
La missione Artemis II sta emozionando tutto il mondo con viste mozzafiato della Terra e della Luna all'indomani del flyby, il record battuto di distanza dalla Terra dall'epoca di Apollo 13 e tanta scienza sul lato nascosto del nostro satellite. Ma c'è un lato “nascosto” anche di questa missione, e riguarda la quotidianità degli astronauti (Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen). Al di là del loro incredibile lavoro, come vivono nel quotidiano i quattro membri dell'equipaggio della missione? Come si mangia, ci si lava e si dorme all'interno della capsula Orion? Nel poco spazio a disposizione – sono quattro persone che devono vivere per 10 giorni in uno spazio grande come un camper – anche le attività più semplici della vita quotidiana, come mangiare, dormire e usare il bagno, devono essere organizzate in maniera precisissima.
Cosa mangiano gli astronauti di Artemis II e come si mangia nello spazio
Come sulla Stazione Spaziale Internazionale, il menù degli astronauti di Artemis II è stato pianificato con mesi di anticipo da nutrizionisti della NASA (per i tre astronauti statunitensi Reid Wiseman, Christina Koch e Victor Glover) e dell'Agenzia Spaziale Canadese (per l'astronauta canadese Jeremy Hansen), tenendo conto sia del valore nutritivo dei cibi sia dei gusti personali di ciascun membro dell'equipaggio. Il menu copre 11 giorni ed è scelto dall'elenco permanente dei cibi approvati per la ISS.
Mangiare a bordo di Orion, però, non è come farlo nella Stazione Spaziale. Lo spazio infatti è molto più limitato, il che si traduce in alcune rinunce significative: niente cibo in scatola (troppo pesante e ingombrante), un solo riscaldatore con capacità limitata (il che significa che la maggior parte dei pasti viene consumata a temperatura ambiente), e una dotazione di posate ridotta all'essenziale: un cucchiaio e un paio di forbici a testa per aprire le confezioni di cibo. Molti cibi sono liofilizzati per favorirne la conservazione, e quindi gli astronauti li reidratano prima di consumarli. Lo spiega l'equipaggio stesso della missione in questo frammento di diretta dall'interno di Orion:
Gli astronauti di Artemis II possono contare su una discreta varietà di alimenti, scelti sulla base del valore nutritivo, capacità di conservarsi, sicurezza, preferenza per gli astronauti e facilità di consumo. A bordo di Orion ci sono cous cous, insalata di mango, frutta secca, tortillas, mandorle, broccoli e altri tipi di verdura, piselli, pasta già pronta (maccheroni con formaggio), insalata di frutta, pane. Non mancano le spezie (5 tipi di spezie piccanti, poiché i sapori nello spazio sono più blandi) e alimenti dolci come biscotti, cioccolato, pudding, sciroppo d'acero (cortesia dell'Agenzia Spaziale Canadese), burro d'arachidi e di mandorle, miele e anche una notissima crema spalmabile alla nocciole che ha fatto capolino fluttuando in una delle dirette trasmesse dall'interno di Orion, come possiamo vedere nello spezzone video qui sotto:
Anche per le bevande vigono restrizioni sensibili: gli astronauti hanno a disposizione un massimo di due bevande aromatizzate al giorno (per esempio caffè, tè, limonata, sidro di mela, succo d'ananas), una borraccia d'acqua ogni due giorni e una cannuccia al giorno. Questo perché la navicella di Artemis II non è dotata del sistema di riciclaggio dell'acqua presente a bordo della ISS, che trasforma l'urina e il sudore degli astronauti in acqua potabile: nelle missioni Artemis, di durata limitata, tutto il cibo deve essere caricato a bordo prima del lancio.
Come si lavano nello spazio: igiene e bagno
Andare in bagno nello spazio non è una cosa semplice, se non altro perché non c'è l'aiuto della gravità a spingere verso il basso i rifiuti corporei. Il sistema a bordo di Orion si chiama Universal Waste Management System. Questo “gabinetto spaziale” funziona aspirando urina e feci che vengono separate: la prima viene espulsa nello spazio, le seconde vengono stoccate per lo smaltimento. Il tutto è dotato di una porta per garantire un minimo di privacy. In caso di malfunzionamento, sono disponibili degli orinatoi pieghevoli come alternativa di emergenza per la raccolta dell'urina.

E per lavarsi? Naturalmente a bordo di Orion non c'è la possibilità di farsi la doccia, come del resto non c'è nemmeno all'interno della Stazione Spaziale Internazionale. Gli astronauti si lavano con salviettine umidificate, sapone liquido su un panno bagnato e shampoo secco. Il kit per l'igiene personale include spazzolino, dentifricio e (per gli uomini) accessori per la rasatura. Essendo una missione relativamente breve, gli astronauti non devono preoccuparsi di attività come tagliarsi i capelli e le unghie, che in microgravità possono essere piuttosto complicate per via dei frammenti che si disperderebbero nel modulo abitativo.
Come si dorme nella capsula Orion
Per quanto riguarda il ciclo veglia-sonno, c'è l'ovvia mancanza di una regolazione naturale come avviene sulla Terra, dove il sole sorge e tramonta regolarmente. Nelle missioni spaziali, come Artemis II, gli orari vengono stabiliti in modo da essere sincronizzati con il centro di controllo missione negli USA. Il tempo è diviso quindi in blocchi di 24 ore di cui 8 ore di sonno (ha fatto eccezione il primo giorno della missione, in cui il sonno è stato suddiviso in segmenti).
Qui sulla Terra, dormire richiede una certa quantità di spazio poiché bisogna stare distesi. Ma in condizioni di microgravità non c'è bisogno di stare stesi: in mancanza di un alto e un basso, tutte le direzioni sono uguali. Gli astronauti dormono quindi in direzione verticale, in sacchi a pelo fissati alle pareti della capsula. I sacchi a pelo, oltre a mantenere una temperatura confortevole per gli astronauti, servono anche per non spostarsi e fluttuare via durante il sonno.

Come si allenano gli astronauti durante la missione lunare
le condizioni di microgravità in cui gli astronauti di Artemis II devono vivere per 10 giorni sono un problema per il corpo umano: in assenza di peso, i muscoli si indeboliscono e la densità ossea diminuisce rapidamente. Per contrastare questi effetti, ogni astronauta della misssione deve allenarsi per 30 minuti al giorno.
Lo strumento più importante a bordo della capsula Orion è il cosiddetto flywheel, un dispositivo che si posiziona sotto il portello della capsula, dove funziona anche da gradino per salire e scendere. Il principio di funzionamento ricorda quello di un yo-yo: genera resistenza in proporzione alla forza che ci si applica, arrivando fino a 180 kg di carico. In questo modo è possibile fare esercizi per potenziare i muscoli di buona parte del corpo.

Per venire incontro alle limitazioni di peso e volume intrinseche in una missione spaziale di questo tipo, il flywheel pesa soltanto 14 kg ed è più piccolo di un bagaglio a mano.