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27 Marzo 2026
10:45

Cambio ora legale 2026, a che ora spostare le lancette avanti il 29 marzo e perché dormiremo meno la notte

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 in Italia tornerà l'ora legale. Le lancette dell'orologio andranno spostate un'ora avanti, con le 02:00 che diventeranno le 03:00: perderemo un'ora di sonno, ma avremo più luce alla sera. L'ora legale sarà in vigore fino al 25 ottobre 2026, quando tornerà l'ora solare.

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Cambio ora legale 2026, a che ora spostare le lancette avanti il 29 marzo e perché dormiremo meno la notte
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L’ora legale scatterà nella notte tra il 28 e il 29 marzo.

Con l'inizio della primavera torna anche l'ora legale: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette dell'orologio si sposteranno un'ora avanti, con le 02:00 che diventeranno le 03:00. Questo significa che dormiremo un'ora in meno, ma potremo godere di un'ora in più di luce nel tardo pomeriggio, dato che il tramonto del Sole cadrà un'ora dopo rispetto a prima.

Come sempre, il cambio d'ora entrerà in vigore in tutta l'Unione Europea: i dispositivi digitali connessi a internet aggiorneranno l'orario automaticamente, mentre quelli analogici richiederanno un intervento manuale.

L'alternanza tra ora solare e ora legale (che in Italia è entrata ufficialmente in vigore nel 1966) è ancora oggi oggetto di dibattito: questo spostamento, però, viene mantenuto per il risparmio sulla bolletta elettrica legato alla maggiore disponibilità di luce naturale. Più nello specifico, secondo i dati Terna l'ora legale permetterà un risparmio di 80 milioni di euro in tutto il 2026, con 302 milioni di kWh in meno consumati.

L'ora legale ci accompagnerà fino a domenica 25 ottobre 2026, quando verrà ripristinata l'ora solare e le lancette saranno spostate un'ora indietro, dalle 03:00 alle 02:00.

A che ora si passa all’ora legale a marzo 2026

Come ogni anno, il cambio tra ora solare e ora legale avviene nell'ultima domenica di marzo. Quest'anno il passaggio all'ora legale è previsto per il 29 marzo 2026: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, infatti, le lancette andranno spostate un'ora in avanti, con le 2:00 che diventeranno le 3:00.

Gli orologi di smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente, mentre quelli analogici (come quelli da polso o quelli presenti sulle automobili più datate) andranno regolati a mano.

Il cambio dell'ora non entrerà in vigore solo per l'Italia, ma per tutta l'Unione Europea: secondo le direttive UE, infatti, tutti i Paesi dell'Unione dovranno spostare avanti le lancette di un'ora alle 01:00 UTC (tempo coordinato universale, cioè l'orario nel fuso di Greenwich, che corrisponde alle 02:00 del mattino in Italia) durante l'ultima domenica di marzo.

Si dorme un'ora in meno (ma c'è un premio)

A causa del cambio ora, quindi, dormiremo un'ora in meno, poiché le 02:00 del 29 marzo 2026 diventeranno automaticamente le 03:00. Questo, però, ci permetterà di godere di un'ora aggiuntiva di luce alla sera, dato che anche il tramonto si sposterà un'ora in avanti.

L'ora legale, comunque, non è sempre esistita: in Italia, dopo diverse sperimentazioni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l'ora legale è stata introdotta ufficialmente nel 1966 con la Legge n.1144, nell'ottica di sfruttare al meglio le ore solari e ridurre lo spreco di luce diurna.

Perché continuiamo a spostare le lancette

Come anticipato, il motivo principale per l'introduzione dell'ora legale è il risparmio energetico che si ottiene sfruttando maggiormente la luce solare: secondo le misurazioni di Terna (il gestore della rete di trasmissione nazionale), il ritorno all'ora legale nel 2026 permetterà un risparmio economico di circa 80 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 302 milioni di kWh, che equivalgono al fabbisogno medio annuo di 115 mila famiglie. Questo permetterà un taglio delle emissioni di CO2 in atmosfera pari a circa 142.000 tonnellate.

In termini economici, tra il 2004 e il 2025 il cambio all'ora legale si è tradotto in un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro, con oltre 12 miliardi di kWh di elettricità non consumata.

Il cambio ora, comunque, resta un tema ancora dibattuto a causa dei potenziali svantaggi: a marzo 2026 la X Commissione della Camera dei Deputati ha approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva «sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori», che si dovrebbe concludere il 30 giugno 2026: nel caso in cui l'iter dovesse avere esito positivo, verrà elaborata una proposta normativa per introdurre l'ora legale permanente in tutta Italia.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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