
L'Alcolock diventa ufficiale ed entra nella fase operativa, dopo che il Ministero dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell'Automobilista la lista dei modelli ufficiali e delle officine autorizzate. Il dispositivo, in realtà, era già diventato obbligatorio con il nuovo Codice della Strada – entrato in vigore nel novembre del 2024 – ma, finora, non erano state stabilite le modalità di installazione e di utilizzo.
L'obiettivo dell'Alcolock, comunque, è sempre lo stesso: disincentivare chi è stato sorpreso alla guida con valori alcolemici superiori alla norma, i cosiddetti “conducenti recidivi”. Nello specifico, è obbligatorio l'utilizzo per 2 anni per chi è stato sanzionato per un tasso alcolemico oltre gli 0,8g/l, anni che salgono a 3 per valori oltre 1,5 g/l.
Nonostante l'avvio di questa fase operativa, restano ancora molti i dubbi sulle modalità di utilizzo e, soprattutto, di installazione.
I dubbi sulle modalità di utilizzo dell'Alcolock
L'Alcolock è un dispositivo elettronico che funziona come un etilometro integrato nell’auto, che ne impedisce l’accensione nel momento in cui il conducente ha un tasso alcolemico superiore allo zero. Questo significa che prima di avviare l'auto, il conducente dovrà soffiare all'interno del dispositivo (cambiando ogni volta il boccaglio monouso): se confermata la completa sobrietà, allora il motore dell'auto si accenderà.
A questo punto, il dubbio che sorge riguarda proprio le modalità di utilizzo: secondo il nuovo Codice della Strada (art.125, commi 3-ter e 3-quater), sono obbligati a installare l'Alcolock tutti i conducenti che hanno sulla propria patente i codici 68 (“Niente Alcol”) e 69 (“Guida solo con Alcolock”) e che, quindi, sono stati sorpresi alla guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.
Il problema è che nel caso di un nucleo familiare, l'utilizzo dell'Alcolock diventa complicato: se per i conducenti sanzionati la tolleranza è pari a zero, mentre per tutti gli altri il tasso alcolemico è fissato a un limite di 0,5 g/l.
Considerato però che il dispositivo blocca fisicamente l’avvio del motore nel caso in cui registri un superamento del limite, questo obbliga tutti i componenti della famiglia (o chiunque altro utilizzi l'automobile) a rispettare un tasso alcolemico pari a 0 g/l, anche quando nei loro confronti è permesso un valore superiore.
Insomma, il fatto è che l'Alcolock resta un dispositivo collegato alla macchina e non al conducente sanzionato, andando così a condizionare chiunque si metta alla guida di quel veicolo.
Costo, modelli di auto compatibili e installatori ufficiali
Da considerare, poi, c'è anche la questione dell'installazione che, ricordiamolo, è completamente a carico del conducente e il cui costo si aggira attorno ai 2.000 euro.
Negli scorsi mesi, infatti, i dubbi più grandi riguardavano i modelli di auto compatibili con l'Alcolock, con il rischio che l'etilometro non potesse essere installato sulle auto più datate. Con la pubblicazione dell'elenco ufficiale, questi dubbi sono stati parzialmente risolti, anche se restano diverse criticità.
Come riportato sul Portale dell'Automobilista, infatti, il dispositivo Zaldy Alcolock è compatibile con tutti i modelli di auto (motori a combustione interna, motori ibridi, sistemi di propulsione elettrica): il problema è che, al momento, sono solo 3 le officine autorizzate per installare questo dispositivo, situate rispettivamente a Torino, Pisa e Varese.
Chiaramente, come specificato anche nel documento, l'elenco è in aggiornamento ed è quindi certo che la lista aumenterà. Tuttavia, anche nel caso del secondo marchio di Alcolock autorizzato (Breatech Alcolock B1000), il tema si ripropone: il Ministero ha indicato solo 75 installatori ufficiali per tutto il territorio italiano, la maggior parte dei quali si trova nel Nord Italia (in particolare tra Milano, Lodi e Vigevano). Il Centro e il Sud Italia sono presidiati solo da un'officina a Roma, una a Perugia e una a Bari. Questo marchio, tra l'altro, a differenza del precedente non è compatibile con tutte le autovetture, con i modelli specificati in questa lista.
A tutte queste considerazioni si aggiunge infine una questione di libera concorrenza: per il momento, infatti, sono solo due i produttori di Alcolock autorizzati dal Ministero dei Trasporti per l'installazione e la manutenzione del dispositivo.