0 risultati
video suggerito
video suggerito
13 Ottobre 2026
11:30

Cosa fare prima di riaccendere i termosifoni: le indicazioni ENEA per risparmiare in bolletta

Dal 15 ottobre i termosifoni tornano in funzione in gran parte del Nord Italia. Prima di riaccenderli conviene fare manutenzione alla caldaia, sfiatare i radiatori e liberarli da polvere e ingombri. Ecco le indicazioni per un impianto sicuro e una bolletta più leggera.

Ti piace questo contenuto?
Cosa fare prima di riaccendere i termosifoni: le indicazioni ENEA per risparmiare in bolletta
riscaldamenti pulizia
Le buone pratiche da seguire prima della riaccensione dei riscaldamenti.

Il 15 ottobre è la data cerchiata in rosso per mezza Italia: quelgiorno scatta il via libera all'accensione dei riscaldamenti nella zona climatica E, la fascia che comprende gran parte del Nord Italia e molte delle città più popolose del Paese, come Milano, Torino, Bologna, Venezia, Trieste, Verona. Da lì in avanti gli impianti potranno restare in funzione fino al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.

Ma quali sono le buone pratiche da seguire prima di rimettere in funzione gli impianti di riscaldamento? A indicarle sono le linee guida di diversi enti, a partire dall'ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), che propone una lista di consigli utili per scaldare casa in modo efficiente. Con il ritorno del freddo, ci sono alcune operazioni che è bene svolgere per garantire la sicurezza dell'impianto, contenere i consumi in bolletta e non ritrovarsi con termosifoni che rendono meno del dovuto.

Come pulire i termosifoni prima di accenderli

La regola numero uno, come riportato nel vademecum elaborato dall’ENEA, è quella di eseguire una corretta manutenzione degli impianti per due valide ragioni: la sicurezza e il fatto che un impianto pulito e regolato a dovere consuma meno energia e, quindi, inquina meno. Va fatto rigorosamente con gli impianti spenti e freddi.

Il rendimento migliore, precisa l'Agenzia, si ottiene quando l'apparecchio è tarato correttamente e libero dalle incrostazioni di calcare, che ostacolano lo scambio termico e costringono la caldaia a lavorare di più. La manutenzione è un obbligo di legge e chi trascura i controlli previsti dal DPR 74/2013 rischia una sanzione a partire da 500 euro.

Far uscire l'aria dai radiatori

Durante i mesi di fermo, nei termosifoni si formano bolle d'aria che tendono a raccogliersi nella parte alta del radiatore. Per questo è buona prassi il controllo dei radiatori prima dell'avvio autunnale, così da non scoprire i problemi a stagione fredda già iniziata.

In questo caso, è consigliato lavorare a caldaia spenta e con i termosifoni freddi, o al più tiepidi, muniti di un recipiente, di un panno e della chiavetta per la valvola di sfiato (anche se i modelli più recenti hanno una rotellina che la sostituisce).

Spolverare e liberare i termosifoni

Un radiatore impolverato scalda peggio e, alla prima accensione, rimette in circolo ciò che ha accumulato. Un panno umido all'esterno e una spazzola sottile possono risolvere la questione pulizia. Poi conta ciò che sta intorno: tende, mobili e biancheria stesa sopra i termosifoni frenano la diffusione del calore e, per l'ENEA, costituiscono una fonte di spreco.

Se il radiatore resta freddo

Se lo sfiato è stato correttamente e la pressione è in ordine, ma il termosifone continua a scaldare male, le cause vanno cercate altrove. Ad esempio una valvola termostatica inceppata in posizione chiusa, depositi di fango ferroso negli impianti più datati, uno sbilanciamento idraulico del circuito oppure un guasto a monte nella caldaia.

Nel dubbio, la scelta più sensata resta affidarsi a un tecnico, anche perché un impianto che fatica a scaldare lavora di più e quello sforzo in eccesso finisce dritto in bolletta.

Controllare guarnizioni delle porte e arieggiare in modo corretto

Prima di accendere i riscaldamenti, vale la pena controllare anche le guarnizioni di finestre e porte: con il tempo si induriscono, si schiacciano o si staccano, lasciando filtrare spifferi che costringono l’impianto a lavorare di più per mantenere la temperatura interna. Una verifica veloce si può realizzare avvicinando la mano ai bordi del serramento per verificare l'eventuale presenza di spifferi, oppure chiudendo l’anta su un foglio di carta: se il foglio scivola via senza resistenza, la guarnizione non sigilla più a dovere.

Monitorare la temperatura una volta accesi gli impianti e arieggiare correttamente

Infine è sempre bene tenere sotto controllo la temperatura in casa: come spiega bene ENEA, l'ideale è di circa 19 gradi, più che sufficienti a garantire il comfort necessario, anche se la normativa consente una temperatura fino a 20 °C (con +2°C di tolleranza). In questo caso, è importante sapere come arieggiare le stanze correttamente: l'ENEA ricorda come sia meglio aprire le finestre completamente per pochi minuti (dai 5 ai 10 al massimo), magari creando un breve ricircolo incrociato tra stanze opposte. L’aria viziata esce, quella fresca entra, ma le superfici non fanno in tempo a raffreddarsi davvero e l’impianto riporta la stanza in temperatura con uno sforzo minimo.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views