
Conosciamo tutti parole come emiro, visir, sultano, califfo, scià e simili, ma spesso non abbiamo cognizione precisa del loro significato e le usiamo in maniera confusa. Le parole in questione indicano titoli regali, politici, religiosi e militari del mondo islamico. Ogni titolo ha un preciso significato. Alcuni titoli sono usati in tutti i Paesi musulmani, altri sono diffusi solo in specifiche aree del vasto e diversificato mondo islamico. Inoltre, alcuni titoli si riferisco ai sovrani, altri ai funzionari politici e agli aristocratici, altri ancora ad autorità religiose (sebbene in molti casi autorità politica e religiosa coincidano) o giudiziarie. Infine, alcuni titoli indicano autorità con precise funzioni, altri hanno un significato generico e talvolta sono usati in modo esclusivamente onorifico.

Califfo
Califfo, dall'arabo khalifa che significa letteralmente "successore", indica il successore di Maometto alla guida della comunità dei credenti. Il califfo è, in teoria, la guida religiosa e politica di tutto l’Islam. I primi califfi, vissuti nel VII secolo, erano effettivamente riconosciuti come capi da tutti i musulmani. In seguito, il mondo islamico si frammentò sia sul piano religioso, per la scissione tra sunniti e sciiti, sia sul piano politico, per la nascita di regni indipendenti. Continuò a esistere, però, un califfo riconosciuto da tutti i sunniti. Dal XVI secolo il titolo fu attribuito al sultano dell’Impero ottomano, principale Stato a maggioranza musulmana. Nel 1924, due anni dopo il crollo dell’impero, il califfato fu abolito. Da allora non esiste un califfo universalmente riconosciuto ma in alcune occasioni sono stati avanzati tentativi di ripristinarlo, come in anni recenti ha fatto il leader dello Stato islamico al-Baghdadi.
Emiro
Emiro, dall'arabo amir che letteralmnte significa "comandante", è un termine usato eclusivamente nei Paesi arabi e si riferisce a chi può emettere ordini. In alcuni Stati è il titolo riservato al re. Oggi sono chiamati emiri i sovrani del Qatar, del Kuwait e delle entità politiche che compongono gli Emirati Arabi Uniti.

Sultano
Sultano deriva dalla parola araba sulta, che significa "autorità" e "forza", ed è adottata da diverse dinastie turche, arabe e di altre etnie per indicare il re. Non è noto quando il termine sia stato usato per la prima volta ma certamente era già usato dagli ayyubidi, la dinastia di etnia cruda al potere in un territorio compreso tra Egitto e Siria nel XII secolo. Il sultano più noto è stato certamente il sovrano dell’Impero Ottomano, che ha regnato su estesi territori in Asia, Europa e Africa fino ai primi decenni del Novecento. Attualmente il titolo di sultano è detenuto dai sovrani del Brunei e dell’Oman, oltre che da autorità locali della Malesia e Indonesia, il termine è quindi diffuso in tutto il mondo islamico. Il femminile, sultana, si riferisce in genere alla moglie o alla madre del sultano.
Visir
Dal medio persiano vecir in turco vizir e in arabo wazīr, letteralmente "colui che decide", indica il consigliere di un’autorità sovrana. Il termine è usato per indicare cariche di vari Stati (talvolta persino a proposito dell’Egitto dei faraoni), ma è associato soprattutto all’Impero Ottomano, nel quale esisteva come carica ufficialmente: i visir "semplici" cooperavano con il sultano mentre il Gran visir esercitava funzioni simili a quelle di un primo ministro.

Pascià
Pascià dal turco pasha (probabilmente a sua volta derivato dal persiano pādishāh) significa letteralmente "sovrano". La parola è diffusa nell’Impero ottomano, era il titolo riservato ai figli maschi del sultano, a funzionari di alto rango e ai militari incaricati di specifici comandi. Il titolo è stato abolito dopo il crollo dell’Impero. Poiché in genere i pascià disponevano di grandi ricchezze, oggi la parola indica le persone che vivono nel lusso: si pensi all'espressione "vivere come un pascià".
Sceicco
Sceicco (dall'arabo shaykh, ma esistono anche le grafie cheikh e sheikh) significa letteralmente "vecchio" o "anziano" e ha un significato molto generico. Indica qualsiasi persona meritevole di rispetto e dotata di autorità morale. Il titolo non è riservato necessariamente a persone anziane e non prevede che chi lo porta sia investito di specifiche responsabilità. In tempi recenti è stato usato in ambito giornalistico per definire Osama Bin Laden, detto dalla stampa "lo sceicco del terrore".
Khedivé
Khedivé, derivato dal persiano e talvolta scritto in italiano nella forma chedive, originariamente era un titolo onorifico usato nell’Impero ottomano. È noto soprattutto perché dal 1805 al 1914 fu il titolo dei viceré d’Egitto, Muhammad Alì e i suoi discendenti, che di fatto erano indipendenti dal controllo dell’Impero.

Nababbo
Nababbo (dall'urdu nawab, letteralmente "vicario" o "luogotenente") era un titolo diffuso nell’Impero Moghul, il regno islamico esistente in India tra il XVII e il XIX secolo. Indicava un viceré, un governatore di specifici territori o altre figure nobiliari. In maniera simile al termine pascià, oggi è usato in maniera allegorica per indicare una persona che vive nel lusso.
Ayatollah
La parola araba Ayatollah, che letteralmente significa “segno di Allah”, è il titolo riservato agli esponenti più importanti del clero sciita. È in genere associato all’Iran, perché nel Paese gli ayatollah sono investiti di responsabilità politiche, ma esiste anche in Iraq, Libano e altri Stati dove vivono comunità sciite. Ai dotti più importanti è riservato il titolo di Grande ayatollah. Tra le persone che ne sono state insignite figurano l’attuale guida suprema dell’Iran, Alì Khamenei, e il suo predecessore, Ruhollah Khomeini.

Scià
Scià, dal persiano shāh che significa "re", è il titolo del sovrano di Persia (oggi Iran). Nel corso dei secoli è stato usato da numerose dinastie iraniche. Dal 1979, quando una rivoluzione popolare ha rovesciato la monarchia e estromesso dal potere lo scià Reza Pahlavi, il titolo non è portato ufficialmente da nessuno.