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30 Gennaio 2026
8:00

Cosa significa “il giorno della Candelora”: origini e proverbi della festa del 2 febbraio

Il 2 febbraio in tutto il mondo cristiano si celebra la Candelora, una festa cristiana che commemora la Presentazione di Gesù al Tempio, e dalla quale derivano numerose tradizioni e proverbi. Qual è il suo significato e origine e come si è evoluta la celebrazione?

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Cosa significa “il giorno della Candelora”: origini e proverbi della festa del 2 febbraio
candelora

La Candelora celebra, tramite la benedizione dei ceri nelle chiese, la presentazione di Gesù al tempio, avvenuta, secondo la tradizione, 40 giorni dopo la nascita. Ecco perché si festeggia 40 giorni dopo il Natale, cioè il 2 febbraio. La luce le candele, in questa tradizione, è una metafora della rivelazione di Gesù. La ricorrenza celebra anche un altro evento, la purificazione di Maria, ma dagli anni del Concilio Vaticano II prevale il significato di commemorazione della presentazione di Gesù. Nel corso della Candelora ha luogo la benedizione delle candele, dalla quale trae origine il nome con il quale conosciamo la festività. Alla ricorrenza, inoltre, sono associate usanze e proverbi in tutti i Paesi cristiani.

Cos’è la festa della Candelora: storia e significato

Candelora è il nome con il quale è conosciuta la celebrazione della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme. Gesù era ebreo e, secondo la legge di Mosè, i figli primogeniti dovevano essere portati al tempio e “offerti a Dio”, secondo un preciso rituale, quaranta giorni dopo la nascita. Perciò, quando si stabilì la data del 25 dicembre per la nascita di Gesù, si diede per scontato che la presentazione al tempio fosse avvenuta il 2 febbraio, cioè quaranta giorni dopo.

La presentazione al tempio dipinta da Giotto
La presentazione al tempio dipinta da Giotto.

La celebrazione della Candelora, però, commemora anche un altro evento avvenuto in quello stesso giorno, la purificazione di Maria. Secondo la tradizione ebraica, dopo il parto una donna era impura per quaranta giorni (sessantasei se partoriva una figlia femmina). Il 2 febbraio, dunque, è anche il giorno nel quale Maria tornò a essere “pura”.

Il nome Candelora, invece, deriva dall’usanza di benedire le candele, che sono considerate un simbolo di Gesù perché, quando fu portato al tempio di Gerusalemme, fu salutato dal sacerdote Simeone con l’appellativo di “luce che illumina le genti”.

Le origini precristiane della ricorrenza

La celebrazione della Candelora ha inglobato elementi dei culti pagani. Probabilmente è legata alla festa romana dei Lupercalia, che si celebrava in febbraio in onore di Lupercus, dio della fertilità.

È possibile, inoltre, che la celebrazione abbia anche retaggi ebraici. Le candele hanno grande rilevanza nell’ebraismo, uno dei simboli del quale è la Menorah, il candelabro a sette bracci. Inoltre, le candele sono l’elemento centrale della festa di Hanukkah, nota anche come festa delle luci, che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel tempio di Gerusalemme.

Festa di Hanukkah negli anni '50
Festa di Hanukkah negli anni ’50.

L’evoluzione della celebrazione della Candelora

La celebrazione della Candelora è attestata sin dal V secolo d. C., ma in origine cadeva il 14 febbraio, quaranta giorni dopo l’epifania. La popolarità della ricorrenza aumentò dopo il 492, quando papa Gelasio I convinse il senato romano ad abolire la festa dei Lupercalia. Nel secolo successivo, al tempo dell’imperatore Giustiniano, la celebrazione fu anticipata al 2 febbraio.

Da allora la Candelora ha guadagnato grande popolarità, ma il significato ha subito variazioni a seconda dei periodi e dei luoghi. Nelle chiese orientali la celebrazione commemora soprattutto l’incontro di Gesù con il sacerdote Simeone, al punto da essere chiamata hypapantì, cioè “incontro”. In Occidente, invece, per tutto il Medioevo e l’età moderna la Candelora commemorava la purificazione di Maria ed era considerata una celebrazione mariana, come sancito ufficialmente nel Cinquecento dal Concilio di Trento. Tuttavia negli anni ’60 del Novecento il Concilio Vaticano II ha voluto dare centralità alla figura di Gesù e ha stabilito che la giornata celebra la presentazione di Gesù al tempio.

Simeone e Gesu. Dipinto di Alexey Yegorov
Simeone e Gesu. Dipinto di Alexey Yegorov.

Tradizioni popolari e rimozione di presepi e addobbi natalizi

La celebrazione della Candelora è diffusa in molti Paesi cristiani e ha dato origine a svariate tradizioni popolari. Per esempio, in Francia e in Belgio è un giorno nel quale è usanza preparare le crepes.

Alla celebrazione è inoltre associata la figura della Vergine della Candelaria, che deriva dalla leggenda secondo la quale nel 1392 due indigeni trovarono una statua della Madonna a Tenerife, nelle Isole Canarie, che all’epoca non erano ancora cristiane. La popolazione locale iniziò presto a venerare la statua e alla fine del Quattrocento, quando le Canarie furono conquistate dalla Spagna, la celebrazione assunse carattere mariano. Oggi la Vergine della Candelaria è la patrona delle Canarie ed è venerata in diversi Paesi dell’America Latina.

La Vergine della Candelaria
La Vergine della Candelaria.

Anche in Italia le tradizioni e i proverbi associati alla Candelora sono numerosissimi. Per esempio, al Santuario di Montevergine, presso Avellino, il 2 febbraio si tiene un raduno di travestiti, dei quali “Mamma Schiavona”, la Madonna venerata nel santuario, è considerata protettrice. A Catania, invece, la celebrazione della Candelora è inglobata nella festa di Sant’Agata, patrona della città.

I proverbi legati alla meteorologia

Alla tradizione della Candelora sono associati anche numerosi proverbi, molti dei quali legati al meteo e alla fine dell'inverno. Il più conosciuto recita più o meno:

Per la santa Candelora, se nevica o se plora, dell'inverno siamo fuori; ma se c'è sole o solicello siamo ancora a mezzo inverno.

In altre parole, il maltempo indicherebbe una fine rapida dell'inverno, mentre il bel tempo suggerisce che la stagione fredda durerà ancora a lungo. È un proverbio del tutto analogo a quello sui Giorni della Merla, che nella tradizione popolare cadono subito prima della Candelora. In realtà non c'è un riscontro reale sull'affidabilità di questo proverbio, che verosimilmente trae le sue origine dalle antiche attività agricole.

Fonti principali
Sebastiano Rizza, Il tempo della Candelora,
Sfondo autopromo
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