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14 Gennaio 2026
18:30

Come funziona il trapianto di organi e come si diventa donatori in Italia

Il trapianto richiede specifiche tecniche di conservazione a freddo per mantenere l'organo vitale dal prelievo all'intervento. In Italia si effettuano oltre 4.600 operazioni l'anno, ma le liste d'attesa restano lunghe. Per diventare donatori è sufficiente registrare la propria volontà in Comune o tramite l'AIDO.

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Come funziona il trapianto di organi e come si diventa donatori in Italia
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Cosa accade davvero quando un organo lascia il corpo di un donatore per salvarne un altro? È una corsa contro il tempo che coinvolge chirurgia, biologia e una logistica complessa. In questo approfondimento vi portiamo "dietro le quinte" della sala operatoria per capire come i medici sfidano la morte cellulare tramite lo shock termico e la perfusione, tecniche fondamentali per mantenere vivi durante il trasporto cuore, fegato e reni, così come spiegato dal Centro Nazionale Trapianti. Analizzeremo i numeri del 2024, un anno cruciale per la sanità italiana con oltre 4.600 trapianti, ma segnato anche da un preoccupante aumento delle opposizioni, spesso basate su paure infondate. Spiegheremo i rigorosi criteri di assegnazione della Rete Nazionale Trapianti e vi guideremo tra le modalità per esprimere consapevolmente la propria scelta. Perché con oltre 8.000 persone in lista d'attesa, capire come funziona il sistema è il primo passo per fidarsi e salvare vite.

Ringraziamo la Dott.ssa De Panfilis del reparto rianimazione del Policlinico Umberto I di Roma e il Centro Nazionale Trapianti per il supporto tecnico.

Il prelievo e la conservazione degli organi

Entriamo subito nel vivo. Siamo in sala operatoria ed è il momento del prelievo. Il corpo del donatore viene trattato con il massimo rispetto: le tecniche chirurgiche sono le stesse degli interventi standard e, a fine operazione, il corpo viene ricomposto con cura, senza lasciare alterazioni estetiche evidenti.

Tuttavia, c'è una sfida biologica immediata. Nel momento esatto in cui l'organo viene staccato dalla circolazione sanguigna, l'apporto di ossigeno si azzera. Se l'organo restasse alla temperatura corporea di 37 °C, le cellule consumerebbero le ultime riserve di energia e l'organo "morirebbe" in pochi minuti. Si attivano due procedure fondamentali. Lo shock termico in cui gli organi vengono subito "perfusi", cioè attraversati da una soluzione molto fredda (circa 4 °C). Questo freddo improvviso rallenta drasticamente il metabolismo cellulare, mettendo l'organo in una sorta di "modalità pausa" (stand-by). Successivamente vengono conservati in sacche sterili con ghiaccio.

trapianto organi trasporto
Gli organi vengono trasportati in contenitori a temperature molto basse. Credit: Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Nei casi più complessi si attua la perfusione dinamica: si usano macchinari sofisticati che simulano la circolazione sanguigna, pompando un liquido ricco di ossigeno e nutrienti. Questo permette alle cellule di rimanere attive, eliminare le scorie e arrivare al trapianto in condizioni ottimali

A questo punto scatta il cronometro. Ogni organo ha un "tempo di ischemia" massimo, ovvero un tempo limite di vita fuori dal corpo:

  • Cuore e polmoni: 3–5 ore
  • Fegato: 5–7 ore
  • Reni: fino a 12–18 ore

Prima del prelievo, si fa la valutazione clinica degli organi che si possono donare, che sono cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, intestino, cornee e tessuti.

Come si assegna un organo

Mentre i chirurghi operano, la Rete Nazionale Trapianti è già al lavoro. Non esistono corsie preferenziali o raccomandazioni: l'assegnazione avviene tramite un algoritmo che incrocia i dati del donatore con quelli dei pazienti in lista d'attesa. I criteri sono rigorosi e oggettivi:

  • Gruppo sanguigno;
  • Compatibilità immunologica;
  • Urgenza clinica (chi rischia la vita ha la precedenza);
  • Tempo in lista d'attesa;
  • Dimensioni dell'organo (compatibilità fisica).

Una volta individuato il ricevente, l'organo parte in valigette refrigerate omologate. Se la distanza è breve si usano mezzi su gomma (ambulanze, automediche), ma se il tempo stringe o la distanza è elevata, si vola con aerei.

