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Cosa fa il copilota nel rally? Scopriamo il suo ruolo a bordo della Ford Puma Rally1 ibrida

Siamo stati in Inghilterra a provare la Ford Puma Rally1 ibrida per capire il ruolo del copilota nel rally e l'importanza delle cosiddette "pacenotes", dalla fisica teorica a quella applicata.

6 Dicembre 2022
18:30
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Cosa fa il copilota nel rally? Scopriamo il suo ruolo a bordo della Ford Puma Rally1 ibrida
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Vi siete mai chiesti perché il copilota sia parte dell’equipaggio di un’auto da rally e cosa faccia? Il pilota non potrebbe guidare da solo? La risposta è assolutamente no. Il ruolo del copilota, detto anche navigatore, è imprescindibile e i compiti che svolge sono essenziali per poter portare a termine una corsa. In sostanza, il copilota compila il cosiddetto road book (o radar) scrivendo delle note che gli detta il pilota, chiamate pacenotes. Si tratta di appunti che descrivono con un linguaggio unico e tecnico il tracciato della corsa e che il copilota ha il compito di comunicare con anticipo durante la gara. In qualche modo rappresentano la fisica teorica del rally, poi applicata dal pilota guidando.

Siamo stati invitati in Inghilterra da Ford e M-Sport per testare l’importanza del copilota a bordo della nuova Ford Puma Rally1 ibrida. A guidarla è stato un pilota d’eccezione: Pierre-Louis Loubet, vincitore del titolo mondiale WRC-2 nel 2019.

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Il ruolo e i compiti del copilota

A differenza della Formula Uno, dove la pista è un circuito chiuso che si ripete anche 45-50 volte e le curve possono essere memorizzate dai piloti, i tracciati da rally sono molto spesso aperti, cioè non si ripetono. È quindi praticamente impossibile per il pilota memorizzare ogni curva, rettilineo o salto. Entra così in gioco l’esigenza di avere un copilota o co-driver, come si dice in inglese.

Il ruolo del copilota è quello di scrivere delle note che il pilota gli detta durante uno o più giri di ricognizione e in seguito leggerle al pilota durante la gara con perfetto tempismo.

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Cosa sono e a cosa servono le pacenotes

Le note, in inglese pacenotes, sono in pratica la descrizione ultra sintetica dei segmenti di tracciato che si stanno per affrontare e servono per comunicare in maniera rapida e intuitiva quante più informazioni possibili al pilota che a sua volta guiderà l’auto.

Per questo motivo, ogni coppia “pilota-copilota” sviluppa un linguaggio personalizzato per trasferirsi informazioni cruciali in modo fluido e veloce: infatti quando il copilota dà una nota apparentemente semplice, al suo interno sono contenute tantissime informazioni come l’ampiezza e la lunghezza della curva, la velocità a cui affrontarla, la presenza di pericoli come buche o ostacoli, la distanza con il segmento successivo.

Dovete poi immaginare che tutto ciò accade a velocità incredibili, tra salti e sobbalzi violenti. E le sequenze di note vengono trasferite a raffica dal copilota, che anticipa a volte 2, 3 o più segmenti del tracciato per volta.

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Un esempio concreto di pacenotes

Facciamo un esempio di pacenotes: “curva a destra stretta, ma non troppo, dopo una cunetta che poi si apre verso un rettilineo di 100 metri” si potrebbe tradurre in “Cr R2+ < R4 100”.

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Questa formula per noi incomprensibile, viene percepita e visualizzata nella mente del pilota come una vera e propria sequenza del tracciato e poi applicata con un preciso modo di guidare. È come se il copilota rappresentasse con le sue note la fisica teorica e il pilota le mettesse in pratica come fisica applicata.

Nell’atto di guidare, infatti, sono inclusi centinaia di micro-calcoli che devono tener conto della superficie di gara, della velocità dell’auto e del suo assetto, dell’angolo di scivolamento in curva e decine di altri aspetti fisici come l’arco di un salto e l’assorbimento dell’urto dopo l’atterraggio.

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