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6 Marzo 2026
16:00

Chi decide quando e come usare le basi USA in Italia: ce lo spiega una relazione del Senato

Dopo gli attacchi USA-Israele in l'Iran si sta parlando delle basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi bilaterali tra Washington e Roma e, almeno in linea teorica, il nostro Paese potrebbe rifiutarsi di approvarne l'utilizzo per scopi militari non difensivi, anche in virtù dell'art. 11 della Costituzione Italiana.

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Chi decide quando e come usare le basi USA in Italia: ce lo spiega una relazione del Senato
basi usa e nato in italia
Una mappa dell’Italia che riporta le principali basi NATO e USA nella Penisola.

Dopo l'attacco congiunto di USA e Israele contro l'Iran e l'inizio di una nuova guerra in Medio Oriente, si è riacceso il tema dell'utilizzo delle basi militari in Italia e del loro utilizzo.

Per capire meglio la questione, dobbiamo fare innanzitutto una distinzione: in Italia esistono delle basi militari della NATO, che sono di uso comune per tutti gli Stati Membri dell'Alleanza Atlantica, e delle basi militari americane, che invece sono riservate ai soldati americani. A volte, però, è difficile distinguere tra le due, poiché è possibile che una infrastruttura militare ospiti personale italiano, statunitense e NATO.

Il tema del loro utilizzo, comunque, non è affatto nuovo: non a caso, nel lontano 2007 il Servizio Affari Internazionali del Senato della Repubblica ha pubblicato in una relazione dedicata proprio alla gestione delle basi americane sul territorio italiano e ai fondamenti giuridici della loro istituzione. Pur essendo un documento di quasi 20 anni fa, il testo offre una panoramica degli accordi bilaterali che ancora oggi regolano l'utilizzo delle basi militari, anche in caso di conflitto armato e nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione Italiana.

Perché in Italia esistono basi militari americane: gli accordi istitutivi

Innanzitutto, come sottolinea anche la relazione del Senato, va specificato che il territorio su cui sorge una base militare non è considerato come territorio estero, ma è territorio italiano. Questo significa che la creazione della base non implica alcuna cessione di sovranità territoriale e che le basi militari sono installazioni italiane concesse in uso alla NATO o agli Stati Uniti.

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Una mappa delle più importanti basi militari americane in Italia. Credit: ISPI

Ma perché sono state istituite queste basi militari? Il Trattato NATO non contiene precise disposizioni per quanto riguarda le basi militari, che quindi devono essere regolate da accordi bilaterali, ovvero tra due Paesi.

Nel caso delle basi americane in Italia, il trattato fondamentale è l’Accordo bilaterale sulle infrastrutture (BIA), stipulato tra Italia e Stati Uniti il 20 ottobre 1954, anche noto come “Accordo ombrello”, che, tra le altre cose, stabilisce il tetto massimo di truppe americane che possono stazionare sul suolo italiano e contiene degli annessi tecnici che delineano i compiti di ogni singola base.

Ma c'è anche un altro accordo che regola l’uso delle basi in Italia, ovvero il Memorandum d’Intesa del 1995 tra il Ministero della Difesa della Repubblica italiana e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America (il cosiddetto Shell Agreement) che, tra l'altro, nacque come trattato segreto e fu reso pubblico dal governo italiano solo nel 1998, dopo la tragedia della funivia del Cermis.

La presenza delle forze armate dei Paesi NATO è invece regolata dalla Convenzione di Londra del 1951, (anche nota come NATO SOFA) che disciplina lo status giuridico del personale militare degli Stati membri dell'Alleanza Atlantica presenti nel territorio di un altro Stato parte.

Chi decide se utilizzare le basi militari in caso di conflitto armato

Sulla base di questi accordi, quindi, chi decide se utilizzare le basi militari per prendere parte a un conflitto armato? Essendo queste ultime parte del territorio italiano, la risposta sarebbe, almeno in linea teorica, l'Italia.

Una base militare (che sia NATO o americana), infatti, dovrebbe essere usata solo per scopi strettamente difensivi, cioè nel caso in cui l’Italia o un altro membro dell’Alleanza sia oggetto di un attacco armato.

Il problema è che, storicamente, gli Stati Uniti hanno adottato interpretazioni estensive degli accordi bilaterali per utilizzare le basi come snodi logistici di operazioni non strettamente difensive, approfittando di questi avamposti militari all'estero per sopperire alla distanza geografica da aree strategiche, come il Medio Oriente.

Insomma, un uso delle basi militari per fini diversi da quelli stabiliti dal Trattato non dovrebbe essere consentito ma, nella prassi, questo principio è stato spesso smentito: nel corso di quasi 80 anni, infatti, il concetto di sicurezza si è ampliato e la NATO ha di fatto intrapreso una serie di missioni che vanno ben oltre la nozione di legittima difesa contro un attacco armato.

Un precedente molto simile a quello che sta succedendo in queste settimane è avvenuto durante l'invasione USA dell'Iraq, nel 2003: in quell'occasione, infatti, l'Italia concesse l'uso limitato – essendosi dichiarata non belligerante – della base militare di caserma Ederle, vicino a Vicenza, che fu utilizzata per la partenza di alcuni militari americani verso l'Iraq.

L'articolo 11 della Costituzione e il divieto di aggressione

Il problema è che l'utilizzo delle basi militari americane in Italia per lanciare attacchi contro l'Iran sarebbe in contrasto con l’art. 11 della Costituzione, che stabilisce che «l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», ma consente allo Stato di entrare a far parte di organizzazioni internazionali a scopo difensivo.

La NATO, infatti, è un’alleanza militare di mutua difesa e, di conseguenza, non è in contrasto con l’articolo 11: il punto è che le basi americane non devono essere considerate in maniera isolata. Questo significa che non potrebbero essere utilizzate per scopi contrari al diritto internazionale.

Proprio per questo, uno Stato membro della NATO può impedire l'uso delle basi militari nel suo territorio se ritiene che la missione NATO è contraria al diritto internazionale, dato che le basi americane non hanno uno status completamente indipendente dall'Alleanza Atlantica (ma sono state create per assolvere ad alcuni compiti dell'organizzazione).

Che cosa significa tutto questo? Significa che, almeno in linea teorica, il Patto Atlantico (istitutivo della NATO) e la Costituzione Italiana non prevedono la possibilità di utilizzare le basi militari americane per operazioni di guerra di tipo offensivo: se gli USA volessero utilizzare le proprie basi militari in Italia per scopi non difensivi, dovrebbero farne richiesta al governo italiano – come confermato anche dalla premier Giorgia Meloni – che potrebbe eventualmente consultarsi con il Parlamento per valutare una possibile incostituzionalità, proprio in base all'articolo 11 della Costituzione.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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