
Il Brutalismo è una delle correnti architettoniche più facili da riconoscere che ci siano: questo perché gli edifici brutalisti espongono in bella vista i materiali di cui sono fatti, perlopiù calcestruzzo (da cui il nome brutalismo, dal francese beton brut, cemento grezzo), con gli impianti esposti. Sviluppatosi nel secondo dopoguerra in Inghilterra, dopo non molto ha raggiunto anche l'Italia, dove si è diffuso da nord a sud con esempi di edifici diventati celebri, anche se spesso con una cattiva nomea. Vediamo i 10 più famosi.
- 1La Torre Velasca di Milano
- 2Le Lavatrici di Genova
- 3Il complesso Rozzol Melara di Trieste
- 4Le Vele di Scampia
- 5Il Santuario e Basilica della Madonna delle Lacrime a Siracusa
- 6L'Istituto statale di istruzione superiore Cipriano Facchinetti a Castellanza
- 7L'Istituto Marchiondi di Milano
- 8La Chiesa dell'Autostrada del Sole
- 9La Chiesa di San Giovanni Bono a Milano
- 10Il Complesso Edilizio Tre Fontane di Roma
La Torre Velasca di Milano

Nel 1951 si apre, in pieno centro storico di Milano (a due passi dal Duomo) il cantiere della Torre Velasca: commissionata dalla Società Generale Immobiliare allo studio milanese BBPR (fondato da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers), è oggi uno dei landmark più famosi e controversi della città. Insieme al grattacielo Pirelli di Gio Ponti, ha incarnato la rinascita economica e culturale di Milano dopo la Seconda Guerra Mondiale, accompagnando l’architettura italiana verso la sua stagione post-moderna.
Le Lavatrici di Genova

Il complesso residenziale nel quartiere San Pietro di Genova è chiamato ufficialmente Pegli 3 ma è noto ai più come “Lavatrici” per via dei caratteristici oblò. Il progetto, firmato da Aldo Luigi Rizzo e Aldo Pino (in collaborazione con Angelo Sibilla e Andrea Moro) è uno dei molti esempi brutalisti in Liguria – dal Palazzo di Giustizia di Savona alle Case Rosse di Framura – e rappresenta, risalendo agli anni Ottanta, a uno degli ultimi casi di grossi interventi di edilizia residenziale pubblica di Genova. È considerato un ecomostro, e negli anni ha dato molte difficoltà agli inquilini, tra infiltrazioni e distacco dell'intonaco.
Il complesso Rozzol Melara di Trieste

Costruito fra il 1969 e il 1982, il complesso Rozzol Melar è un gigantesco esperimento di social housing voluto dall'Istituto autonomo per le Case Popolari. Realizzata da un team di trenta architetti guidati da Carlo Celli, la Melara era stata immaginata sulla scorta delle opere dell'architetto Le Corbusier come esempio di "housing sociale" per 2500 persone, con 400 appartamenti distribuiti in due edifici a L, connessi da corridoi, scale, svolte, piazze coperte. Le difficoltà sociali sono state parzialmente compensate negli anni dalle associazioni di quartiere.aa
Le Vele di Scampia

Le Vele di Scampia, a nord di Napoli, sono un complesso residenziale edificato tra il 1972 e il 1980: prendevano il nome dalla forma triangolare, che ricorda quella di una vela. Il complesso, progettato dall'architetto Francesco Di Salvo, era originariamente composto da 7 edifici su un'area di 115 ettari: sei di questi sono stati demoliti rispettivamente nel 1997, 2000, 2003, 2020, 2025 e 2026, e l'ultimo rimasto è in riqualificazione. Questo intervento è stato giustificato dalla nomea di luoghi malfamati delle aree comuni del complesso e del quartiere: le vele stesse erano diventate, dagli anni Novanta, un simbolo del degrado del quartiere.
Il Santuario e Basilica della Madonna delle Lacrime a Siracusa

Conosciuto anche per il miracolo della lacrimazione di un'effigie in gesso del Cuore Immacolato di Maria, il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa è diventato dal 2002 basilica minore e dal 2019 santuario regionale. L'opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat, con opere strutturali dell'ingegnere Riccardo Morandi. La sua costruzione fu molto lunga, anche per le polemiche e lo scontento degli abitanti: ebbe inizio nel 1966 e fu completata solo nel 1994.
L'Istituto statale di istruzione superiore Cipriano Facchinetti a Castellanza

L'edificio di Castellanza (Varese), opera tra le più note dell'architetto Enrico Castiglioni, è frutto della collaborazione con l'ingegnere Carlo Fontana. Visto dagli esperti come "uno dei migliori esempi di architettura brutalista", l'edificio di Castiglioni lascia in evidenza la sua struttura complessa, imponente nonostante la povertà dei materiali. Scriveva Castiglioni: "Questo edificio ha introdotto nell'edilizia scolastica – forse per la prima volta in Italia – l'identificazione dell'architettura con la struttura, in questo caso molto complessa nel sistema delle volte".
L'Istituto Marchiondi di Milano

L'edificio è considerato un capolavoro dell'architettura brutalista ma è attualmente ridotto in stato di grave abbandono. Collegati tra loro da percorsi coperti e nel verde, i quattro nuclei edilizi principali (costruiti nel corso degli anni Cinquanta) accolgono rispettivamente uffici e direzione dell'Istituto Marchiondi Spagliardi, il convitto per gli studenti, il volume per i docenti e un centro scolastico. Interessante la scelta dell'architetto Vittoriano Viganò di abolire le tradizionali camerate in favore di alloggi duplex per dodici ragazzi.
La Chiesa dell'Autostrada del Sole

Costruita per ricordare i caduti sul lavoro causati della costruzione dell’Autostrada del Sole, la Chiesa è stata edificata, su progetto dell’architetto Giovanni Michelucci, in un simbolico punto mediano tra Milano e Napoli, le due città collegate dall'infrastruttura. «La forma generale è quella di una tenda, il che può significare, analogicamente, il “transito”, e non la dimora definitiva degli uomini sulla terra», disse lo stesso architetto. Realizzata in pietra di San Giuliano e cemento bianco della Sardegna, fu completata nel 1964.
La Chiesa di San Giovanni Bono a Milano

Come tutto il resto del nuovo quartiere Sant'Ambrogio di Milano, anche la chiesa di San Giovanni Bono viene realizzata negli anni Sessanta dall'architetto Arrigo Arrighetti. Posta al centro del quartiere, spicca per la sua forma triangolre: la copertura a vela sale dall'area del presbiterio sale fino a creare una cuspide in corrispondenza della facciata. Le pareti, all'esterno e all'interno, sono in calcestruzzo a vista, traforate da un gran numero di finestrelle colorate: la copertura, distrutta da un incendio del 1980 è stata ricostruita con un nuovo disegno.
Il Complesso Edilizio Tre Fontane di Roma

Quest'opera di Giuseppe Perugini è considerata l'espressione più genuina del brutalismo romano dei primi anni Sessanta.