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5 Maggio 2023
18:35

Cosa fare e vedere a Fuerteventura, nelle Canarie, da Pop Corn Beach alle grotte di Ajuy

L'isola spagnola di Fuerteventura, al largo della costa marocchina, fa parte dell'arcipelago delle Canarie. Scopriamo i suoi luoghi più iconici, tra cui Corralejo, Playa de Sotavento e Isla de Lobos, riassumendone geografia, storia ed economia.

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Cosa fare e vedere a Fuerteventura, nelle Canarie, da Pop Corn Beach alle grotte di Ajuy
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Fuerteventura è la più antica delle Isole Canarie, a circa 100 km dalle coste marocchine. In 23 milioni di anni il suo paesaggio vulcanico è stato eroso dagli agenti atmosferici e oggi l’isola è una distesa arida e apparentemente inospitale, ampia 1.659,74 km². Nonostante questo, è abitata da più di 100.000 persone (un terzo delle quali residenti nel capoluogo, Puerto del Rosario) ed è una meta ambita dal punto di vista turistico, sicuramente anche grazie al suo clima, caldo e ventoso tutto l'anno.

Sono moltissime le attrazioni naturalistiche e storiche dell'isola, da Pop Corn Beach al paesino di Corralejo, dalla spiaggia di Cofete all'arco de Las Peñitas. Nel video qui sopra e in questo articolo vediamo cosa fare e vedere a Fuerteventura.

Com'è nata Fuerteventura

Come e quando è nata Fuerteventura? Le Canarie sono emerse dall’oceano Atlantico probabilmente grazie alla presenza di un punto caldo, cioè un punto della superficie terrestre in cui il mantello sale verso la crosta terrestre e la buca: la lava si accumula pian piano e talvolta arriva a creare delle isole.

Dato che le placche tettoniche che compongono la crosta terrestre si muovono l’una rispetto all’altra nel corso del tempo, cambia il luogo in cui il punto caldo buca la superficie terrestre e in cui si accumula la lava. Così è accaduto alle Canarie: la placca africana si è spostata in direzione nord-est e pian piano il punto caldo ha dato vita alle varie isole dell’arcipelago. Quelle oggi più a ovest, come Tenerife, sono più giovani e infatti hanno forme e rilievi più aspri rispetto a quelle a est, in particolare a Fuerteventura.

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Schema semplificato sulla formazione dei punti caldi (credit: USGS).

L'erosione da parte di vento e acqua

A Fuerteventura gli agenti atmosferici e, in particolare, l’azione dell’acqua e del vento hanno eroso il territorio nel corso di milioni di anni. Adesso quest’azione prosegue, ma quasi solo grazie al vento, che soffia e trasporta sabbia fin dal Sahara in modo quasi continuo. Non a caso sull’isola ci sono tantissime pale eoliche per produrre energia.

Le piogge invece sono rare. Addirittura cadono meno di 200 mm all’anno di pioggia. Una volta, invece, pioveva molto di più e infatti a Fuerteventura è possibile osservare canaloni (tracce di antichi fiumi) e i resti di numerosi terrazzamenti agricoli sui versanti di molti rilievi. Le coltivazioni un tempo erano molto più floride.

Le grotte e il paesino di Ajuy: un esempio di erosione marina

Un tipico esempio di erosione, in questo caso operata dalle onde dell'oceano Atlantico, è rappresentato dalle grotte di Ajuy, scavate dal mare, utilizzate in antichità come approdo e oggi visitabili a piedi con un po’ di attenzione. Sorgono accanto al paesino di Ajuy, famoso per la spiaggia di sabbia nera (vulcanica) e ad alcune delle formazioni geologiche più antiche dell’isola, sovrapposte l’una rispetto all’altra e alcune delle quali sono costituite da antichi sedimenti marini ricchi di fossili.

grotte di ajuy

I colori di Fuerteventura dipendono dal tipo di lava

I colori prevalenti sia nell’entroterra sia nelle tantissime spiagge di Fuerteventura sono moltissimi, tra cui giallo, ocra, rossastro e nero, e dipendono dalla diversa composizione chimica della lava fuoriuscita anticamente, di volta in volta, dai tanti coni vulcanici presenti sull’isola, più o meno piccoli e ora inattivi o dormienti.

Salire su un cono vulcanico: Isla de lobos

Si può salire in cima ad alcuni di questi coni vulcanici, ad esempio il Volcán Calderón Hondo, nel nord di Fuerteventura, oppure visitando l’Isla de lobos, al largo della cittadina di Corralejo, sempre nel nord. La vista dall'alto dei resti del cono vulcanico che ha dato vita all'isoletta è meravigliosa; in alternativa, ci si può rilassare in una delle tante calette lungo la costa, caratterizzate da un’acqua cristallina.

isla de lobos

La mancanza d'acqua e di aree verdi

Avrete capito che a Fuerteventura ci poche aree verdi: si trovano dove la falda acquifera tocca la superficie terrestre o in prossimità di qualche pozzo artificiale. Un tempo si usavano molto i mulini a vento e altri macchinari per estrarre acqua dal sottosuolo. Purtroppo, però, attualmente il livello di falda sull’isola è sempre più basso e l’acqua è sempre più contaminata, sia a causa degli scarichi cittadini e agricoli sia a causa delle intrusioni marine sotterranee.

