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11 Febbraio 2026
7:00

È stato scoperto perché il terremoto in Giappone nel 2011 è stato così devastante: lo studio sulle cause

I ricercatori hanno scoperto che all'origine della violenza del terremoto di magnitudo 9.1 di Tōhoku e del successivo tsunami che 15 anni fa hanno colpito il Giappone e Fukushima c'è un antico e scivoloso strato di argilla nella zona di faglia. La scoperta è avvenuta grazie a una perforazione da record profonda 8000 m presso la Fossa del Giappone.

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È stato scoperto perché il terremoto in Giappone nel 2011 è stato così devastante: lo studio sulle cause
terremoto cause giappone 2011

Il terremoto di magnitudo 9.1 di Tōhoku, che ha determinato uno tsunami in Giappone con un’onda alta fino a 40 m, l’incidente nucleare di Fukushima Dai-ichi e circa 20.000 vittime, è stato così disastroso a causa delle caratteristiche della zona di faglia da cui si è originato. Lo ha scoperto un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università del Nevada, grazie a una perforazione presso la Fossa del Giappone nell’Oceano Pacifico, la più profonda mai eseguita a scopo scientifico nel fondale oceanico, che ha raggiunto gli 8000 m di profondità. Come descrive il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Science, dall’analisi dei campioni raccolti è emersa la presenza, lungo la faglia, di un antico strato di argilla che ha favorito uno scivolamento di 50-70 m causando il sollevamento del fondale di diversi metri.

La scoperta sul terremoto in Giappone del 2011

Il Giappone è particolarmente soggetto a terremoti di magnitudo elevata perché si trova lungo una zona di subduzione, dove la placca pacifica sprofonda sotto quella nordamericana. Tuttavia, prima del 2011 nel Paese non era mai stato registrato un terremoto così violento. I ricercatori hanno voluto indagare a fondo le cause geologiche alla base di questo evento distruttivo e, a bordo di una nave da ricerca, nel 2024 hanno raggiunto la Fossa del Giappone, dove una placca litosferica sprofonda sotto l’altra. Qui, con una perforazione che ha raggiunto gli 8000 m in corrispondenza della zona di faglia lungo la quale si è originato il terremoto del 2011, hanno prelevato alcuni campioni dal fondale. In seguito li hanno analizzati, scoprendo che tra le placche si trova uno strato di argilla spesso 25-30 m, morbido e molto scivoloso. Lo strato si è formato dalla deposizione di fini sedimenti sul fondale nell’arco di 130 milioni di anni ed è compreso tra due spessi strati rocciosi più resistenti, con una composizione diversa. La presenza dello strato argilloso debole ha favorito lo sviluppo della faglia al suo interno e la propagazione della rottura, permettendo uno scorrimento improvviso di 50-70 m del margine della placca. La conseguenza è stato il sollevamento del fondale di alcuni metri, che ha innescato il catastrofico tsunami.

placca giappone 23

Perché lo studio è importante

Questo studio spiega finalmente la portata del terremoto, che la grande quantità di energia accumulata nell’arco di secoli nella zona di faglia non era sufficiente a giustificare. La scoperta suggerisce che, a causa delle insolite condizioni dell’area in grado di favorire scorrimenti notevoli su larga scala, in futuro lungo la Fossa del Giappone potrebbero verificarsi altri eventi simili associati a grandi tsunami. L’ultimo forte terremoto nell’area, che ha interessato la parte settentrionale della Fossa del Giappone, è stato l’8 dicembre 2025 e fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze. Meccanismi simili a quello verificatosi in corrispondenza della Fossa del Giappone potrebbero anche riguardare altre aree del pianeta e aver contribuito in passato a generare eventi sismici particolarmente violenti. Quindi, sapere se nelle zone di faglia si trova questo materiale argilloso è fondamentale per determinare il rischio di terremoti e tsunami distruttivi e prevenirne le conseguenze più gravi.

Tsunami Giappone 2011
Effetti dello tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011 (Credit: ryuki_a_g).
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