
Da ieri è in corso un'attività effusiva da tracimazione lavica dall'area craterica Nord del vulcano Stromboli, nelle Isole Eolie. A riportarlo è l'INGV con un comunicato rilasciato nella giornata di ieri, dopo aver registrato l'attività dalle 17:36 di domenica 12 aprile. Il flusso lavico ha origine nella parte medio-alta della Sciara del Fuoco, il grande canalone che scende lungo il fianco nord-occidentale del vulcano siciliano: è proprio da qui che, nelle fasi di attività più intensa, la lava tracima dal cratere e scivola a valle.
Sul piano sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente su valori alti, ma non ancora fuori dall'ordinario per un vulcano come lo Stromboli. Il livello di allerta dichiarato dal Dipartimento della Protezione Civile rimane quindi giallo (attività eruttiva da bassa a media): il vulcano si trova cioè in uno stato di potenziale disequilibrio, ma non ancora in una condizione di emergenza. Lo stato di allerta gialla è caratterizzato da colate laviche di breve durata lungo la Sciara del Fuoco e modeste deformazioni del suolo nell'area craterica.
Non si tratta di un evento isolato: tra il 31 marzo e il 2 aprile 2026 si era già verificato un episodio di emissione lavica per tracimazione dall'area craterica Nord, il dodicesimo dall'inizio dell'anno. Del resto Stromboli è uno dei pochi vulcani al mondo in attività persistente, che proprio in onore di questo vulcano viene chiamata stromboliana: ogni 10-20 minuti si verificano esplosioni di breve durata e intensità moderata, con getti di lava, lapilli e cenere fino a qualche centinaio di metri di altezza. Non a caso da secoli Stromboli è soprannominato “il faro del Mediterraneo” proprio per la sua attività continua e regolare.