Come si monitora la qualità dell’aria dopo un vasto incendio come quello a Cavenago di Brianza

Dopo il vasto incendio divampato in un capannone industriale della Planet Farms a Cavenago di Brianza, i tecnici dell'Agenzia Regionale della Protezione Ambientale (ARPA) analizzano l'aria nelle zone limitrofe per valutare la quantità di inquinanti e microinquinanti. In via precauzionale di solito si consiglia di tenere chiuse le finestre subito dopo l'incendio.

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22 Gennaio 2024
18:20
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Come si monitora la qualità dell’aria dopo un vasto incendio come quello a Cavenago di Brianza
Incendio Brianza

La mattina di lunedì 22 gennaio 2024 un incendio di grandi dimensioni ha colpito un capannone industriale della Planet Farms a Cavenago di Brianza. Si è sviluppata una grossa colonna di fumo nero visibile dall’autostrada A4 e la sindaco Davide Fumagalli ha chiesto ai cittadini di tenere chiuse le finestre, anche perché l'ARPA Lombardia Cosa bisogna fare in questi casi? Come si fa a capire se il fumo che si è sviluppato può essere tossico per gli umani? Quali inquinanti vengono rilasciati in atmosfera in caso di incendio? Oggi quindi facciamo un piccolo approfondimento sul tema incendi andando a capire quali sono le procedure standard da mettere in pratica in caso di incendio e quali sono le principali sostanze che vengono rilasciate in atmosfera.

Prima di capire che tipo di analisi e quali controlli vengono generalmente effettuati in questi casi partiamo dal capire cosa succede dal punto di vista chimico durante un incendio.

Da cosa è composto il fumo di un incendio

Generalmente un incendio rilascia sempre delle sostanze potenzialmente dannose per il nostro organismo. Infatti durante un’incendio avvengono tantissime reazioni chimiche e trasformazioni fisiche, non soltanto la combustione. Se ci fosse solo la combustione pura diciamo avremmo solo anidride carbonica e acqua come prodotti di scarto e quindi non ci sarebbe formazione di fumo e non ci faremmo troppi problemi. Nel momento in cui invece si nota la formazione di fumo nero significa che dal punto di vista chimico-fisico si sono prodotte tante altre sostanze.

Il fumo infatti dal punto di vista tecnico è un aerosol solido. L’aerosol solido (quindi anche il fumo) è composto da particelle solide molto piccole disperse in aria. La composizione chimica di queste particelle è molto variabile: ci possono essere tantissime sostanze come per esempio materiali incombusti, tracce di metalli, prodotti di degradazione delle plastiche etc.

incendio impianto

Quali sono gli agenti microinquinanti prodotti da un rogo

Oltre al fumo, anidride carbonica e vapore acqueo, durante un’incendio purtroppo si aggiungono anche tutti i prodotti che arrivano dalla combustione incompleta e da altre reazioni secondarie, come il monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, acido cloridrico, acido cianidrico ma soprattutto idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e le famose diossine. Queste due classi di sostanze rientrano nella categoria dei microinquinanti e sono quelle che destano più preoccupazione durante un incendio, perché risultano essere particolarmente tossiche.

E infatti i tecnici dell’ARPA (l'Agenzia Regionale per la Protezione ambientale) nella maggior parte dei casi vanno proprio ad analizzare la qualità dell’aria nelle zone limitrofe all’incendio per capire quante di queste sostanze microinquinanti, cioè quanti idrocarburi policiclici aromatici e quante diossine si sono sviluppate.

fumo nero incendio novara

Come si analizza la qualità dell'aria dopo un incendio

I tecnici dell’ARPA che raggiungono il luogo dell’incendio fanno sicuramente delle analisi con degli strumenti a risposta immediata per valutare la quantità degli inquinanti. In base alla tipologia di incendio si valuta se andare a fare analisi anche per i microinquinanti.

Se fosse necessario – spesso per incendi di capannoni dove sono presenti tantissime tipologie di materiali lo è – si decide prima di tutto valutare la direzione del vento, quindi i tecnici del Gruppo specialistico di contaminazione atmosferica valutano la direzione del vento, e poi insieme al sindaco/a si decide dove andare a posizionare i cosiddetti campionatori ad alto volume, ovvero degli strumenti che sono in grado di aspirare l’aria e catturare le tutte sostanze prodotte dall’incendio, inclusi i microinquinanti.

campionatori ad alto volume
Esempio di campionatore ad alto volume. Credits: TCRTECORA.

I filtri che contengono queste sostanze poi vengono man mano inviati nei laboratori di analisi chimica e una volta arrivati nei laboratori vengono appunto analizzati. Essendo però analisi particolarmente specifiche e complesse servono purtroppo circa 72 ore per ottenere i risultati. Man mano che escono i risultati poi vengono pubblicati i valori dei microinquinanti nel sito dell’ARPA.

Non avendo i dati in tempo reale sui microinquinanti, spesso viene consigliato in via precauzionale di tenere chiuse le finestre, ma non è sempre strettamente necessario. C’è da dire però che queste tipologie di incendi la maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente perché le sostanze si diluiscono nell’atmosfera e la concentrazione non rimane alta per così tanti giorni da costituire un pericolo per la salute.

Se le analisi invece riportano alti valori di microinquinanti per diversi giorni, mesi o addirittura anni (cosa molto poco probabile), si mettono in pratica le stesse cose di quando è avvenuto il disastro dell’azienda chimica ICMESA tra Seveso e Meda nel 1976. Quindi si valuta di distruggere i raccolti, sopprimere gli animali e di scarificare i terreni perché potrebbero essere contaminate da diossine.

Nel caso specifico dell'incendio del 22 gennaio 2024 siamo ben lontani da questo scenario e la maggior parte di questi incendi si risolve senza troppi problemi.

Sono un appassionato del mondo microscopico, a partire dalle molecole fino agli artropodi. La laurea magistrale in chimica mi ha permesso di avere gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento del mondo, ma soprattutto ha saziato la mia fame di risposte. Curioso, creativo e con idee folli: date una videocamera, un drone o una chitarra al DeNa e lo renderete felice.
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