti. Tecnicamente si dice che c’è un trasferimento del carico all’anteriore. Questo carico va a “premere” lo pneumatico della ruota anteriore sul fondo stradale, rendendolo ben saldo tanto da fare un po' da “perno” durante la curva.
A questo punto il pilota effettua un controsterzo, cioè muove il manubrio nella direzione opposta a quella in cui deve curvare. La ruota posteriore, già meno salda sul terreno rispetto a quella anteriore, diventa libera di scivolare e la moto comincia a ruotare. È a questo punto che il pilota riapre il gas e questo fa scivolare verso l'esterno la ruota posteriore. Guardando alla geometria della moto, abbiamo la ruota davanti che punta verso la curva e quella dietro che scivola in direzione opposta: ecco che abbiamo fatto un traverso!
La moto è posizionata in modo ottimale per “tagliare” la curva, ma nel farlo occorre mantenere la derapata controllando lo scivolamento della ruota posteriore con il manubrio ma soprattutto con l'acceleratore. Eh sì, perché più gas significa più rotazione, mentre meno gas significa più stabilità. Anche il manubrio, in questa fase, è usato per mantenere la stabilità della moto e non per sterzare. In tutto questo, il pilota mantiene il suo corpo in avanti (per migliorare l'aderenza della ruota anteriore) e inclinato verso l'interno della curva.
Il traverso termina all'uscita dalla curva: si toglie gradualmente il carico all'anteriore (anche spostando il corpo all'indietro), si raddrizza la moto e si riapre il gas.