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23 Febbraio 2026
11:52

Artemis II della NASA, nuova data ad aprile: perché tornare sulla Luna è ancora difficile

La missione lunare NASA Artemis II non partirà prima del 1° aprile per un'anomalia nel flusso di elio al sistema di raffreddamento del secondo stadio del razzo. Il 24 febbraio il razzo tornerà nell'edificio di assemblaggio per le riparazioni necessarie.

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Artemis II della NASA, nuova data ad aprile: perché tornare sulla Luna è ancora difficile
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Il razzo SLS della missione Artemis II sulla piattaforma di lancio. Credit: NASA/John Kraus

La missione Artemis II della NASA destinata a riportare esseri umani in orbita attorno alla Luna non partirà più a marzo, come precedentemente dichiarato dalla NASA, ma ad aprile, con la prima opportunità utile alle 20:29 locali del 1° aprile (2:29 del 2 aprile in Italia), quando si aprirà l'ultima finestra di lancio per la missione. Ad annunciarlo il direttore dell'agenzia spaziale americana Jared Isaacman, che ha spiegato come il rinvio è dovuto alla scoperta di un problema legato all'elio del sistema di raffreddamento del secondo stadio del razzo SLS (Space Launch System). L'annuncio è arrivato nella giornata di ieri dopo che il razzo aveva superato con successo il wet dress rehersal (una simulazione completa delle procedure pre-lancio fino a 30 secondi dal lancio) e gli astronauti della missione erano già stati spostati in quarantena per non contrarre patogeni in vista di una partenza a marzo. SLS tornerà domani 24 febbraio nell'edificio di assemblaggio per svolgere le riparazioni necessarie, mentre l'equipaggio è uscito dalla quarantena in attesa che la NASA stabilisca una data definitiva per l'inizio della seconda missione del programma Artemis.

La causa del rinvio del lancio di Artemis II ad aprile

L'anomalia al razzo SLS è emersa in seguito all'analisi dei dati raccolti durante il wet dress rehersal. Dal punto di vista tecnico si tratta di una perdita di flusso di elio usato dal secondo stadio del razzo per mantenere liquidi l'idrogeno e l'ossigeno nei serbatoi dello stadio. Questa perdita di flusso può derivare – ha dichiarato Isaacman – al malfunzionamento di una valvola, di un filtro o del sistema di connessione tra i due stadi.

Il secondo stadio di SLS si chiama Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) e ha il compito di portare la capsula Orion con a bordo gli astronauti in traiettoria verso la Luna. Per farlo, usa un motore alimentato a idrogeno e ossigeno liquidi, mantenuti a bassissima temperatura tramite elevata pressurizzazione. L'elio serve proprio per mantenere pressurizzati i serbatoi. Un'interruzione del flusso di elio può quindi compromettere la capacità dello stadio di effettuare correttamente manovre nello spazio.

Perché tornare sulla Luna è così complesso

La notizia di questo rinvio lascia un po' di amaro in bocca negli appassionati di astronautica, ma anche nel pubblico generico, che può essere tentato di chiedersi perché tornare sulla Luna è così difficile se ci siamo già stati oltre 50 anni fa. È una domanda legittima con una riposta non proprio immediata.

Da una parte, il fatto di esserci già riusciti non toglie nulla alla difficoltà dell'impresa: portare esseri umani sulla Luna rimane ancora un compito estremamente complesso dal punto di vista tecnico e ingegneristico, soprattutto se si vuole farlo con la massima sicurezza per l'equipaggio (obiettivo questo più volte dichiarato dalla NASA per il programma Artemis).

D'altra parte, non bisogna cedere alla tentazione di pensare che il programma Apollo non abbia avuto intoppi o problemi. Ricordiamo che all'epoca l'urgenza di arrivare primi comportò grandi sacrifici in termini di sicurezza, tanto che il primo programma lunare americano iniziò con la morte di tre astronauti nel disastro dell'Apollo 1.

Il programma Artemis non ha più problemi di quanti ne abbia avuti Apollo, semplicemente ha altre priorità: va bene andare più lenti ma garantire una maggiore sicurezza per gli astronauti. Bisogna anche tenere conto del fatto che per portare avanti il programma Artemis la NASA sta operando con un budget molto più modesto di quello destinato al programma Apollo (meno dello 0,5% del PIL federale contro oltre il 4% nell'epoca Apollo).

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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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