
Quando stendiamo i panni in casa, l'acqua contenuta nelle fibre evapora e si disperde nell'ambiente, aumentando l'umidità relativa della stanza. L'Istituto Superiore di Sanità ci dice che un ambiente sano dovrebbe mantenere un livello di umidità relativa inferiore al 50%.
Se l'umidità supera il 50% per lunghi periodi, si creano le condizioni ideali per la proliferazione di muffe sulle pareti di casa. Respirare spore di muffa ed eventuali micotossine da loro prodotte in modo continuativo non è salutare, soprattutto per chi soffre di asma o allergie, ma questo non significa che stendere in casa ci faccia ammalare automaticamente.

Infatti l'idea che stendere in casa significhi "respirare muffe" o "respirare detersivi" è un'esagerazione. Non ci sono evidenze scientifiche che indichino un rischio reale di intossicazione da molecole profumate derivanti dal detersivo per il semplice fatto di avere uno stendino in camera.
Non c'è bisogno di farsi prendere dall'ansia se non si ha un balcone o un'asciugatrice. E quindi cosa possiamo fare? Il metodo più semplice ed efficace è aprire le finestre. Far girare l'aria permette all'umidità in eccesso di uscire, riportando i livelli alla normalità. Se invece non vogliamo aprire le finetre per il freddo o per altre motivazioni, si può optare per acquistare un deumidificatore che appunto è utile per ridurre l'umidità.
Purtroppo le voci che circolano online spesso puntano a spaventare per ottenere visualizzazioni: è puro sensazionalismo. Quindi si può stendere in casa tranquillamente? Assolutamente sì. L'importante è assicurarsi che l'umidità non aumenti troppo, così da non permettere alle muffe di proliferare.