Fukushima

Partiamo da qui, dai 4 terremoti più potenti mai registrati nella storia:

  1. Cile, Valdivia – 22 Maggio 1960 – Magnitudo 9.5
  2. Indonesia, Sumatra – 26 Dicembre 2004 – Magnitudo 9.3
  3. Alaska, Stretto di Prince William – 28 Marzo 1964 – Magnitudo 9.2
  4. Giappone, Sendai – 11 Marzo 2011 – Magnitudo 9.0

Il 4° in classifica è il mostruoso terremoto che ha scatenato una rocambolesca serie di sfortunati eventi che hanno a loro volta portato al disastro nucleare di Fukushima l'11 Marzo del 2011. Questa premessa è importante e dovremmo tenerla sempre ben presente nella nostra mente. Durante la lettura di questo articolo capirete il motivo.

Fukushima centrale
in foto: Centrale di Fukushima vista dall’alto (credit: National Land Image Information, Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism).

Cosa è successo l'11 marzo 2011 a Fukushima in Giappone?

L'11 Marzo 2011 è passato alla storia per due eventi collegati tra loro: il terremoto e il maremoto del Tohoku e il conseguente disastro di Fukushima Dai-ichi, avvenuto all'omonima centrale nucleare lungo la costa presso Naraha, nella Prefettura di Fukushima.

Ripercorriamo di seguito gli eventi per ricostruire la dinamica dell'incidente e spiegare come è avvenuto.

Il terremoto

Partiamo dall'origine: il sisma che ha causato tutto. Erano quasi le tre di pomeriggio quando un terremoto di magnitudo 9 ha scosso la prefettura di Miyagi. Da subito si è compreso che non era una scossa come le moltissime che attraversano il Giappone: fino a quel momento non si era mai registrato un terremoto tanto forte.
Il Giappone, come sappiamo, è un Paese molto preparato e pronto ad affrontare crisi di natura sismica. Infatti, non appena avvertita la scossa, il sistema di sicurezza della centrale di Fukushima Dai-ichi ha subito spento i tre reattori che erano attivi in quel momento. La reazione di fissione si è interrotta e la pompa di emergenza si è attivata per abbassare la temperatura. Fin qui tutto come da programma

Il sisma ha innescato uno tsunami

Purtroppo però, circa 50 minuti dopo la scossa, le coste della regione del Tōhoku, a cui appartiene la prefettura di Fukushima, sono state investite da onde  alte da 10 a 20 metri; in particolare lo stabilimento della centrale di Dai-chi è stato raggiunto da uno tsunami di circa 13 metri.
L'acqua ha superato il muro di contenimento antitsunami alto 9 metri di altezza, allagando la centrale e mettendo fuori uso i generatori diesel che alimentavano il sistema di raffreddamento secondario.
La centrale era provvista anche di un terzo sistema di raffreddamento alimentato con delle batterie: il backup del backup. Essendo batterie avevano un limite di durata: circa 6 ore. La TEPCO, (Tokyo Electric Power Company) in quel frangente aveva 6 ore per sostituire le batterie o ripristinare i generatori diesel. Purtroppo però, a causa del terremoto più violento mai registrato nel Paese, i collegamenti autostradali e ferroviari hanno subìto danni, per cui non è stato possibile arginare il problema
Le batterie che alimentavano il raffreddamento si sono esaurite e le barre combustibili hanno cominciato a scaldarsi. Per tentare di ridurre il calore, il direttore della centrale ha dato ordine di utilizzare l’acqua del mare.
Nonostante i reattore fossero spenti (si, la fissione era ferma), una serie di reazioni hanno favorito l'elettrolisi dell'acqua, generando idrogeno gassoso che, come saprete, esplode al minimo contatto con l'aria. Esplosioni di questo tipo vengono registrate nei reattori 1, 2 e 3, e viene confermata una parziale fusione delle barre di combustibile.

Catastrofe? No, non siamo a Chernobyl: gli edifici di contenimento erano ancora al loro posto e svolgevano il loro lavoro. A questo punto poiché non è stato possibile raffreddare il reattore a causa dell'elevata pressione, si è deciso di operare un rilascio controllato di vapore per tentare di ridurla.
Durante queste delicate operazioni una sacca di idrogeno proveniente dal reattore 3 (gli edifici erano collegati) esplode, facendo saltare il tetto dell'edificio del reattore 4, causando una fuoriuscita di vapore radioattivo in atmosfera e di acqua radioattiva nell’area intorno allo stabilimento. Questi sono i motivi per i quali l’incidente nucleare è stato catalogato al livello sette sulla scala internazionale degli eventi nucleari (chiamata scala Ines), cioè il massimo possibile.

Il disastro nucleare di Fukushima si poteva evitare?

Difficile dirlo. La centrale era preparata per le scosse sismiche, infatti i reattori si sono spenti. Era preparata anche per i maremoti: le barriere di cemento che separavano la centrale dal mare erano alte nove metri, come una palazzina a tre piani. Purtroppo però le onde dello tsunami erano più alte. Non c’era mai stato un terremoto così potente nella storia del Giappone, e non c’è più stato da allora.
Il tribunale di Tokyo, anche per la pressione dell’opinione pubblica internazionale, ha deciso che l’azienda proprietaria avrebbe dovuto prevedere una catastrofe naturale di questa portata e costruire barriere più grandi.

Operai Fukushima

La questione dell'acqua radioattiva nell'oceano

Relativamente all'acqua radioattiva di Fukushima è stato fatto terrorismo mediatico. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza a riguardo.
Nel corso degli anni successivi al disastro, le acque utilizzate per il raffreddamento si sono andate via via accumulando nelle oltre 1.000 cisterne presenti intorno all’impianto. La società che gestisce la centrale ha previsto di sversare in mare oltre un milione di tonnellate di acque contaminate stoccate. L'acqua in questione, però, è stata trattata nel corso degli anni al fine di rimuovere gran parte della contaminazione radioattiva, quindi ha una radioattività al di sotto dei limiti consentiti e per l'oceano non ci sarebbe ripercussione alcuna.

Qualora foste interessati ad approfondire questo aspetto, vi invitiamo a guardare questo nostro video:

Articolo a cura di
Redazione