Dall’arrivo in ospedale al trapianto

Quando la valigetta arriva a destinazione, non si corre subito in sala operatoria. C'è un ultimo step: verifica finale della qualità. Il team di chirurghi verifica la temperatura, l'integrità delle sacche ed esegue test rapidi sull'organo. Solo se tutto è perfetto si procede. A questo punto anestesisti, chirurghi e infermieri lavorano in sincronia.

Trapianto di fegato 5 - Da sinistra Agnesi Personeni Colledan
Un équipe medica durante un trapianto di fegato. Credit: Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Chi lavora in questo campo assicura che il momento in cui il nuovo organo viene connesso ai vasi sanguigni, riceve sangue, riprende colore e ricomincia a funzionare, è una delle emozioni più forti che si possano provare in medicina. Da quel momento, il paziente inizierà una terapia immunosoppressiva (per evitare il rigetto), ma avrà una nuova prospettiva di vita.

4.642 trapianti effettuati in Italia nel 2024: i dati

L'Italia ha una rete trapiantologica d'eccellenza. Il 2024 è stato un anno cruciale con 4.642 trapianti effettuati grazie alle donazioni di 1.730 donatori. In questo processo sono stati coinvolti 292 ospedali che hanno segnalato un potenziale donatore e 42 ospedali dotati di équipe trapiantologiche dedicate.

Gli organi più trapiantati in Italia sono:

  • Rene: 74%
  • Fegato: 12%
  • Cuore: 9%
  • Polmone: 3%
  • Pancreas: 2%
  • Intestino: 0,1%

Il rene domina la classifica per tre motivi: le malattie renali croniche sono molto diffuse, il trapianto è una soluzione molto più efficace della dialisi e, a differenza di altri organi, può essere donato anche da vivente.

Come si diventa donatori (e perché farlo)

C'è una paura che, purtroppo, frena molte persone: "Se sanno che sono donatore, i medici mi lasceranno morire per prendere i miei organi?". La risposta è un no categorico, legalmente e deontologicamente le cure non possono essere influenzate dallo status di donatore.

Il percorso è diviso in fasi stagne, gestite da équipe diverse che spesso nemmeno si conoscono. L'équipe curante ha lo scopo di salvare la vita del paziente, l'accertamento di morte viene eseguito da una commissione terza e il prelievo avviene solo quando la morte è certificata e irreversibile. È qui che entra in gioco il coordinamento trapianti e si consulta il SIT (Sistema Informativo Trapianti). Se il cittadino ha detto SÌ, si procede. Se ha detto NO, ci si ferma. Se non si è espresso, la decisione spetta ai familiari (che in un momento di dolore potrebbero non conoscere la volontà del caro estinto).

Oggi in Italia ci sono più di 8.000 persone in lista d'attesa. Per un rene, l'attesa media è di circa 3 anni. Purtroppo, le opposizioni sono in aumento: nel 2025, il 41% delle persone ha registrato un "NO" al rinnovo della carta d'identità (un dato in salito rispetto al 36,3% del 2024). A dire "no" sono con maggior frequenza i giovanissimi (18-30 anni) e gli over 60. Il tasso di chi si è astenuto (non ha dunque scelto) è stato del 42% nel 2024.

Sicuramente nelle percentuali di chi ha detto no o non si è espresso ci sono molti dubbi su come funziona la donazione e di quali sono i modi per dichiarare la propria scelta.

In Italia ogni cittadino maggiorenne può – senza alcun obbligo – esprimere la propria volontà. Non esiste un limite di età per donare, conta la salute biologica dell'organo, non l'anagrafe. La scelta si può comunicare in 4 modi:

  • Al Comune, al rinnovo della Carta d'Identità (il metodo più diffuso).
  • Sul sito dell'AIDO (aido.it) tramite SPID (immediato e online).
  • All'ASL di riferimento, firmando un modulo.
  • Con una dichiarazione scritta (tesserino o foglio) da tenere nel portafogli.

Vale sempre l'ultima dichiarazione rilasciata in ordine di tempo. Scegliere oggi significa togliere un peso ai propri familiari domani e, soprattutto, dare una possibilità di vita a chi sta aspettando quella telefonata che cambia tutto.

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