È quello che è accaduto, ad esempio, alla diga, ormai abbandonata, che si può visitare accanto al Paese di Vega de Rio Palmas. Era stata costruita per essere sfruttata a fini agricoli, ma progressivamente si è interrata e l’acqua è diventata comunque troppo salata per essere utilizzata.

A proposito, proseguendo sul sentiero oltre la passeggiata che conduce alla diga, si può ammirare dopo una mezz’ora di cammino una delle formazioni geologiche più affascinanti di Fuerteventura: l’Arco de Las Peñitas, una formazione rocciosa che ricorda i grandi canyon statunitensi e che sembra dover crollare da un momento all’altro.

arco de las penitas

Essendoci poca disponibilità di acqua di falda, sull’isola si ricorre abbondantemente a impianti di desalinizzazione per ottenere acqua potabile, localizzati sulla costa, e spesso e volentieri le palme e gli altri alberi che si vedono in giro sono irrigati artificialmente. Da soli non resisterebbero.

Prodotti tipici dell'isola

Sono invece abbastanza diffusi vari tipi di arbusti, amatissimi dalle capre, che sono l’animale e il capo di allevamento più presente sull’isola. Il formaggio caprino prodotto con il loro latte, che si chiama majorero, è rinomato ed è stato il primo formaggio caprino in Spagna a ottenere la denominazione di origine geografica protetta.

Altri prodotti tipici dell’isola e che si vedono spesso sono l’aloe vera e l’agave. Un tempo c’erano anche ampie coltivazioni di cereali, poi macinati grazie ad altre tipologie di mulini a vento, ma oggi sono quasi completamente sparite.

aloe vera fuerteventura

Il turismo

Oggi la maggiore entrata economica di Fuerteventura deriva dal turismo e dall’indotto turistico, un po’ come per tutte le Canarie. I visitatori che più arrivano sull'isola sono tedeschi, inglesi e, come sempre – ma che ve lo dico a fare – ci sono tanti italiani, anche pensionati, che si trasferiscono qui perché c’è un costo della vita più basso e si pagano meno tasse.

I principali centri abitati

Fuerteventura ha come capoluogo Puerto del Rosario, dove atterrerete se visiterete l’isola, ma le due località più turistiche sono altre: a nord c’è Corralejo, vicino a cui si trova la famosa Pop Corn Beach (composta da residui bianchi di coralli morti somiglianti a pop corn) e il Parco Naturale di Corralejo, un’ampia area costiera con dune sabbiose a perdita d’occhio che poi sfumano nell’Atlantico. A sud, invece, c’è Morro Jable, più curato e ricco di Corralejo e non distante dalla Playa de Sotavento, perfetta per praticare windsurf e kitesurf.

playa de sotavento fuerteventura

I centri storici dell'isola

I nuclei storici di Fuerteventura sono però altri. Betancuria fu la prima città fondata da un manipolo di avventurieri europei che, a partire dall’inizio del 1400, iniziarono a conquistare l’isola in nome della corona spagnola e a scapito dei guanci, la popolazione locale.

Altre posti noti sono, ad esempio, El Cotillo, che un tempo era la se­de di uno dei regni dei guanci e oggi invece è famosa per vedere il tramonto e La Oliva, dove invece si stabilirono alcuni colonnelli spagnoli che mantennero il controllo dell’isola illegalmente per decenni e di cui adesso si può vedere il palazzo, in gran parte crollato.

betancuria fuerteventura

Lo xero, scoiattolo "invasivo"

Sia tra le rovine che in tantissimi altri punti dell’isola vi potrà capitare di vedere degli scoiattoli che non attendono altro che gli diate del cibo. Si chiamano xero, sono originari del Marocco, e in realtà sono una specie invasiva a Fuerteventura perché disturbano sia l’ecosistema locale sia danneggiano le coltivazioni. Quindi, se possibile, non date loro da mangiare.

Un consiglio di viaggio: la spiaggia di Cofete e villa Winter

L’ultimo luogo – ma ce ne sarebbero tanti altri – che voglio consigliarvi è Cofete, un paesino sperduto nella parte meridionale dell’isola, raggiungibile solo dopo aver percorso una lunga strada sterrata. La sua spiaggia è una distesa isolata lunga 13 km.

Le due vere particolarità che si possono visitare in loco, però, sono un cimitero abbandonato con molte tombe ormai quasi irriconoscibili e senza nome, ricoperte di sabbia, e soprattutto villa Winter, una villa assolutamente fuori contesto che, secondo gli attuali occupanti e numerosi indizi, potrebbe essere stato un rifugio dei nazisti in fuga dall’Europa in Sudamerica durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, una base di appoggio per la marina nazista e, forse, un piccolo campo di prigionia e laboratorio per esperimenti umani.

cofete fuerteventura
Classe ‘88, sono laureato in Scienze Geografiche e prima di Geopop ho lavorato per lo sviluppo di progetti socio-ambientali, scritto un romanzo di viaggio, insegnato Geografia, Storia e Lettere alle superiori e fatto divulgazione su YouTube e RaiGulp. Viaggiare e raccontare il mondo è la mia passione: geopolitica, luoghi, usi e costumi, storie… Da bambino adoravo Piero Angela e Indiana Jones.
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