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20 Maggio 2026
11:00

Come fa il prezzo dell’energia elettrica a scendere quasi a zero?

L'andamento del mercato elettrico è variabile: ad esempio, in condizioni di alta produzione di energia pulita e bassa domanda, il valore dell'elettricità rasenta lo zero. Ciò può portare gli impianti ad essere fermati, ma sono proprio i cittadini a poter intervenire per trasformare l’eccesso di offerta in una risorsa collettiva.

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Come fa il prezzo dell’energia elettrica a scendere quasi a zero?
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Vi è mai capitato di dare un’occhiata ai mercati energetici e vedere prezzi che rasentano lo zero? In un’epoca in cui si parla costantemente di rincari e crisi energetica, com’è possibile che l’energia elettrica, in certi momenti, non costi quasi nulla? Sembra un paradosso o un errore del sistema, ma è solo una conseguenza diretta di come funziona il nostro mercato dell’energia elettrica.

Come si decide il prezzo dell'energia elettrica?

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Per capire questo fenomeno, dobbiamo immaginare il mercato elettrico come una grande asta che avviene ogni giorno per il giorno successivo (MGP Mercato del giorno prima). Il prezzo dell’energia non è fisso, ma viene stabilito attraverso un meccanismo chiamato “Merit Order” (ordine di merito).

Funziona così: per soddisfare il fabbisogno di elettricità, si chiamano a produrre prima le fonti che costano meno.

Le energie rinnovabili hanno la precedenza assoluta, perché una volta costruito l'impianto, la materia prima (il vento o la luce solare) è gratis. Il loro costo marginale è praticamente zero: detto in soldoni, significa che a differenza di una centrale a gas che deve bruciare combustibile per ogni nuovo watt generato, un pannello fotovoltaico o una pala eolica non spendono un centesimo di più per produrre energia extra perché la natura la mette a disposizione.

Le fonti fossili (come il gas) entrano in gioco solo quando le rinnovabili non bastano a coprire tutta la domanda. Siccome il gas ha un costo (bisogna comprarlo e bruciarlo), è l’ultima centrale chiamata a produrre quella che fissa il prezzo per tutti gli altri attori del mercato.

Quando scende il prezzo dell'elettricità?

Il prezzo crolla e si avvicina allo zero quando si verifica una combinazione specifica di due fattori:

  • Alta produzione da parte delle fonti rinnovabili: una giornata particolarmente ventosa o molto soleggiata in cui gli impianti producono al massimo delle loro potenzialità.
  • Bassa domanda: Se questa sovrapproduzione avviene tipicamente in un giorno festivo – quando le fabbriche sono chiuse e i consumi domestici sono minimi – ci si ritrova con molta più energia di quella richiesta.

In questi momenti, l'offerta di energia "gratuita" prodotta da sole e vento è talmente alta da coprire l'intero fabbisogno nazionale, rendendo inutile l'accensione delle centrali a gas. Il risultato? Il prezzo di mercato viene determinato dalle sole fonti di produzione rinnovabile, facendolo crollare praticamente fino a zero.

Il paradosso: energia pulita sprecata

Qui sorge un problema tecnico non indifferente: la rete elettrica deve essere sempre in equilibrio: tanta energia “entra”, tanta ne deve “uscire”. Ma se c'è troppa produzione e nessuno a consumare energia, la rete rischia il sovraccarico.

Oggi, non avendo ancora sistemi di accumulo (delle batterie giganti) sufficienti a immagazzinare tutta l'energia in eccesso, si ricorre a una soluzione drastica: gli impianti vengono "staccati" o spenti di forza, i produttori ricevono degli indennizzi, e questi costi impattano sulle bollette dei consumatori.

"Power Up”: la soluzione per minimizzare gli sprechi

Invece di spegnere le pale eoliche o i pannelli fotovoltaici, una soluzione più intelligente è quella di spostare i consumi proprio in quei momenti in cui l'energia delle rinnovabili abbonda. Ed è qui che entra in gioco l'innovazione tecnologica applicata alla gestione della rete per ottimizzare i flussi in tempo reale.

Un esempio concreto è l'iniziativa "Power Up" di Octopus Energy. Invece di subire passivamente il mercato, Octopus avvisa i propri utenti quando il prezzo dell'energia è bassissimo o nullo. Proprio in quelle finestre temporali, i cittadini iscritti all’iniziativa vengono incentivati a utilizzare o programmare gli elettrodomestici più energivori: far partire l'asciugatrice, ricaricare l'auto elettrica o accendere la lavastoviglie.

Questa iniziativa — pensata per ridurre gli sprechi, rendere il sistema più efficiente e sostenibile e abbassare i costi in bolletta — è anche un atto economico e di supporto alla rete, e finora ha già raccolto più di 160 mila iscritti.

Nelle tre giornate in cui è avvenuta l’iniziativa, circa 225.000 utenze hanno incrementato la propria domanda, assorbendo complessivamente circa 111.5 MWh di energia, l’equivalente del consumo energetico orario di una città delle dimensioni di Torino.

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MW di consumi aggiuntivi durante la prima giornata di iniziativa (18 aprile 2026)

In questo modo, gli utenti risparmiano (o addirittura azzerano i costi di quel consumo) e il sistema non è costretto a sprecare energia verde. Da semplici consumatori, quindi, si diventa così parte attiva di un'infrastruttura intelligente, che trasforma un potenziale spreco in una risorsa collettiva.

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FONTI CONSULTATE:

 https://www.ilsole24ore.com/art/elettricita-prezzi-zero-1-maggio-sei-ore-AIKAS2nC?refresh_ce

https://it.euronews.com/2026/05/05/prezzi-dellenergia-sotto-zero-in-europa-perche-non-e-una-buona-notizia

https://www.solarpowereurope.org/insights/outlooks/eu-battery-storage-market-review-2025-1/detail

https://www.rinnovabili.it/energia/infrastrutture/energia-elettrica-gratis-pun-index-a-zero/

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Veronica Miglio
Storyteller
Innamorata delle parole sin da bambina, ho scelto il corso di lingue straniere per poter parlare quante più lingue possibili, e ho dato sfogo alla mia vena loquace grazie alla radio universitaria. Amo raccontare curiosità randomiche, la storia, l’entomologia e la musica, soprattutto grunge e anni ‘60. Vivo di corsa ma trovo sempre il tempo per scattare una fotografia!
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